mercoledì, dicembre 07, 2005,18:38
Africa. la tesi e i numeri di chi sostiene che gli aiuti accrescono la povertà.

(Ho accorciato. Erano cinque pagine di Word. Ora una. Per chi vuole, ed ha tempo, ecco tutto l'articolo.)
(foto: Il Saccheggiator Cortese)
Il buonismo non insegna lo sviluppo, ma a mendicare
di Peter Bauer

Il circolo vizioso dei sussidi diretti ai governi si basa su presupposti economici fallaci, estende la corruzione nei paesi destinatari e assolve la coscienza di quelli donatori.
Ma non risolve i problemi di chi sta peggio, né genera crescita complessiva nel pianeta. Gli aiuti allo sviluppo non sono necessari, né sufficienti a favorire il progresso economico nel cosiddetto Terzo Mondo. Anzi, è probabile che lo ostacolino. Il motivo consiste nel fatto che gli afflussi di aiuti causano importanti effetti negativi sui fattori determinanti del progresso economico. Ciò si è verificato fin da quando sono stati istituite le prime forme di aiuti all'estero. Negli ultimi anni gli effetti negativi sono stati aggravati dalla pratica di collegare gli aiuti all'esecuzione di politiche miranti a favorire il controllo delle nascite, nell'erronea convinzione che la crescita della popolazione sia una delle principali cause della povertà nel Terzo Mondo. Fin dagli anni successivi alla seconda guerra mondiale, i sussidi sotto forma di sovvenzioni o prestiti a basso interesse concessi da parte dei governi i paesi relativamente ricchi a favore dei paesi più poveri sono diventati un elemento comune delle relazioni internazionali. Tale politica viene indicata negli Usa con l'espressione di aiuti all'estero, mentre nel resto del mondo viene detta aiuti allo sviluppo.
Gli effetti degli aiuti all'estero non possono essere desunti semplicemente sulla base delle spese di bilancio da parte dei donatori. Sono proprio gli aiuti all'estero che hanno fatto nascere il Terzo Mondo e che quindi sottendono il cosiddetto dialogo o scontro Nord-Sud. Gli aiuti rappresentano una delle cause del conflitto tra Nord e Sud, non la sua soluzione. Un'ulteriore penetrante conseguenza degli aiuti è stata favorire o esacerbare la politicizzazione della vita nei paesi destinatari. Tale conseguenza è stata negative sia per l'Occidente, sia per le popolazioni meno sviluppate. Nelle discussioni pubbliche di tale politica prevale un atteggiamento di cieca accettazione.
Una delle anomalie maggiori di questo tipo di sussidi si è rivelata particolarmente nociva per la popolazione dei paesi destinatari. I sussidi dell'Occidente hanno continuato a essere versati o sono addirittura aumentati anche quando i destinatari hanno adottato politiche estremamente dannose per i propri cittadini, compresi i più poveri. La lunga lista di tali politiche comprende la persecuzione dei gruppi più produttivi, specialmente di particolari etnie, giungendo talvolta alla loro espulsione dal paese; la soppressione del commercio e, talvolta, la vera e propria distruzione del sistema degli scambi; vincoli all'afflusso di capitali e imprese straniere; vaste confische di beni privati, fino alla collettivizzazione forzosa; acquisto volontario o forzato di imprese straniere, assorbendo lo scarso capitale disponibile e privando il paese di preziose capacità; politiche dei prezzi depressive della produzione agricola; costose forme di sostegno ad attività e progetti insostenibili, come i sussidi destinati alla produzione sostitutiva delle importazioni, e infine l'imposizione di specifici controlli economici che, tra gli altri effetti negativi, riducono i contatti con l'esterno e la mobilità interna.
Esiste un modello ben preciso che sottende il circolo vizioso della povertà: la crescita del reddito dipende dagli investimenti; gli investimenti dipendono dal risparmio; il risparmio dipende dal reddito. Tale modello è imperniato sull'idea che il basso livello dei redditi impedisca gli investimenti necessari a innalzarlo, producendo un tasso di crescita economica trascurabile o pari a zero. Tale modello è smentito dalla realtà. Se un'ipotesi si scontra con la realtà empirica, specialmente se ciò avviene in modo tanto clamoroso,
ciò significa che le variabili prescelte non sono importanti, oppure che esse non interagiscono nel modo postulato. Nel caso del circolo vizioso, entrambe queste considerazioni sono valide.
I poveri possono produrre o assicurarsi fondi sufficienti per imboccare la via del progresso se sono determinati a migliorare le proprie condizioni materiali e non vengono ostacolati dalle politiche statali o dall'assenza di sicurezza. Possono risparmiare somme modeste anche a partire da un reddito esiguo, in modo da rendere possibile un investimento diretto in agricoltura, nel commercio su piccola scala, nell'acquisto di attrezzi o strumenti e
per molti altri scopi. La disponibilità di capitale rappresenta il risultato, e non la condizione necessaria, di un buon rendimento economico. Quest'ultimo dipende da fattori personali, culturali e politici, dalle capacità, dalla mentalità, dalle motivazioni individuali e dalle istituzioni sociali e politiche. Quando tali condizioni sono favorevoli, il capitale può essere generato localmente o può pervenire dall'esterno. Le condizioni di povertà o di ricchezza, nonché la soddisfazione personale e sociale, dipendono dalle persone, dalla loro cultura e dalle strutture politiche entro le quali esse agiscono. Basta comprendere questa sequenza per capire la più importante causa di ricchezza o di indigenza.
da Il Riformista, 28 giugno 2005
scritto da Andrea&Serena



7 Commenti:


  • Alle 14 dicembre, 2005 18:18, Anonymous oidualc

    Buonisti di tutto il mondo,PENTITEVI!!!!
    Un consiglio:Sintetizzate,se possibile!
    UN ciao conciso a tutti voi.

  • Alle 16 dicembre, 2005 10:05, Blogger Cap.79

    Mi associo al consiglio...basterebbe anche solo rendere più leggibile il testo togliendo gli spazi...Molto interessante comunque...
    Ciao

  • Alle 16 dicembre, 2005 15:14, Blogger Andrea&Serena

    oh, si. E' tutto al lavoro. Tempi stretti e natalizi. Forse già oggi nuova versione..Sperem..

  • Alle 18 dicembre, 2005 21:10, Anonymous oidualc

    Grazie per aver RI/POSTATO un dei miei blob bloggati!
    Ciao a ri/commentarci.

  • Alle 20 dicembre, 2005 22:56, Anonymous Anonimo

    Già mi sono pentito,di essere stato,nel volontariato della C.R.I.Come mangiano. :-( L'ESPLORATORE

  • Alle 20 dicembre, 2005 23:51, Blogger Andrea&Serena

    mi viene da pensare che nell'ultimo post, il paniere di disussioni, è d'obbligo una nuova voce. Aggiungerei l'ottavo punto.
    8- situazione paesi terzo e quarto mondo.
    Secondo te Esploratore quale dovrebbe essere il nono?

  • Alle 24 dicembre, 2005 17:59, Blogger banyta

    ke dire,ormai s è detto tt o almeno quasi tt...il mondo è fatto pieno d differenze tra xsone e stati................i paesi cosiddetti sviluppati nn fanno altro ke nascondere i propri interexi dietro a ql ke loro kiamano "aiuto"x i paesi sottosviluppati o del 3mondo,ma cs vuol dire del 3mondo?ql è il2?....cmq la cs +preoccupante è ke nexuno poxa fare niente x cambiare le cs xkè alla fine ognuno decide pensando sl ql è la cs migliori x i propri interexi............e cmq sarebbe sempre meglio anzi ke sl parlarne fare qlcs ma la domanda è COME?

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