mercoledì, febbraio 22, 2006,15:48
Gigi Moncalvo e il diritto di criticare.

Su segnalazione di Erica abbiamo pubblicato il suo post sul caso Moncalvo.

I fatti

Il 14 Aprile e il 22 Ottobre 2005, compaiono due post. Il primo sul blog di Nick, Te le visioni; il secondo su Solotesto di Anna Setari. Ecco i link.

L'Occupazione

Il Segno della Croce

A causa delle affermazioni contenute in questi post, i due autori si sono visti recapitare dalle forze dell'ordine una querela. Dopo l'articolo 21 sono pubblicate le parole tanto ingiuriose. Spero proprio che il Signor Moncalvo apprezzi.

Articolo 21

Tutti hanno diritto di manifestare liberamente il proprio pensiero con la parola, lo scritto e ogni altro mezzo di diffusione.

14 Aprile 2005
L'occupazione...
Personalmente ho sempre ritenuto la fotografia di Hitler in visita alla ormai "propria" Tour Eiffel - scattata nell'estate del 1940 - l'emblema più drammatico della progressiva occupazione europea nazista. Vedere, infatti, un simbolo contestualizzato in un habitat non proprio, ovvero l'inquietante cancelliere tedesco passeggiare in uno sfondo da romantica cartolina d'inizio '900, l'ho sempre ritenuto il metodo più spiazzante ed aggressivo per trasmettere un messaggio.Fatte le dovute proporzioni, ho provato la stessa sensazione pochi giorni fa seguendo una puntata del programma "Confronti" diretta dal leghistone Gigi Moncalvo. Tale trasmissione ha la pretesa di mettere a confronto due opinioni differenti in un confronto "all'americana" (i due invitati si scambiano punti di vista ritti in piedi di fronte al conduttore). Venerdì scorso, i due contendenti (?) Vittorio Feltri e Paolo Liguori si sono confrontati sull'ipotesi di nominare senatrice a vita Oriana Fallaci.Tutto, dico TUTTO in tale trasmissione era fuori luogo. Dal tasso di leghismo-qualunquismo del "nuovo che avanza" mai così dominante - anzi, assoluto - in un programma Rai (ecco la sensazione di esplicita 'occupazione' di cui sopra), al Segno della Croce iniziale del conduttore, assolutamente grottesco e forzatamente anticonvenzionale da apparire involontariamente ridicolo; dall'ipotesi di riconoscimento - tardivo - dei meriti della Fallaci (assurta a 'maitre-a-penser' della Nuova Destra dai tempi delle sue senili crociate antislamiche) ipotizzando un suo presumibile rifiuto preventivo di tale carica (che, montanellianemente parlando, risulta incompatibile con gli ideali della destinataria), agli ammiccamenti tra il Feltri, il Liguori e il Moncalvo.... stuccevoli e falsamente obbiettivi.Una Rai non più solo "alla frutta", ma quasi al digestivo.
posted by Nick

22 ottobre 2005
Il segno della croce
Mentre, prima di condividere gli entusiasmi di molti, attendo di vedere dove effettivamente andrà a parare il molto (troppo) pubblicizzato show di Celentano, mi chiedo se qualcuno di voi facendo zapping sia mai capitato il venerdì sera su Rai2 poco dopo le 23.Io ci sono capitata qualche settimana fa e poi di nuovo ieri. C'è, a quell'ora, una trasmissione intitolata Confronti. La potete riconoscere subito, anche se già è iniziata, perché si vede uno studio piuttosto spoglio, con una scrivania, dietro la quale sta seduto un tizio rotondetto di mezza età, molto soddisfatto di sé, quasi, si direbbe, felice. Nonostante sia sconosciuto ai più, non è uno qualsiasi: si tratta niente meno che dell'ex direttore della Padania, Gigi Moncalvo: un uomo la cui profondità intellettuale, unita alla capacità professionale, non può essere descritta adeguatamente dalle parole, ma richiede di essere constatata prendendone diretta visione. Il suddetto giornalista sta lì in veste di "conduttore". Cioè assiste al "dibattito" tra due personaggi (l'altra volta erano Sgarbi e Veneziani che si facevano salamelecchi, ieri sera il ministro Stanca, che in verità io non ricordavo nemmeno che esistesse, e l'on. Sbarbati). Questi, posti dietro due scranni, parlano così come viene loro sul momento, passando di palo in frasca senza molta convinzione, mentre lui, il "conduttore", che nemmeno ci prova a seguire un qualsiasi filo, interviene ogni tanto a dire a caso la sua, senza mai riuscire a nascondere la soddisfazione di trovarsi immeritatamente là dove si trova, a guadagnarsi con poco sforzo la sua pagnotta - soddisfazione che è tale che lui stesso non sembra sapere quello che dice. Vale la pena, mi si potrebbe obiettare, di resistere a farsi inzaccherare da tanta ignominiosa inconcludenza?Sì, vale la pena. La trasmissione è breve infatti. Anzi è quasi, direi, un pretesto - un po' come la testa di certi conduttori, che un napoletano direbbe che ha la sola funzione di spàrtere 'e rrecchie (di tenere cioè separate le orecchie). È un pretesto perché le sue punte più alte sono il momento iniziale (che mi sono persa) e quello finale, più facile da non farsi sfuggire e che vi consiglio caldamente. Prima di mezzanotte, infatti, potrete vedere tutt'a un tratto l'uomo ravvivarsi, annunciare che il tempo sta per concludersi, salutare gli ospiti in tutta fretta e finalmente, facendosi riprendere a mezzo busto, rivolgersi a voi telespettatori per il pezzo forte della sua serata: il saluto, che esegue facendosi un ostentato, un largo, e soddisfatto, segno della croce. Attraverso una ricerca su Google, ho appreso che l'uomo è noto quasi soltanto per questo suo vezzo di aprire e chiudere la trasmissione con tale gesto: è il suo marchio, un po' come per Mike Bongiorno il famoso "Allegria!"Penso che il Padreterno, se c'è, e ammesso che si interessi a noi, sia veramente paziente.
scritto da Square



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