lunedì, febbraio 20, 2006,21:01
Voglio una querela anche io.
Raccolgo l'appello di Erica, che sul suo blog pubblica questo post.
Square sottoscrive e rilancia: parte la campagna -che non avrà mai fine- critica il più pesantemente e sinceramente e obiettivamente possibile chiunque. Iniziamo col Papa: è un nazifascita (nello spirito, e non perchè da bambino facesse coattivamente parte della gioventù nazista) che non c'ha capito una acca del rivoluzionario messaggio di Cristo. Si leggesse il vangelo e qualche bella biografia di San Francesco...rimandato a Settembre. Ora? Attendo le guardie svizzere. Chi è il prossimo?
Due o tre settimane fa, passando da un blog all’altro, mi ero imbattuta in una segnalazione particolare che rimandava ad una notizia scritta da una blogger denunciata x diffamazione…

Avevo letto il suo post x il quale aveva ricevuto una denuncia di diffamazione consegnatole dai carabinieri e mi ero posta una riflessione seria: che rischi si possono correre a scrivere in un blog dei pensieri personali ? è necessario prendere qualche precauzione prima di affrontare determinati argomenti o è più importante seguire il proprio diritto personale di libertà di parola, di pensiero e di critica? … naturalmente rispettando, quando, quanto e il più possibile, il principio di tolleranza nei confronti degli altri …

Ebbene oggi ho trovato in www.bananemazzette.blog.kataweb.it questo articolo scritto da Adriano Padua, l’unità, che riaffronta il problema della diffamazione nei confronti della blogger in questione,ma non solo di lei ormai…

"E’ dovere di ogni buon giornalista la difesa della libertà d’espressione. Gigi Moncalvo, capostruttura di Raidue ed ex direttore del quotidiano “La Padania”, ha un modo alquanto singolare di adempiere a questo dovere. Si prende la libertà di ostentare e maneggiare un’arma, seppur finta, durante la stessa trasmissione televisiva che apre e chiude facendosi il segno della croce. Ha firmato prontamente l’appello dell’associazione Articolo 21 per ricandidare Giuseppe Giulietti, noto per le sue battaglie contro la censura. Chiunque però scriva su uno delle migliaia di blog presenti nella rete internet, ed abbia ultimamente parlato di lui, in questi giorni comincia a temere l’arrivo a casa delle forze dell’ordine, per recapitargli una querela per “diffamazione a mezzo sistema informatico”.
Lo spiacevole episodio è finora capitato a due persone, entrambi titolari di un blog personale, Anna Setari di “solotesto” e Nick di “Te Le Visiono”. Il motivo di queste querele va ricercato in alcuni articoli che recensivano il programma del quale Moncalvo è il conduttore, con tono critico, ma senza ricorrere ad insulti di alcun tipo.

Addirittura nel primo dei due casi, come la Setari ha potuto raccontare sul proprio blog, Moncalvo si sarebbe anche reso autore di una telefonata anonima, nella quale informava la signora di aver sporto querela contro di lei, senza specificare il motivo né la propria identità. Solo dopo alla Setari è stata notificata la querela, ed essa ha potuto apprendere chi fosse il misterioso autore della chiamata.

Negli stessi giorni Moncalvo, piuttosto sensibile alle critiche, ha scritto anche una lettera al quotidiano “Il Foglio”, nella quale palesava la sua irritazione verso Luca Sofri, definito intollerante e reo di aver scritto che sarebbe stato più spettacolare poter vedere “Rula Jebreal inginocchiarsi verso La Mecca” al posto dell’ormai famoso segno della croce del giornalista di Raidue .

Un’altra lettera a suo nome è arrivata a “Vanity Fair”. In quest’ultima erano contenute pesanti allusioni sulle abitudini della soubrette Simona Ventura, che, si dice, in passato abbia voluto l’allontanamento del giornalista dal programma “Quelli che il calcio”. Ma è risultata un falso ed è stata smentita dopo qualche giorno da un’altra lettera di Moncalvo ad un quotidiano, curiosamente vergata sul retro di una richiesta di danni, riguardante probabilmente un terzo blogger. Poca dimestichezza con la stampante? Chissà.

Il popolo dei blogger ha dimostrato la massima solidarietà ai due “colleghi” raggiunti dalle querele. Molti blog riportano la notizia. Le reazioni nei commenti sono state numerose e spesso dure, i termini più usati sono “censura” e “intimidazione”. A volte si trova qualche insulto, a conferma del fatto che non tutti in rete rispettano le regole del confronto civile, ma questo non è certo il caso di Anna e Nick, e non autorizza ad ignorare quello che di buono il mondo dei blog offre allo sviluppo della democrazia, e alla possibilità di confronto diretto e di libera informazione, un contributo non indifferente. Rimane da capire cosa spinge un giornalista ad intentare vie giudiziare nei confronti di cittadini che hanno semplicemente espresso le proprie opinioni in un luogo pubblico, per di più poco frequentato, senza insultarlo. Quando saranno pubblici i dettagli della querela, forse, anche questo nodo potrà essere sciolto. ”
I blog da censuare:
scritto da Square



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