sabato, febbraio 11, 2006,20:00
Square9: drop outs Cafè.
Download: clicca col destro sull'icona e salva con nome. Sconsigliata l'apertura on-line! (formato pdf) scaricate, commentate, suggerite, criticate.

"Come antidoto alla labilità dei blog. Per questo nasce Square9. Per fissare più facilmente sulla vecchia carta le nuove idee, nate da un pluralismo di fonti finalmente tendente all’infinito. Il meglio dei blog che avranno la cortesia e la passione di partecipare. Una piazza di idee ogni nove giorni on-line, pronta per il download. Questo numero0, ovviamente una prova tecnica, pronta a ricevere le critiche e i suggerimenti di tutti. Un numero complicato vista la mole di informazioni da alloggiarci. Tutto “Blogs for Nepal” è qui. Un riassunto di questa piccola avventura. Qualche numero di prova e poi, se tutto andrà bene, e se vorrete aiutarci, rendere stabile Square9, magari organizzando una redazione e i tempi. Senza impegno ma con tanto impegno.
Il sottotiolo, Drop Outs, spiegato da Tiziano Terzani:“..la casta dei drop outs, come in America si chiamano quelli che sono saltati giù dal treno in corsa della modernità, quelli coi dubbi, quelli con dentro l’aspirazione a qualcosa di più alto delle solite mete materialistiche della società dei consumi”. Giù dalla giostra. Fermi un attimo."
Download (formato pdf, neanche 1mega!).
scritto da Square



23 Commenti:


  • Alle 12 febbraio, 2006 08:40, Anonymous ericablog

    ho aperto il formato pdf , ma purtroppo mi si è bloccato alla 5 pagina e non ho potuto salvarlo x leggerlo con calma ...
    ho potuto comunque vedere che è stato fatto un gran lavoro decisamente ben fatto e sicuramente interessante ...complimenti x l'idea e grazie di aver inserito tutto il materiale, compreso il mio, nell'opera prima!
    quanto al drop outs, io sono saltata giù da quel treno parecchio tempo fa , anche se non rifiuto tutto della modernità xchè se non avessi il PC e non lo sapessi usare bene ci avrei rimesso tanto , ma sicuramente cerco sempre di pensare con la mia testa e di non lascirmi intruppare nella massa delle pecore belanti che accettano tutto senza chiedersi perchè e subiscono passivamente tutto quello che viene loro imposto dall'alto ...
    non è facile fare il cane sciolto e a volte si è anche obbligati ad usare le unghie x mantenere la propria libertà ma se non si fa così si finisce triturati e sconfitti ...
    il Grande Fratello di Orwell spesso non è solo un libro speciale, è purtroppo una realtà , x nulla piacevole , impostaci attraverso i media ecc ecc da chi vuole avere un branco ben disciplinato ubbidiente e silenzioso
    un saluto erica

  • Alle 12 febbraio, 2006 10:18, Blogger Andrea&Serena

    Inizio col dirti che cliccando col destro e salvando l'oggeto con nome certamente riuscirai a scaricarlo. Sono molte pagine, m'ero scordato d'avvertire.
    Modernità, poi, credo va intesa in tutte le sue possibili accezioni. Una è paradossalmente molto conservatrice, incapace di staccarsi dai binari già piantati, di creare una strada propria. E' questa modernità che rifiuto, quella che in fondo è già pronta, e scorre per altri decenni sulla stessa strada. Alla fine non vedo nulla di buono, pronto a ricredermi. Ma è un brutto cerchio. Questa modernità non ci porta da nessuna parte se non indietro.
    Prontissimo a ricredermi, ma non con la voglia di rimanere inerme a vedere lo spettacolo.

  • Alle 12 febbraio, 2006 16:02, Blogger QuadrophenicO

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  • Alle 12 febbraio, 2006 16:06, Blogger QuadrophenicO

    Per saltare giù da quel treno non bisogna necessariamente rifiutare la modernità...quella modernità che visto lo schifo di realtà in cui viviamo può essere trovata nel passato, rimanendo pur sempre modernità e innovazione...la modernità non è sinonimo di massa anzi...MODS RULES! A Pe? l ho scaricata la rivista...solo Nepal...vabbè perchè è il primo numero, anzi, il numero o (spero)...quindi confido in te per l inserimento di altri argomenti...cmq per le 3 (tristi) classifiche me 'sto a mette un pò d impegno...appena sono pronte ti mando un e-mail...bella Pè...(non te l aspettavi questo commento e...!?)

  • Alle 13 febbraio, 2006 09:46, Blogger Tottoi

    GRANDE B!dammi una mano se no il P prende una tangente che poi nn ci piace :) nn mi piace l'idea di dover rifiutare per forza la modernità.nn ho capito quale modernità si vuole rifiutare e quale quella che vuole rifiutare terzani.perchè la modernità è il blog, il computer, bill gates e la Globalizzazione.c'è sicuramente il rischio che la modernità sia una moda di massa ma nn la si può rifiutare solo per questo.

  • Alle 13 febbraio, 2006 12:11, Blogger Andrea&Serena

    Questo commento è stato eliminato da un amministratore del blog.

  • Alle 13 febbraio, 2006 12:17, Blogger Andrea&Serena

    Sono sicuro che spiegando meglio saremo più d'accordo di quanto non sembri.
    Riportò il significato della parola modernità:
    1- l’insieme degli aspetti e delle manifestazioni della vita materiale, sociale, spirituale e culturale, del progresso tecnico e dei costumi che contraddistinguono i tempi moderni: fautore della m.
    2a- la tendenza ad adeguarsi e ad aderire alla mentalità, alle esigenze, alla sensibilità e ai costumi più avanzati e progrediti: un uomo di grande m.
    2b- condizione di ciò che è o appare moderno: m. di idee
    3- l’essere attuale, pur appartenendo a un’epoca passata: la m. del pensiero platonico.
    Rispetto alla prima accezione, bè, non mi pare che l'insieme degli aspetti sia tanto positivo. Rispetto alla secona accezione io non voglio aderire a nessuna mentalità, esigenza e sensibilità che non sia la mia. Terza accezione: ecco, appunto, "appare moderno". Ciò che c'è oggi e che chiamiamo moderno non è necessariamente moderno. Dal mio personalissmo punto di vista era più moderno Gandhi ed il suo insegnamento realmente rivoluzionario che quest'occidente incapace di trovare un'alternativa alla vecchia, vecchissima ed assolutamente antimoderna guerra (è di certo l'esempio più
    banale, lo so. Ma rende l'idea). I monaci tibetani da secoli sono capaci di resistere nudi tra la neve, grazie al potere della mente, e noi occidentali rifiutiamo di studiarla la mente: andiamo a presso ai neuroni, all'infinitamente piccolo, quando c'è qualcosa di infinitamente grande attorno a noi, che ci penetra, che sarebbe capace di fare cose inimmaginabili(pensiamo all'effetto Placebo).
    Ne parlavo l'altra sera con B. (il quadrophenico), col quale sono perfettamente d'accordo: Salvador Dalì era moderno; Magritte era moderno. Jules Verne era moderno, sapeva vedere oltre. Lloyd Wright e la sua aspirazione ad un nuovo sistema in equilibrio tra ambiente costruito e ambiente naturale; Oscar Wilde era moderno. La nostra arte produce solo opere già viste e
    prodotte. La nostra cultura è ferma. Questa è modernità?
    L'illuminismo metteva al centro del mondo l'uomo. L'individuo oggi, in questa società da qualcuno detta individualistà, non esiste più. E' un mondo confuso. Forse, scendendo dal treno, è più facile studiarl. E spiegarsi tante cose. Ognuno con le convinzioni, fuori dalla massa. Abbandonando un certo concetto di modernità. Abbiamo dimenticato i grandi insegnamenti, e siamo convinti che questo è il migliore dei mondi possibili? Non credo. Per questo, probabilmente, siamo tutti molto più d'accordo di quanto sembri. E drop outs è la parola che fa per noi.
    E' come se sul treno fossimo tutti uguali. Qui giù invece, possiamo rimanere separati, esseri unici, diversi e divini, capaci di crescere interagendo.
    Chiudo citando ancora Terzani. Parla di uno dei più grandi drop outs della storia: siddharta Gautama:
    "quel che esattamente era stata perBuddha l'illuminazione rimase un mistero. Lui non ne parlò mai con precisione. Non sempre le parole aiutano a capire, diceva. Ognuno doveva fare quell'esperienza per conto suo. Lui aveva indicato la via da seguire. Agli altri percorrerla".
    Ognuno con la propria testa.

  • Alle 13 febbraio, 2006 19:27, Blogger QuadrophenicO

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  • Alle 13 febbraio, 2006 19:34, Blogger QuadrophenicO

    Mmm...d'accordo? Non tutti...Nessuno e dico nessuno, cazzo, può considerare la modernità come la massa, come l'idividuo che inerme continua a ad autoimporsi le mode, gli atteggiamenti, la mentalità e le scelte degli altri (visto, oltretutto, che molti genii erano moderni, es The Beatles su tutti, Andy Wharol, Stanley Kubrick ecc, e ci sono scesi da quel treno, senza dubbi), poi, come se nn bastasse, di solito questi "altri" sono dei poveri idioti. Da quel treno ci possono saltare anche gli esseri più moderni della terra, visto che da quel treno una quarantina - trentina di anni fà ci sono saltati giù i MODS che della modernità fanno il loro credo e non sono assolutamente la massa, anzi...chi rifiutà totalmente la modernità, nei suoi tanti significati come ci ricorda Andrea, è il primo ad essere coinvolto nella massa, dichiarandosi distante e non raggiunto dai fenomeni di massa...ma il problema sta proprio qui...queste persone che pensano di essere un alternativa ai fenomeni di massa in generale, sono più banali e commerciali "cioè di massa" di chiunque altro...visto che a loro volta creano un qualcosa che in origine dovrebbe essere diverso ma che va soltanto a creare una massa alternativa ma che rimane pur sempre massa...

  • Alle 13 febbraio, 2006 20:30, Blogger Andrea&Serena

    Pensa ai MODS..caso emblematico: modernisti che diventano ben presto movimento di destra. Non proprio una forza rivoluzionaria. Eternamente in bilico il mondo. Ogni ottimo intento rischia l'estremizzazione, e sfocia nell'intento opposto. I modernissimi mods (che facevano di valori antichi e per nulla moderni -quanto cattivo gusto, oggi- come l'eleganza il perno del proprio pensiero) sfociarono almeno in Italia in gruppi filofascisti, per nulla nulla nulla moderni.
    Facciamo attenzione, pronti a carpire da qualunque punto venga (comprese le carrozze del treno) idee che sentiamo come buone. Ho bisogno di Antonio per una citazione: ci suggerisci quanto diceva il nostro caro maestro Benito (no, nulla a che fare col duce)? E' un insegnamento eterno. Ed importantissimo.

  • Alle 13 febbraio, 2006 20:36, Blogger Tottoi

    la modernità è una cosa totalmente intangibile composta da Accadimenti, soluzioni, visioni del mondo.qualunque rigida definizione di essa non può esaurire quello che rappresenta.nella modernità c'è la guerra, che a parte le statiche pregiudiziali prese di posizione ideologiche, è riconosciuta come la morte della intelligenza umana, ma c'è anche il Computer, la possibilità di avere un Mercato grande come l'intero mondo, c'è la possibilità di vedere quello che accade a migliaia di chilometri di lontananza nello stesso momento in cui accade stando immobili a oziare sul proprio divano.allora si possono rifiutare i singoli fatti, la guerra,la corruzione (che poi non è affatto moderna), la morte, ma non si può allontanare totalmente la modernità solo perchè secondo qualcuno è quest'entità astratta a portare cataclismi.le guerre sono colpa della modernità?

  • Alle 13 febbraio, 2006 20:42, Blogger Tottoi

    oh si..Benito...non racconto tutta la storia se no mi sento vecchio, l'insegnamento di vita è che: "..se in una domanda c'è 'sempre', 'mai' o 'in ogni caso' la risposta è Falsa..."

  • Alle 13 febbraio, 2006 21:13, Blogger Andrea&Serena

    ecco ecco! Precisio: ciò che ho scritto s'incastra perfettamete con quanto detto da Tottoi ed il Quadrophenico. Io ho proposto una mia lettura del termine Drop Outs, secondo me quella che più s'avvicinava al testamento di Terzani, nient'affatto un uomo sterilmente alternativo, ma profondamente impegnato a cercare una sua strada. QUesto, per me, è rifiutare la modernità (di certo astrarre una frase dal suo contesto significa toglierle significato). Possiamo però, dopo quest'ottima discussione, proporre una nuova definizione di drop outs.
    I tagliati fuori. Coloro che rifiutano di essere etichettati, coloro che rifiutano di definirsi, per essere sempre pronti al cambiamento e, quindi, ad essere realmente moderni.
    Che dite? Correzioni?

  • Alle 14 febbraio, 2006 15:57, Blogger Beren

    Va bene, diciamo che così può andare...sarei intervenuto, ma anche per il poco tempo a disposizione non mi è stato possibile. E tra l'altro passerò tre giorni fuori, quindi non so se e quanto avrò la possibilità di connettermi.
    Il numero 0 mi pare che vada abbastanza bene, forse c'è un po' di disordine generale dovuto alla grande quantità di materiale che vi hai inserito, senza (a quanto sembra) un preciso ordine (tipo cronologico, o per sottoargomenti). Altra domanda: perchè proprio ogni 9 giorni e non tipo ogni una o due settimane?

  • Alle 14 febbraio, 2006 16:14, Blogger Tottoi

    ok, adesso ci sto, ma ci sto in pieno,concordo.IL POPOLO DEGLI INDEFINIBILI.
    per quanto riguarda la 'rivista' mi sento di fare (un'altra volta) solo complimenti anche se le critiche aiutano spesso a crescere. per l'idea, che è stata Originale nel senso che non è stata copiata da nessun altro, nata così. poi si è scoperto che anche altri siti avevano proposto la stessa iniziativa di un riassunto cartaceo del blog. complimenti che vanno anche al grande,almeno ritengo sia tale, impegno per coordinare e ordinare un pò tutto l'accaduto e per il tempo che, non so in quale modo, hai trovato per fare tutto. ci sono momenti in cui il giornalismo si alza in piedi e va a stringere la mano a 'sto grandissimo...facciamo che poi te lo dico a voce cosa sei

  • Alle 14 febbraio, 2006 16:18, Blogger Tottoi

    mi piace l'idea dei 9 giorni, così un pò fuori da rigidità preconfezionate.è bello anche quel senso di disordine. quell'ordinato disordine

  • Alle 14 febbraio, 2006 18:49, Blogger Beren

    Ovviamente mi unisco in toto a te nei complimenti fatti ad Andrea, nel mio commento sono stato frettoloso e non l'ho fatto. Le mie, più che delle critiche erano proposte per fare qualche (a mio giudizio) miglioramento. Per ordine intendevo l'organizzazione generale, ma io stesso ho attribuito il problema alla quantità di materiale da inserire, in futuro non ci dovrebbe essere questo problema. Per i 9 giorni, ho solo pensato che in pratica il giornale a volte dovrà uscire di sabato o di domenica, magari a Pasqua o in un giorno di elezioni...inoltre la periodicità aiuta la diffusione. Detto questo, a me va bene qualsiasi decisione.
    Un saluto a tutti, passerò tre giorni a Firenze (ma non potrò girare quasi per niente, sigh!)

  • Alle 14 febbraio, 2006 21:26, Anonymous ericablog

    ho letto tutti i vostri messaggi e se permettete , da prof che deve ancora correggere verifiche x domani pomeriggio , sig, li trovo decisamente interessanti ....
    xchè non lasciare i 9 giorni, il...disordine cronologico e ...non preoccuparsi minimamente del futuro ?
    se il nono giorno capiterà a pasqua o x le elezioni si farà il 10 o l'11 giorno ...
    tanto x qualche giorno di ritardo , una volta ogni tanto, non ...muore nessuno , no?
    il numero 0 è stato senz'altro un bel lavoraccio , direi , e quindi complimenti tripli x il tempo impiegato , x la bell'idea geniale di crearlo...e x tutto quanto verrà fatto in futuro ...
    chi è saltato giù da quel treno accetta anche gli imprevisti , i cambiamenti , le originalità personali ....
    ed io che passo tanto tempo con i giovanissimi amo le belle menti che usano l'intelligenza e non sprecano il loro tempo a...fare solo casino , come purtroppo la massa ormai lo pratica ad oltranza come sport nazionale e si intruppa ....!
    1 saluto erica

  • Alle 15 febbraio, 2006 11:31, Blogger Andrea&Serena

    Allora: i complimenti vanno disequamente con mylove Serena.
    Riguardo la periodicità sono d'accordo con Erica. E' anche difficile pensare che tutto andrà sempre liscio come l'olio: quindi la puntualità potrebbe essere talvolta un obiettivo fallito.
    Il nuovo numero sarà più organizzato, non c'è dubbio, e non sarà più a tema. Ci sarà una prima parte dedicata al Nepal. Il resto racconterà il mondo visto dai blog, con rubriche esclusive. Servono numeri d'assestamento, non v'è dubbio.
    Bruno sta lavorando alle sue rubriche culturali. Tottoi come sempre ozieggia. Ho già scelto un post per Beren e per Erica. L'idea per aiutare la diffusione era questa: lo stesso giorno della pubblicazione (più o meno) tutti coloro che hanno voglia di collaborare potrebbero segnalarne l'uscita sul proprio blog. Ovviamente non è vincolante, e la non adesione a questa idea non comporta in alcun modo la censura: continuerei comunque a pubblicarvi!
    Il casino, i professori...bei ricordi! Quadrophenico? Tottoi? Eheh..continuo a pensare che il professore sia il mestiere più complicato dopo quello del genitore. Deve unire la sua scienza ad un'innata capacità d'essere psicologo. Un bel macello. Una cosa che non si studia!
    Nella nostra esperienza abbiamo avuto professori d'ogni tipo. Billi, Corsi, Porri, Vastola, Gambardella, Mele..e quanti altri. Non ricordo un professore realmente "normale" in tutta la mia carriere. A raccontarlo non ci si crede. Facevamo casino? bè, credo proprio di sì. Erica ha raccontato che i suoi alunni ormai sono wrestling dipendenti. Noi organizzavamo sempre partite di calcio a 2 in aula. Però per qualche periodo il wrestling è entrato nella sezione i: facevamo un ring delimitato dai banchi. Il ricordo andava al wrestling di quand'eravamo piccini, stupido allo stesso modo, ma irrimediabilmente ammantato di romanticismo! E' durato poco e i contatti erano finti.
    Con tutto che i giochi non cambiano, mi sembra siano cambiati i giovani. Possibile che dalla classe '85 (la nostra) alla classe '89 ci sia stato un cambiamento tanto immenso quanto a me sembra?
    Divagazione finita. Stop.

  • Alle 15 febbraio, 2006 11:39, Blogger Andrea&Serena

    Allora, un ulteriore piccolo appunto su Square9. Potrebbero esserci problemi legati alle buffe leggi italiana. A quanto pare potrebbero esserci leggi che impediscono la diffusione di periodici senza la registrazione. Io difendo l'amatorialità di Square9. Quindi non cidovrebbero essere problemi. Difendo anche l'articolo 21, e Square9 è il diritto che noi abbiamo di esprimere il pensiero con ogni mezzo. Mi informerò meglio. Per ciò che ho letto fin ora c'è troppa confusione, come sempre. E l'interpretazione attuale data alla legge sembra darmi ragione. Aggiungo un link appena trovato.
    http://www.repubblica.it/online/politica/leggeditoria/forum/forum.html

  • Alle 15 febbraio, 2006 17:50, Blogger Tottoi

    concordo in pieno con il precedente post di Erica. intanto c'è da dire che io mi sono meritato le 5 stelle d'oro come qualità dell'ozio. non mi rendo conto di quanto possa essere difficile fare il professore, fatto sta che tutto parte dai genitori e dai professori, sono loro che hanno la possibilità di 'creare' una futura persona che sia in grado di Pensare piuttosto una che sappia essere soltanto banale. in tutta la storia scolastica ho trovato non più di due/tre professori degni di essere Insegnanti e di avere quella passione di insegnare e di stare a contatto con menti non ancora totalmente formate e quindi molto facilmente 'indirizzabili'. poi magari è propiro Erica che ci può aiutare a capire se in effetti sono cambiati così tanto, come in effetti sembra evidente a molti, gli adolescenti da cinque/sei anni a questa parte. come si sa in italia c'è la serissima possibilità che si stia infrangendo una qualche legge semplicemente vivendo e la cosa favolosa è che chi scrive la legge sembra che cerchi di renderla più ingarbugliata possibile e infatti appena pubblicata necessita di direttive varie che cercano di spiegare come la legge va interpretata e e come va attuata.continua ad esserci qualcosa che non va in queto paese

  • Alle 15 febbraio, 2006 20:18, Anonymous ericablog

    ragazzi, visto le vostre date di frequenza scolastica , io ho cominciato ad insegnare in una 5a liceo linguistico ad alunni del 1961 , ed io ero del 1955 ...adesso ho in classe i loro figli !!!...
    ed ho 6 classi di francese, 2 interi corsi di scuola media , con una media di 24 alunni x classe, più due ore settimanali di inglese con una parte di alunni ed alunne delle mie due terze...fate un po' i conti di quanti ne ho ? ...
    non è solo il wrestling o il giocare a calcio in classe con le palline di carta, o il prendersi a calci, x esempio, che crea problemi , è che spesso non fanno nulla in troppi, ormai e purtroppo, soprattutto i maschi , e hanno toccato un picco di qualunquismo terrificante ,ahimè ...
    io poi odio essere il cane da guardia che morde ma se non diventi severo non ottieni nulla ...
    oggi x esempio nell'ora di mensa ho passato 20 minuti con le piccole ( si fa x dire) della mia prima e dell'altra non mia a ...tagliare stoffe x fare pupazzi e ximparare a cucire ...
    un hobby che io adoro e che sto insegnando anche a loro,che sono entusiaste xchè la loro prof che ha un sito con tante cose carine è disponibile ad insegnare a loro !, e con i maschietti abbiamo parlato del Libro Narnia, che non ho ancora letto e che stanno aspettando con ansia che io lo faccia, x poter sentire la mia opinione !
    io sono single e non rimpiango i figli , ma è decisamente difficile essere genitore , come è difficile essere insegnante, ma si deve farlo al meglio, sempre, se no non lasci nulla ai giovanissimi con cui entri in contatto !!!
    ci vuole anche grinta, coraggio e la forza di importi quando necessario ... e poi quando li incontri x strada ormai grandi e ti ricordi di loro e dei loro nomi, x loro è una grande gioia vedere che la loro prof se li ricorda ancora ....e x me è una grande gioia quando mi fermano e mi salutano e mi chiedono se ho ancora ...le mie gattacce nere di cui parlavo spesso !...e di come sto e di dove sono a scuola ...
    buon fine settimana a tutti e 1 kiss erica

  • Alle 15 febbraio, 2006 20:35, Blogger Andrea&Serena

    Olè...io di grandi professori ne ho forse incontrati...1. Allargando arriveremo a 3. E' tremendo vedere la noncuranza e l'ignoranza che mettono nel loro mestieri. Ricordo giorni di nausea, di gambe che vorrebbero scappare di fronte alla voglia assente del docente davanti a me. Sentire che qualcuno in qualche parte d'Italia capisce che materiale ha in mano -il futuro dell'italia e del mondo- è consolante.
    la patente non va data a chi fa televisione -come diceva se non sbaglio popper- ma ai professori. E' ora di una vera rivoluzione -non riforma scolastica. Tutto ciò che c'è fa distrutto e rifatto. Stavamo preparando un post sulla scuola prima di essere travolti dal Nepal. Presto si ricomincia: è il tassello da cui ogni governo dovrebbe partire. Invece..
    E non è colpa del governo. Ma dell'opposizione. Ora vado a leggere nel programma cosa c'è scritto rispetto all'istruzione. Sicuramente nulla di epocale. E' stato facile criticare la Moratti per tutti questi anni. Ora però le piazze si svuoteranno. E già. Ma con chi ce la prenderemo senza il berlusca? Ormai spero vivamente vinca la casa delle libertà. Tanto nom cambia nulla, ma ci facciamo tante risate in più (pensate che noia col mortadella...). Ovvio che il mio voto non lo do a nessuno...me lo tengo stretto..

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