martedì, febbraio 28, 2006,06:48
12 punti&altro.
Think Turns pubblica pochi giorni fa questi due articoli: 1 2.
Il sito è quello di Reporters sans frontièr, e elencando quelli che chiama Predators of Freedom, non risparmia un posto per Re Gyanendra ed il comandante Prachanda.
Uno strumento triste, ma che è un peccato non vedere ogni giorno sui quotidiani nazionali, è Il Barometro della libertà di Stampa: l'elenco dei giornalisti imprisoned o killed. Per ognuno il breve racconto di come è stata spezzata una storia.
Le storie spezzate sono 63 nel 2005. 53 nel 2004. 40 nel 2003. 25 nel 2002.
Nostra grave colpa è stata non riportare per tutto questo tempo i famosi 12 punti d'intesa tra i il movimento maoista ed i sette partiti parlamentari. Rimediamo subito. E' una traduzione non ufficiale. Presto il link al documento originale.
"La lunga lotta tra monarchia assoluta e democrazia in Nepal ha oggi raggiunto un punto di svolta molto importante. Stabilire la pace dando soluzione a un conflitto armato che dura da 10 anni attraverso una via di uscita politica che guardi al futuro è oggi diventato una necessità. Di conseguenza, applicare il concetto della democrazia assoluta attraverso una ristrutturazione avanzata dello stato e diventato una necessità inevitabile per risolvere i problemi legati alle classi, le caste, i sessi, le regioni, ecc., in tutte le sfere: politica, economica, sociale e culturale, mettendo fine alla monarchia autocratica e instaurando la democrazia assoluta.Rendiamo pubblico che, di fronte alla situazione esistente nel paese, grazie a differenti metodi di dialogo, è stata raggiunta la seguente intesa fra i sette partiti parlamentari ed il CPN (Maoist)
Punti di intesa
1. Oggi, la democrazia, la pace, la prosperità, il progresso sociale ed un Nepal libero e sovrano è il desiderio principale di tutti i Nepalesi. Concordiamo pienamente che il principale ostacolo per realizzare ciò è la monarchia autocratica. È nostra chiara opinione che che senza stabilira la democrazia assoluta, ponendo fine alla morchia autocratica, non c’è possibilità di pace, di progresso e di prosperità per il paese. Di conseguenza, È stata raggiunta l’intesa di stabilire la democrazia assoluta mettendo fine alla monarchia autocratica, con tutte le forze che si oppongono alla monarchia assoluta che concentrano dalle loro posizioni rispettive i loro attacchi alla monarchia assoluta, lanciando così a livello nazionale un’ondata di proteste democratiche.
2. I sette partiti in lotta sono pienamente impegnati nella coscienza che soltanto stabilendo la democrazia assoluta con il ripristino del Parlamento con la forza della mobilitazione, formando un governo di tutti i partiti con pieni poteri, tenendo le elezioni di un’assemblea costituente attraverso il dialogo l’intesa con i Maoisti, il conflitto attuale può essere risolto e la sovranità e il potere statale completamente trasferiti al popolo. È posizione e impegno del PCN (Maoista) che questo obiettivo suddetto può essere realizzato tenendo una conferenza politica nazionale delle forze democratiche in lotta e attraverso la sua decisione di formare un governo di interim per tenere le elezioni dell’assemblea costituente. Fra i sette partiti in lotta ed il CPN (Maoista) è stata raggiunta l’intesa per continuare il dialogo su questa agenda per trovare una posizione comune. Si concordato che la forza del movimento popolare è l'unica alternativa per realizzare tutto ciò.
3. Oggi il paese ci chiede di stabilire una pace permanente accompagnata dalla soluzione positiva al conflitto armato. Di conseguenza, ci impegniamo a mettere fine alla monarchia autocratica e al conflitto armato e a stabilire nel paese la pace permanente attraverso l’elezione dell’assemblea costituente e una via di uscita politica che guardi al futuro. Il PCN (Maoista) esprime il suo impegno ad percorrere un nuovo corso politico pacifico attraverso questo processo. In questo stesso contesto, è stata raggiunta un’intesa a tenere, durante lo svolgimento delle elezioni dell’assemblea costituente dopo la dissoluzione della monarchia autocratica, le forze armate Maoiste e dell'esercito reale sotto il controllo delle Nazioni Unite o di un altro supervisore internazionale affidabile, in modo da concludere le elezioni in forma libera e corretta e per accettarne il risultato. Auspichiamo una mediazione internazionale affidabile anche durante il processo di dialogo.
4. Esprimendo chiaramente e prendendo un impegno istituzionale pubblico al rispetto delle norme e valori democratici, come il sistema di governo competitivo multipartitico, le libertà civili, i diritti dell'uomo, lo stato di diritto, i diritti fondamentali ecc, il PCN (Maoista) ha espresso l'impegno a portare avanti le sue attività in accordo di questi.
5. Il PCN (Maoista) ha espresso il suo impegno a creare le condizioni che permettano agli attivisti politici di altri partiti democratici spostatisi nel corso del conflitto armato di ritornare alle loro località di origine vivere là con la dignità, di tornare alle loro case, terra e proprietà ingiustamente sottratte, e di svolgere le loro attività senza obblighi o ostacoli.
6. Facendo autocritica per gli errori passati, il CPN (Maoist) ha espresso l'impegno per non ripeterli in futuro.
7. I sette partiti politici, riconsiderando sé stessi, hanno espresso l'impegno a non ripetere gli errori del passato commessi mentre erano nel Parlamento e nel governo.
8. Nel contesto del portare avanti il processo di pace, è stato espresso l'impegno a rispettare pienamente le norme ed i valori dei diritti dell'uomo e della la libertà di stampa e a comportarsi di conseguenza.
9. Dato che l'annuncio delle elezioni comunali è stato dato al solo scopo di ingannare il popolo e la comunità internazionale e di dare continuità al potere autocratico ed illegittimo del re, facendo solo chiacchiere vuote sulle elezioni del Parlamento, proclamiamo il loro boicottaggio attivo chiamiamo la comunità a farne un fiasco.
10. Il popolo e i suoi partiti politici rappresentativi sono i veri difensori della nazionalità. Di conseguenza, ci impegiamo fermamente a proteggere l'indipendenza, la sovranità, l'integrità geografica del paese e l'unità nazionale. Sulla base del principio di coesistenza pacifica, è il nostro obbligo comune mantenere rapporti amichevoli con tutti i paesi del mondo e rapporti di buon vicinato con i paesi limitrofi, in particolare l'India e la Cina. Ma invitiamo le masse patriottiche a vigilare contro il falso tentativo del re e dei suoi lealisti di prolungare il suo potere autocratico e illegittimo e ingannare i patrioti propagando l’illusorio nazionalismo " Mandale" e mettendo in dubbio il patriottismo dei partiti politici e facciamo appello alle forze e ai popoli a livello internazionale a sostenere, in ogni modo possibile, il movimento democratico contro monarchia autocratica del Nepal.
11. Invitiamo la società civile, le organizzazioni professionali, le diverse anime dei partiti, del gente di tutte le comunità e regioni, la stampa e gli intellettuali a partecipare attivamente al movimento pacifico lanciato sulla base di questi punti di intesa centrati sulla democrazia, la pace, la prosperità, il cambiamento sociale avanzato e l'indipendenza, la sovranità e l'orgoglio del paese.
12. Per quanto riguarda i comportamenti inadeguati intercorsi in passato fra i partiti, è stato espresso un impegno comune a vagliare ogni denuncia in proposito da qualsiasi partito, a prendere provvedimenti contro i responsabili e rendere pubbliche tali misure. È stata raggiunta un’intesa per risolvere ogni problema che emergesse fra i partiti con il dialogo pacifico al livello interessato o al livello di direzione.
"
domenica, febbraio 26, 2006,12:58
Civilian killed e Commento
Civilian killed as forces, Maoists clash in Nepalgunj
At least one civilian was killed when armed Maoist insurgents attacked the security forces at Ranjha Chowk of the mid-western town of Nepalgunj Saturday morning.
A gunbattle started at around 11:45 a.m. after the Maoists opened fire at the police personnel on duty at a security post at Ranjha Chowk near Nepalgunj Airport, reports said. The clash lasted for nearly half an hour.
The identity of the civilian killed in the incident could not be confirmed.
Nepalgunj remains tense following the clash. Security forces have been deployed in the Nepalgunj and surrounding areas in search of the Maoists, reports added. nepalnews.com
Feb 25 06
ho postato un'ultima di nepalnews…Sapete…Purtroppo…come alla notizia dello Yadav di ieri (visto il rischio che correva il mio Yavad dell'alter di` ?)…quando sono qui…qui non si si fa quasi piu` caso. Si stanno preparando a fare e magari anche a subire una lunga serie di scioperi, indetti dai partiti…E un supersciopero totale che sara` indetto dai maoisti, probabilmente. Si dovrebbero davvero sedere attorno a un tavolo…
E` previsto un supersciopero dal 3 aprile, e qualche prova prima. Un ostacolo alla pace sembra essere, ancora una volta, l'ultimo degli ambasciatori USA che si sono alternati qui, tale James Moriarty...quello di Sherlock Holmes…
I partiti vogliono trattare coi maoisti, il Re dovrebbe far buon viso…ma lor Signori lontani e incompetente dicono di no…Non si tratta coi comunisti…e li chiamano terroristi…Invece…Sono guerriglieri e vogliosi di democrazia nel mismo tempo. Altre democrazie sono nate da aspre lotte, o no? Qui siamo alla REvoluzione francese..come periodo storico forse piu` somigliante.
Io penso ci sia spazio per trattare e che gli USA dovrebbero, per arrivare a un successo delle trattative, volger lo sguardo altrove…
JJ
venerdì, febbraio 24, 2006,22:10
I maoisti uccidono un membro del Congresso Nepalese
Tratto da Nepalnews:
I maoisti hanno ucciso un membro del NC, Bindeshwore Yadav, nell'area di Santipur del distretto di Dhanusa questo mercoledì. I maoisti hanno ucciso Yadav nonostante il loro impegno di non attaccare attivisti di partiti politici e civili. Emettendo un comunicato stampa questo venerdì, il NC ha condannato l'uccisione.
Il partito ha espresso profonda preoccupazione verso i maoisti che non rispettano il patto sui 12 punti raggiunto tra i maoisti e l'alleanza dei sette partiti. Protestando contro la brutale e inumana uccisione di un attivista di partito onesto, innocente e disarmato, il Congresso Nepalese ha esortato la dirigenza maoista ad avvisare i suoi attivisti alla base di rispettare il patto sui 12 punti.
Nel frattempo, una dichiarazione rilasciata alla stampa venerdì dal Ministro della Difesa afferma che un gruppo di molti maoisti ha picchiato e fatto fuoco giovedì contro il General Manager della Ganga Industry LP Jain nell'area di Lipanibarta del distretto di Parsha.
,20:15
Square9: drop outs cafè. n°1.
Con pochi giorni di ritardo esce il Square9 -drop outs-, numero1.
Clik col destro salva con nome, 873kb da scaricare. 32 pagine.
"Noi ci proviamo. Square9 va avanti e si regala il Numero1. Dentro di tutto: una prima parte
ancora dedicata al Nepal e al network. Poi musica, attualità, fotografia, racconti, poesia..
Molti autori sono stati tirati dentro coattivamente. Alcuni lo scopriranno solo ora che mi accingo ad avvertirli. La speranza è quella di non ricevere troppe ingiurie, anzi, qualche manifestazione d’appoggio, manifestabile -possibilmente con post da pubblicare. Inviateli a squareplaza@libero.it Da aggiungere non c’è nulla.
P.S. in coda a questo numero ci sono tutti i link raccolti da Bateo, strumento utilissimo."
giovedì, febbraio 23, 2006,20:33
Traduzione nepali...forse.
Mayors resign Sindaci Rassegnati
The newly elected mayor of Panauti Municipality in Kavre district, and mayor of Ramgram Municipality, Nawalparasi district, have resigned from their posts. L'appena eletto Sindaco di Panauti, nel distretto di Kavre, e il Sindaco di Ramgramo, nel distretto di Navalparaiso…Se la sono data a gambe levatissime…

According to reports, Panauti mayor Chandra Bahadur Khadka, who was elected unopposed, sent his resignation to the Ministry of Local Administration, stating that he had to resign due to frail health. A dare ascolto ai media, il Sindaco Panautino Ciandra Baadur Kafdka, eletto senza opposizione di sorta, ha rassegnato le sue dimissioni nelle mani del Ministro degli Affari Interni, asserendo di sentirsi poco bene… Cagionevolezza Ragionevole L'Evolezione del presente nepali.

He said he was having high blood pressure and that relatives and family members also suggested to him that he would not be able to carry out his duty as the chief of the municipality with poor health. Lui dice di pressione alta…pressioni forti…I parenti con tutti I famigliari e altre famiglie unite gli hanno fatto notare, al Kafdka, che non avrebbe avuto la capacita` di svolgere appieno il Suo dovere di Sindaco vista la cagionevolezza genetica…: ^Ciandra…Ma chitelofafare il Mestiere del Sindaco ?" Peggio che un compito in classe, Ciandrin…Niente scuola domani.. Con la giustifica di tutto il Comprensorio…e la firma di tutti I Parenti in calce.

Mayor Khadka also stated in his resignation letter that he had to undergo surgery of his brain in 1997. He was an independent candidate. L'ex Sindaco Kafdka nella sua lettera d'addio alla poltrona ha addotto come causa della fuga un problemino al cerebro nel 1997. Evidentemente sanato, se la prudenza e` saggezza anche in Nepal. Lui fu un candidato talmente indipendente da essere l'unico.

Meanwhile, deputy mayor of Ramgram municipality in Nawalparasi district Ramesh Kumar Yadav announced his resignation from the security camp he has been living after being elected as the deputy mayor. Nel frattempo, a Ramgramo…nella regione di Navalparaiso…il de puta Mayor Rameo Kumiao Yavad…sembra aver mollato il colpo…da De puta Mayor e` ritornato ad essere il solito figlio che e`.

In his resignation letter, he stated that the Maoist rebels bombed his house making his family members more insecure after his election. A candidate of Nepal Sadbhawana Party, Yadav was elected to the post unopposed. Ha scritto anche Lui la sua lettera…qui la location si fa brutta e assai…la sua casa bombeggiata dai Ribelli Belligeranti non non promette nulla di buono alla sicurezza Sua e di Tutta la Famiglia Il buon Yavad …Candidato del Partito Nepalese del Re…Fu eletto, complimenti, senza nessun oppositore.

A few elected members of the municipality have already resigned citing security reasons. They were elected in the election held on February 8. Anche qualche altro eletto nella regione aveva gia` abbandonato ancor piu` in fretta, motivi di sicurezza molto personali. Tutti furono eletti a minoranza assoluta (alle urne il 20% del totale degli Aventi diritto al voto…hanno votato in 20 su 100 per vari canditati…sempre Unici e Vincenti. Ottanta nepalesi su cento hanno scelto l'Autostrada per il Mare…Come si fa da noi nei REferendum dei.)

Majority of the elected mayors and deputy mayors are from the Rastriya Prajatantra Party (RPP) led by Home Minister Kamal Thapa. La maggioranza assoluta degli eletti fa parte dell'ER_RE_P2, presieduto…in una certa manieera, dal Superministro massimo, Kamal Thafa in Persona..

mercoledì, febbraio 22, 2006,15:48
Gigi Moncalvo e il diritto di criticare.

Su segnalazione di Erica abbiamo pubblicato il suo post sul caso Moncalvo.

I fatti

Il 14 Aprile e il 22 Ottobre 2005, compaiono due post. Il primo sul blog di Nick, Te le visioni; il secondo su Solotesto di Anna Setari. Ecco i link.

L'Occupazione

Il Segno della Croce

A causa delle affermazioni contenute in questi post, i due autori si sono visti recapitare dalle forze dell'ordine una querela. Dopo l'articolo 21 sono pubblicate le parole tanto ingiuriose. Spero proprio che il Signor Moncalvo apprezzi.

Articolo 21

Tutti hanno diritto di manifestare liberamente il proprio pensiero con la parola, lo scritto e ogni altro mezzo di diffusione.

14 Aprile 2005
L'occupazione...
Personalmente ho sempre ritenuto la fotografia di Hitler in visita alla ormai "propria" Tour Eiffel - scattata nell'estate del 1940 - l'emblema più drammatico della progressiva occupazione europea nazista. Vedere, infatti, un simbolo contestualizzato in un habitat non proprio, ovvero l'inquietante cancelliere tedesco passeggiare in uno sfondo da romantica cartolina d'inizio '900, l'ho sempre ritenuto il metodo più spiazzante ed aggressivo per trasmettere un messaggio.Fatte le dovute proporzioni, ho provato la stessa sensazione pochi giorni fa seguendo una puntata del programma "Confronti" diretta dal leghistone Gigi Moncalvo. Tale trasmissione ha la pretesa di mettere a confronto due opinioni differenti in un confronto "all'americana" (i due invitati si scambiano punti di vista ritti in piedi di fronte al conduttore). Venerdì scorso, i due contendenti (?) Vittorio Feltri e Paolo Liguori si sono confrontati sull'ipotesi di nominare senatrice a vita Oriana Fallaci.Tutto, dico TUTTO in tale trasmissione era fuori luogo. Dal tasso di leghismo-qualunquismo del "nuovo che avanza" mai così dominante - anzi, assoluto - in un programma Rai (ecco la sensazione di esplicita 'occupazione' di cui sopra), al Segno della Croce iniziale del conduttore, assolutamente grottesco e forzatamente anticonvenzionale da apparire involontariamente ridicolo; dall'ipotesi di riconoscimento - tardivo - dei meriti della Fallaci (assurta a 'maitre-a-penser' della Nuova Destra dai tempi delle sue senili crociate antislamiche) ipotizzando un suo presumibile rifiuto preventivo di tale carica (che, montanellianemente parlando, risulta incompatibile con gli ideali della destinataria), agli ammiccamenti tra il Feltri, il Liguori e il Moncalvo.... stuccevoli e falsamente obbiettivi.Una Rai non più solo "alla frutta", ma quasi al digestivo.
posted by Nick

22 ottobre 2005
Il segno della croce
Mentre, prima di condividere gli entusiasmi di molti, attendo di vedere dove effettivamente andrà a parare il molto (troppo) pubblicizzato show di Celentano, mi chiedo se qualcuno di voi facendo zapping sia mai capitato il venerdì sera su Rai2 poco dopo le 23.Io ci sono capitata qualche settimana fa e poi di nuovo ieri. C'è, a quell'ora, una trasmissione intitolata Confronti. La potete riconoscere subito, anche se già è iniziata, perché si vede uno studio piuttosto spoglio, con una scrivania, dietro la quale sta seduto un tizio rotondetto di mezza età, molto soddisfatto di sé, quasi, si direbbe, felice. Nonostante sia sconosciuto ai più, non è uno qualsiasi: si tratta niente meno che dell'ex direttore della Padania, Gigi Moncalvo: un uomo la cui profondità intellettuale, unita alla capacità professionale, non può essere descritta adeguatamente dalle parole, ma richiede di essere constatata prendendone diretta visione. Il suddetto giornalista sta lì in veste di "conduttore". Cioè assiste al "dibattito" tra due personaggi (l'altra volta erano Sgarbi e Veneziani che si facevano salamelecchi, ieri sera il ministro Stanca, che in verità io non ricordavo nemmeno che esistesse, e l'on. Sbarbati). Questi, posti dietro due scranni, parlano così come viene loro sul momento, passando di palo in frasca senza molta convinzione, mentre lui, il "conduttore", che nemmeno ci prova a seguire un qualsiasi filo, interviene ogni tanto a dire a caso la sua, senza mai riuscire a nascondere la soddisfazione di trovarsi immeritatamente là dove si trova, a guadagnarsi con poco sforzo la sua pagnotta - soddisfazione che è tale che lui stesso non sembra sapere quello che dice. Vale la pena, mi si potrebbe obiettare, di resistere a farsi inzaccherare da tanta ignominiosa inconcludenza?Sì, vale la pena. La trasmissione è breve infatti. Anzi è quasi, direi, un pretesto - un po' come la testa di certi conduttori, che un napoletano direbbe che ha la sola funzione di spàrtere 'e rrecchie (di tenere cioè separate le orecchie). È un pretesto perché le sue punte più alte sono il momento iniziale (che mi sono persa) e quello finale, più facile da non farsi sfuggire e che vi consiglio caldamente. Prima di mezzanotte, infatti, potrete vedere tutt'a un tratto l'uomo ravvivarsi, annunciare che il tempo sta per concludersi, salutare gli ospiti in tutta fretta e finalmente, facendosi riprendere a mezzo busto, rivolgersi a voi telespettatori per il pezzo forte della sua serata: il saluto, che esegue facendosi un ostentato, un largo, e soddisfatto, segno della croce. Attraverso una ricerca su Google, ho appreso che l'uomo è noto quasi soltanto per questo suo vezzo di aprire e chiudere la trasmissione con tale gesto: è il suo marchio, un po' come per Mike Bongiorno il famoso "Allegria!"Penso che il Padreterno, se c'è, e ammesso che si interessi a noi, sia veramente paziente.
martedì, febbraio 21, 2006,14:59
viaggio nel cuore della sicilia

Gibbellina è una cittadina dell’entroterra della Sicilia occidentale.
Nel 1968 quando il movimento pacifista del figli dei fiori scuoteva l’America, l’Europa e arrivando fino in Cina sotto la guida di Mao; un movimento più concreto e profondo scuoteva l’isola con un terremoto del 9° grado della Scala Mercalli che distrusse completamente la piccola cittadina di cui oggi rimangono solo poche, misere macerie.

Partendo da Palermo si prende la statale S113 fino a superare Alcamo e da lì l’autostrada A29 in direzione Castelvetrano; dopo circa 50 km si dovrebbero incontrare sulla sinistra le indicazioni per “Ruderi di Gibellina”…e qui inizia l’avventura…ignari si seguono i cartelli inoltrandosi sempre più in strade sempre meno frequentate; perplessi si prosegue su una strada spaccata da crepe come il deserto e coperta da foglie cadute chissà quando, i cartelli si fanno sempre più piccoli e l’atmosfera sempre più irreale quando a un tratto…la strada finisce! Ci guardiamo intorno, ed intorno non c’è niente e nessun0 a cui chiedere informazioni. Torniamo lentamente sui nostri passi finché troviamo un guidatore di camioncino autoctono che gentilmente ci spiega di tornare lì dove la strada finisce, ed inerpicarci su quello che sembra più un sentiero per carri che una strada.
Seguiamo il consiglio del siculo cocchiere e torniamo ancora una volta sui nostri passi…
Prendiamo la strada sterrata e dopo poco ritroviamo i cartelli per i “Ruderi di Gibellina” , continuiamo allora speranzosi ad andare avanti tra colline e vallate che si susseguono, quando ormai siamo certi che il guidatore indigeno ci abbia preso in giro le colline coltivate cambiano colore, dalle sfumature di verde e giallo dei campi coltivati un’intera collina davanti ai nostri occhi diventa grigia, grigio cemento.
All’inizio non si capisce, non c’è un distacco netto con il resto della campagna, ma un leggero sentimento di mutamento. E’ l’enorme Gretto di Burri.


Dopo il terremoto la cittadina distrutta è stata completamente abbandonata e ne è stata costruita una nuova a qualche km di distanza, i “Ruderi di Ghibellina” sono rimasti lì, a ricordo della tragedia. E in quel particolare momento di fermento artistico e culturale artisti da tutto il mondo sono accorsi riempiendo la Nuova Gibellina di opere moderne che si intrecciano e si nascondono nel tessuto urbano di questa piccola cittadina rendendola una perla moderna nel nostro Paese archeologico.
Accanto alla città distrutta il Gretto di Burri è rimasto a ricordare quando la terra si è aperta ed ha inghiottito tutto.

Ed in Italia nessuno ne sa niente. Da Trapani a Trento quasi nessuno ha mai sentito parlare di questa cittadina morta sotto le macerie e rinata sotto il segno dell’arte moderna.
lunedì, febbraio 20, 2006,21:01
Voglio una querela anche io.
Raccolgo l'appello di Erica, che sul suo blog pubblica questo post.
Square sottoscrive e rilancia: parte la campagna -che non avrà mai fine- critica il più pesantemente e sinceramente e obiettivamente possibile chiunque. Iniziamo col Papa: è un nazifascita (nello spirito, e non perchè da bambino facesse coattivamente parte della gioventù nazista) che non c'ha capito una acca del rivoluzionario messaggio di Cristo. Si leggesse il vangelo e qualche bella biografia di San Francesco...rimandato a Settembre. Ora? Attendo le guardie svizzere. Chi è il prossimo?
Due o tre settimane fa, passando da un blog all’altro, mi ero imbattuta in una segnalazione particolare che rimandava ad una notizia scritta da una blogger denunciata x diffamazione…

Avevo letto il suo post x il quale aveva ricevuto una denuncia di diffamazione consegnatole dai carabinieri e mi ero posta una riflessione seria: che rischi si possono correre a scrivere in un blog dei pensieri personali ? è necessario prendere qualche precauzione prima di affrontare determinati argomenti o è più importante seguire il proprio diritto personale di libertà di parola, di pensiero e di critica? … naturalmente rispettando, quando, quanto e il più possibile, il principio di tolleranza nei confronti degli altri …

Ebbene oggi ho trovato in www.bananemazzette.blog.kataweb.it questo articolo scritto da Adriano Padua, l’unità, che riaffronta il problema della diffamazione nei confronti della blogger in questione,ma non solo di lei ormai…

"E’ dovere di ogni buon giornalista la difesa della libertà d’espressione. Gigi Moncalvo, capostruttura di Raidue ed ex direttore del quotidiano “La Padania”, ha un modo alquanto singolare di adempiere a questo dovere. Si prende la libertà di ostentare e maneggiare un’arma, seppur finta, durante la stessa trasmissione televisiva che apre e chiude facendosi il segno della croce. Ha firmato prontamente l’appello dell’associazione Articolo 21 per ricandidare Giuseppe Giulietti, noto per le sue battaglie contro la censura. Chiunque però scriva su uno delle migliaia di blog presenti nella rete internet, ed abbia ultimamente parlato di lui, in questi giorni comincia a temere l’arrivo a casa delle forze dell’ordine, per recapitargli una querela per “diffamazione a mezzo sistema informatico”.
Lo spiacevole episodio è finora capitato a due persone, entrambi titolari di un blog personale, Anna Setari di “solotesto” e Nick di “Te Le Visiono”. Il motivo di queste querele va ricercato in alcuni articoli che recensivano il programma del quale Moncalvo è il conduttore, con tono critico, ma senza ricorrere ad insulti di alcun tipo.

Addirittura nel primo dei due casi, come la Setari ha potuto raccontare sul proprio blog, Moncalvo si sarebbe anche reso autore di una telefonata anonima, nella quale informava la signora di aver sporto querela contro di lei, senza specificare il motivo né la propria identità. Solo dopo alla Setari è stata notificata la querela, ed essa ha potuto apprendere chi fosse il misterioso autore della chiamata.

Negli stessi giorni Moncalvo, piuttosto sensibile alle critiche, ha scritto anche una lettera al quotidiano “Il Foglio”, nella quale palesava la sua irritazione verso Luca Sofri, definito intollerante e reo di aver scritto che sarebbe stato più spettacolare poter vedere “Rula Jebreal inginocchiarsi verso La Mecca” al posto dell’ormai famoso segno della croce del giornalista di Raidue .

Un’altra lettera a suo nome è arrivata a “Vanity Fair”. In quest’ultima erano contenute pesanti allusioni sulle abitudini della soubrette Simona Ventura, che, si dice, in passato abbia voluto l’allontanamento del giornalista dal programma “Quelli che il calcio”. Ma è risultata un falso ed è stata smentita dopo qualche giorno da un’altra lettera di Moncalvo ad un quotidiano, curiosamente vergata sul retro di una richiesta di danni, riguardante probabilmente un terzo blogger. Poca dimestichezza con la stampante? Chissà.

Il popolo dei blogger ha dimostrato la massima solidarietà ai due “colleghi” raggiunti dalle querele. Molti blog riportano la notizia. Le reazioni nei commenti sono state numerose e spesso dure, i termini più usati sono “censura” e “intimidazione”. A volte si trova qualche insulto, a conferma del fatto che non tutti in rete rispettano le regole del confronto civile, ma questo non è certo il caso di Anna e Nick, e non autorizza ad ignorare quello che di buono il mondo dei blog offre allo sviluppo della democrazia, e alla possibilità di confronto diretto e di libera informazione, un contributo non indifferente. Rimane da capire cosa spinge un giornalista ad intentare vie giudiziare nei confronti di cittadini che hanno semplicemente espresso le proprie opinioni in un luogo pubblico, per di più poco frequentato, senza insultarlo. Quando saranno pubblici i dettagli della querela, forse, anche questo nodo potrà essere sciolto. ”
I blog da censuare:
domenica, febbraio 19, 2006,12:44
Trema l'Himalaya.
Letture consigliate: Save The Rabbit, su quanto sta avvenendo nella Chiesa di San Pietro in Vincoli, a Torino. Vicino alla gloria e agli allOri.
Sempre sullo stesso blog del network un articolo sul Nepal tratto dal Foglio.

IL RE DEL NEPAL E’ FRAGILISSIMO E I MAOISTI FEROCISSIMI

Sei giorni dopo le elezioni in Nepal, che la popolazione ha boicottato con disprezzo — la metà dei 4.126 seggi è rimasta vacante — il trono di re Gyanendra è in pericolo. Il rivale Prachanda, leader della combattiva guerriglia maoista che controlla larghe parti del paese, ha rilasciato un’intervista alla Bbc in cui già vede il monarca di fronte a un bivio: “O fugge in esilio, o sarà processato e il processo si potrebbe concludere con una sentenza di morte”. La scorsa settimana migliaia di manifestanti hanno invaso le strade della ca pitale Kathmandu chiedendo democrazia. Persino la Cina, che di regola — come ricordava ieri in un editoriale il Wall Street Journal - giustifica i suoi rapporti di business con regimi dispotici invocando il principio di non ingerenza negli affari interni altrui, questa volta dice di “guardare a questo problema politico con grande preoccupazione”. Le relazioni tra il Nepal e la Cina sono da sempre delicati. Il regno himalayano confina con la regione cinese del Tibet, cuore di un indomabile movimento indipendentista che Pechino sta tentando di debellare da oltre mezzo secolo. Il ruolo del Nepal nell’area è poi da considerare anche alla luce dei recenti accordi, davvero storici, tra India e Repubblica popolare cines. Il riavvicinamento in corso tra Pechino e New Delhi ridisegnerà la mappa degli equilibri nella regione e anche Kathmandu dovrà adeguarsi al nuovo corso delle relazioni sino-indiane. Gyanendra Bir Bikram Dev Shah — è il nome del monarca — in quattro anni si è sforzato non poco di conquistare il consenso del popolo, ma non l’ha mai ottenuto. Nessuno crede alla versione ufficiale degli eventi che lo portarono al trono, e lui è ritenuto una specie di usurpatore per come è riuscito a salire al potere. Venerdì 1 giugno 2001 — secondo la ricostruzione fatta trapelare dalle autorità — nel vecchio palazzo reale, l’Hanuman Dhoka, accade l’impensabile. In un raptus di follia improvvisa per contrasti con i genitori sulla ragazza che voleva sposare, il principe ereditario Dipendra uccide suo padre, il re Birendra, la madre Aishwarya e i fratelli. L’ultimo colpo lo riserva a se stesso. Morirà il giorno dopo. La versione ufficiale dell’incidente è improbabile: per uno sventurato caso un fucile automatico avrebbe sparato alcune raffiche, sterminando tutti i presenti a corte. L’unico erede sopravvissuto della famiglia regnante Shah è Gyanendra, fratello di Birendra, che di lì a poco viene incoronato re dal Bada Guru, il più importante bramino del paese. Ma entrambe le versioni imposte dall’alto sono ritenute un accomodamento a posteriori, per il popolo, di una congiura di palazzo. Sono in molti infatti a credere che lo stesso Gyanendra abbia organizzato la strage per giungere al trono, facendo eliminare in un colpo solo tutti i componenti dell’asse ereditario del fratello. Il re oggi ha 58 anni e ha studiato prima in India e poi all’Università di Kathmandu intitolata a suo nonno Tribhuvan. Suo pallino personale sarebbe l’Annapurna area conservation project, un piano per sviluppare il turismo ecologico sull’Himalaya. Ma nel piccolo regno le voci che circolano lo descrivono diversamente. In passato sarebbe stato implicato in alcuni casi di contrabbando, ovviamente coperti dalle autorità. In generale, è ritenuto dai suoi sudditi un uomo freddo e duro e i nepalesi che temevano potesse tramutarsi in un dittatore alla luce del sole hanno visto con orrore centinaia di politici, attivisti e giornalisti essere imprigionati prima delle elezioni.
Il principe temuto
L’antipatia di cui è circondato Gyanendra è amplificata dal terrore e dall’odio che suscita il figlio, il trentenne Paras Shah, il principe della corona. Paras è uno degli uomini più temuti della capitale e ha un ruolo simile, anche se in piccolo, a quello che avevano i figli di Saddam Hussein in Iraq. Nell’agosto del 2000 Paras investì e uccise un noto cantante nepalese, senza alcuna conseguenza. Non è il solo crimine di cui è sospettato. I gestori dei locali di Thamel, il quartiere più chic della capitale, sono atterriti dalle sue scorribande notturne — lo chiamano il “principe nero”— che gira sempre armato e circondato da temibili guardie del corpo. Ovviamente anche Paras è sospettato dall’opinione pubblica nepalese di avere avuto un ruolo di punta nel complotto che ha portato al massacro dei regnanti. Del resto, oggi è lui il principe ereditario e sicuramente è quello che ha guadagnato di più dalla morte degli zii e dei cugini. L’ultima monarchia indù del pianeta è retta da uomini di scarso valore, concentrati esclusivamente sui propri interessi. Ma, per ironia del destino, a Gyanendra tocca fare da argine al movimento maoista che rischia di prendere il potere nel paese, trasformando il regno in un Repubblica popolare fuori dalla Storia. E’ l’aspetto grottesco del confronto nepalese: il baluardo all’anacronismo maoista è rappresentato dall’anacronismo del satrapo orientale Gyanendra.

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scritto da Andrea&Serena
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venerdì, febbraio 17, 2006,20:44
In Nepal il maggior numero di giornalisti arrestati.
Approfitto per ricordare che Yahoo va boicottato. Se non sapete perchè leggete Save the Rabbit.
Però Yahoo dà notizie sempre fresche. Io, invece, ne riporto una vecchiotta:
KATHMANDU (AFP) - Nepal in the last two years has arrested more journalists than any other country, a press freedom group charged.
"For the past few years, the Nepalese government has had the distressing tendency to jail journalists in massive numbers," Reporters Without Borders said in a statement on Friday.
Since January 20, the government has rounded up 114 journalists in a crackdown aimed at stifling protests against the king, the Paris-based group said.
Most have been released, but seven still remain behind bars and should be freed immediately, it said.
"Whether they were arrested for their articles or for demonstrating for press freedom, their detention is abusive," the statement said.
King Gyanendra took direct control of the impoverished Himalayan just over a year ago, sacking the government for failing to tame a decade-long Maoist insurgency and for alleged corruption.
Opposition parties boycotted controversial local polls called by the king on February 8.
The authorities this year have banned protests, imposed a curfew, cut mobile phones and rounded up hundreds of political activists and journalists.
The United States, India, Japan, Britain and the
European Union led a wave of international condemnation of the detentions.
The United said some 800 people were detained nationwide. Many have been released but scores remain behind bars, local human rights groups say.
Reporters Without Borders did not list the number of journalists being held in other countries.
scritto da Andrea&Serena
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giovedì, febbraio 16, 2006,19:59
Il leader dei maoisti intervistato dalla BBC.

Riporto alcuni frasi di Prachanda. Fanno parte di un intervista rilasciata alla BBC (qui la versione video completa), tradotta in parte ieri sul Corriere della Sera.
"Mi dispiace molto per le perdite civili. Ma non è nostra la responsabilità di tutto questo spargimento di sangue. La colpa è interamente del Re Gyanendra e della sua cricca feudale. Non hanno accettato le nostre richieste quando sedevamo pacificamente in Parlamento. Al contrario hanno iniziato una brutale repressione. Il popolo aveva il diritto di difendersi."
"Entro cinque anni il Nepal si trasformerà in una nazione meravigliosa, pacifica e progressista. Sarà una repubblica, anche se siamo disposti ad accettare che sia un referendum a determinare la forma di governo. E se il popolo vorrà mantenere la monarchia, ebbene, a certe condizioni rispetteremo la volontà del popolo."
"Abbiamo sempre pensato di conquistare Kathmandu con le armi. Ma le grandi nazioni del mondo, l'America, l'India, ci sono ostili e aiutano il re. Dunque prenderemo la capitale in un altro modo, pacificamente..."
"Mi chiede di illustrare un compromess. Ma con chi? Con il re? Non ne vedo la possibilità. L'unico compromesso possibile è che tutto il potere sia trasferito nelle mani del popolo. Quanto al sovrano, sarà schiacciato. Credo il re sarà giustiziato da un tribunale del popolo o magari esiliato. Per lui non vedo alcun futuro in Nepal. Ma la colpa è sua. E' lui che ha scelto un sentiero che lo porterà dritto all'inferno."
scritto da Andrea&Serena
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mercoledì, febbraio 15, 2006,13:11
Lieve felicità.
Non posso non pubblicare questo post di Lacy Road Miracoli di Internet.
Il soggetto è un video. La sua visione, consigliata a tutti, mi ha reso lievemente reso felice. Andy Whorol l'aveva previsto. Tutti avranno i loro 5 minuti di celebrità. Ovviamente non è questo il dato rilevante. E' la potenza di una modernità, questa si, positiva. Il mondo è uno. Dobbiamo accettarne gli aspetti positivi e quelli negativi, che sono tanti. In questo momento la visione di questi quattro, geniali, splendidi, idioti, mi ha reso lievemente felice.

"30 sterline. Solo 30 sterline e sono diventati il gruppo che piu' si parla su Internet. Si chiamano Ok Go! e il loro semplice video del costo totale di 30 sterline ha gia' procurato piu' di 3 milioni di download in solo due settimane con il video di A Million Way e una marea di imitazioni che girano su internet. ve ne propongo 1 - 2 e 3 ."
scritto da Andrea&Serena
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lunedì, febbraio 13, 2006,14:18
Lettera aperta al Presidente CARLO AZEGLIO CIAMPI

Le Olimpiadi ed il Nepal

Caro Presidente
Perdoni se mi rivolgo a Lei con questo tono confidenziale, ma sono certo di non farle né un torto né uno sgarbo. Anzi confido proprio che lo possa gradire.
Ho sentito un irrefrenabile impulso nel doverlo fare proprio in queste ore di Olimpiadi, di grandi investimenti e grandi attese, di qualche timore e tanta sorveglianza, di festa e di contestazione, di sport e di montagna…
Ecco, la montagna. Autentico simbolo naturale universale di tutti i giochi olimpici invernali. E quando parlo di montagna a me vengono immediatamente alla mente le vette più straordinarie, imponenti e “sacre”: l’Annapurna, il Manaslù e le altre intorno, fino all’Everest. Tutta l’infinita catena dell’Himalaya, la “dimora delle nevi”.
Sicuramente saprà che delle 14 vette più alte del mondo che superano gli 8.000 metri d’altezza, ben 8 si trovano nel piccolo (e disastrato) Regno del Nepal.
Conosco bene quelle montagne e quei sentieri, teatro di grandi imprese sportive legate all’alpinismo. Negli ultimi venti anni ho avuto modo di avvicinarle in tante “tappe” con la mia bicicletta, ma devo confessarle che le mie piccole-enormi imprese avrebbero avuto ben poco valore se non fossi divenuto amico e mi sentissi di amare senza alcuna riserva il Nepal e tutte le sue genti.
Loro non hanno mai vinto una medaglia olimpica, né invernale né estiva. Tra l’altro credo proprio che non saranno neppure rappresentati a Torino. Pensi che sono talmente “sfortunati” che gli impianti sciistici, se realizzati, dovrebbero sorgere ben oltre i 4.000 metri d’altezza… Ma anche se ciò di per se non fosse un’impresa, lo sci e lo sport invernale in genere è molto, molto lontano dalla loro realtà quotidiana. Tutto pare terribilmente lontano in un paese senza libertà e democrazia.
In Nepal, giusto oggi, 13 febbraio proprio mentre le nostre olimpiadi sono in pieno svolgimento, ricorre un tragico anniversario: dieci anni di guerra civile. Una lotta tra i così detti rivoltosi “maoisti” e forze governative che ha causato oltre 12.000 vittime e 4.000 “scomparsi”, compresi ovviamente civili e bambini. Di sicuro anche in Nepal non avranno accolto il suo invito ad interrompere le ostilità per i “giochi”. In Nepal la gente neppure sa che ci sono, purtroppo…
Ma la cosa più grave per cui sono a scriverle è che neppure noi sappiamo che c’è il Nepal !
O meglio, che c’è questa situazione degenerata, un isolamento geografico e mediatico, un potenziale terreno di probabile nuova dittatura, di sicura battaglia e di continuo non-rispetto dei più fondamentali diritti dell’uomo.
In questo momento di festa e di sport per l’Italia, un’Italia che io stesso mi sento di aver rappresentato nella mia esperienza per le strade del mondo, dopo queste considerazioni, sono a rivolgerle un invito come primo cittadino del nostro paese e come garante di libertà, giustizia e democrazia. Un invito a RIVOLGERE un appello personale al Re del Nepal, Gyanendra affinché accetti il dialogo e le trattative che, sia i sette partiti d’opposizione (pare l’80% dell’elettorato) sia lo stesso leader maoista Prachanda, gli stanno chiedendo da mesi e mesi.
Il Sovrano dovrebbe arrivare a capire che oramai la sua politica ed il suo estremo tentativo di risoluzione hanno fallito. Che se ama il Nepal ed il suo popolo non può far degenerare ancora di più la situazione e scatenare un conflitto ancor più grave e definitivo. Oltre ad incalcolabili ulteriori lutti, darebbe un colpo terribile alla già non semplice situazione di paese povero del mondo.
La prego, accolga quest'invito che le rivolgo anche a nome di tutte le genti del Nepal, che mi sento di rappresentare, e sicuramente anche delle nostre genti d’Italia e di tutti coloro a cui stanno a cuore le vicende del mondo e la pace. E se un appello non basta, lo ripeta. Lo ripeta ogni giorno. Lo ripeta al Re del Nepal come a noi, ed ai nostri leader che in questo stesso periodo rischiano, come dire, di non darci il migliore degli esempi… Io sono fermamente convinto che la Pace nel mondo sarà possibile costruirla quando tutti ci sentiremo protagonisti: non tanto sui campi di battaglia ma nella vita di ogni giorno, nel dialogo e nel reciproco rispetto.
La ringrazio per l’attenzione e, qualunque sia l’esito di questa mia richiesta, mi permetta di ringraziarla per questi intensi e non semplici sette anni nei quali, come nostro Presidente, ha dato sempre, e soprattutto, dimostrazione pratica e vissuta di equilibrio ed esempio.

Marco Banchelli
ciclo-nauta

scritto da Andrea&Serena
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,10:38
Intervista a Prachanda, leader dei ribelli maoisti.
Wellington ci ha segnalato un'intervista della BBC al leader dei maoisti, Pushpa Kamal Dahal (detto "Prachanda").
sabato, febbraio 11, 2006,20:00
Square9: drop outs Cafè.
Download: clicca col destro sull'icona e salva con nome. Sconsigliata l'apertura on-line! (formato pdf) scaricate, commentate, suggerite, criticate.

"Come antidoto alla labilità dei blog. Per questo nasce Square9. Per fissare più facilmente sulla vecchia carta le nuove idee, nate da un pluralismo di fonti finalmente tendente all’infinito. Il meglio dei blog che avranno la cortesia e la passione di partecipare. Una piazza di idee ogni nove giorni on-line, pronta per il download. Questo numero0, ovviamente una prova tecnica, pronta a ricevere le critiche e i suggerimenti di tutti. Un numero complicato vista la mole di informazioni da alloggiarci. Tutto “Blogs for Nepal” è qui. Un riassunto di questa piccola avventura. Qualche numero di prova e poi, se tutto andrà bene, e se vorrete aiutarci, rendere stabile Square9, magari organizzando una redazione e i tempi. Senza impegno ma con tanto impegno.
Il sottotiolo, Drop Outs, spiegato da Tiziano Terzani:“..la casta dei drop outs, come in America si chiamano quelli che sono saltati giù dal treno in corsa della modernità, quelli coi dubbi, quelli con dentro l’aspirazione a qualcosa di più alto delle solite mete materialistiche della società dei consumi”. Giù dalla giostra. Fermi un attimo."
Download (formato pdf, neanche 1mega!).
venerdì, febbraio 10, 2006,18:39
Elezioni e Guardian.
Su peacereporter c'è una lunga traduzione di un articolo del Guardian, firmato da Isabel Hilton. La traduzione è di Nuovi Mondi Media.
Su Asia News il resoconto delle elezioni-farsa.
giovedì, febbraio 09, 2006,20:36
Elezioni in Nepal
Ultime dal Nepal su Save the Rabbit e su Virginie Spot.

Da StR
AGGIORNAMENTO 9 FEBBRAIO: Eletti 13 tra sindaci e vicesindaci di liste indipendenti, 11 del filo-governativo National Democratic Party, 3 del Nepal Sadbhavana Party, unico partito presente anche nelle ultime elezioni del 1999 [fonte: Nepalnews ]. Nella giornata di ieri si sono registrati scontri a fuoco: le forze di sicurezza hanno sedato una protesta sparando sulla folla che cercava di irrompere in un seggio elettorale, causando un morto e ducento feriti. L’affluenza alle urne secondo i primi dati è nell’ordine del 20% di media nazionale, con massima affluenza nelle aree vicine all’India, dove il malcontento verso la linea di condotta dei maoisti è forte [fonte: Asianews ]. Controversa l’interpretazione di questi dati, salvo confermare la constatazione che la popolazione è stretta nella morsa del despotismo del sovrano e della violenza efferata dei maoisti.
mercoledì, febbraio 08, 2006,23:38
Un silenzio lungo anni.

Ouverture

La realtà in cui viviamo è complessa. Capirla è un complicato esercizio, spesso senza alcun risultato. Ma non per questo un esercizio inutile. Tentare di capirla è un compito importante per molti. Un dovere, per qualcuno. Alcuni credono di averne fatto una professione, e sono i giornalisti. Noi tuttavia non chiediamo loro di capire al posto nostro. Non chiediamo tanto. Ci basterebbe che osservassero e riferissero le loro osservazioni.
Non è un compito da poco. Significa dare esistenza ai fatti all'interno dei media; che è come dire farli esistere agli occhi del mondo. Perché oggi il Nepal non esiste? Il problema è che chi osserva e riporta è inserito nel contesto del mercato dell'informazione, delle notizie.
In Nepal le notizie ci sono. Solo che valgono poco. Molto poco. Eppure la gente lotta ugualmente. muore lo stesso: come in Iraq, Palestina, Israele, Cecenia, e in troppi altri posti. Come sotto casa nostra. Tocca anche noi dare valore a queste notizie. A noi che vogliamo capire la complessità del mondo. È il nostro interesse, la nostra attenzione che può far trovare ai morti del Nepal la luce agli occhi del mondo.
E sotto questa luce, le cose in Nepal un giorno potrebbero cambiare.

Nepal

"Giornalisti e osservatori internazionali hanno più volte sottolineato come le notizie diffuse siano spesso frammentarie e incomplete e , da diversi mesi ormai, l'informazione relativa alla situazione nepalese sia fortemente limitata". (Paolo Tosatti, da WarNews)
Il Nepal, in questo momento, è un punto interrogativo più grande e misterioso degli altri. Proviamo a fare un po' più di chiarezza, almeno..
Confinante con due giganti, India e Cina, e situato intorno ai 1400 metri d'altezza -veramente sottoterra se si pensa agli 8000 metri che si vedono in lontananza tra nuvole e neve- c'è il Nepal, stato nato politicamente nel 1768, grazie alla dinastia Shah, a cui appartiene anche l'attuale regnante, e al Re Narayan. Nel 1900 però il paese ha subito decenni di dittatura con la famiglia Rana al governo, protetta da un Re fantoccio. Nel 1947 nasce il Nepal Congress Party. Nel 1955 Mahendra indice le prime elezioni, ma abolisce il sistema partitico in favore del Panchay At , le assemblee locali. Con il referendum del 1981: il malcontento è tanto, eppure, per poco, il popolo si schiera in favore delle assemblee.
Il 1990 è l'anno della svolta. In un clima di aperta rivolta il Re dichiara decaduto il vecchio sistema e si proclama sovrano costituzionale. Una serie di governi di coalizione si susseguono al governo, ma senza un preciso indirizzo politico. Si arriva al 1996, l'anno della svolta definitiva. I maoisti, organizzazione politica e militare fondata nel 1994 e condotta da Pushpa Kamal Dahal , anche noto come Prachanda, lanciano quella che viene chiamata "Guerra del Popolo nepalese". E' il 13 febbraio. In poco tempo si attivano in tutto il territorio, con il compito di rovesciare la monarchia e di "instaurare una sorta di governo alternativo locale. Fatti fuggire o eliminati i rappresentanti del governo ufficiale, dirigono le amministrazioni e gestiscono la cosa pubblica cercando di convincere la popolazione che possono fare meglio e di più" (Francesca Quaggetto, da War News). Per convincere il popolo nepalese i maoisti usano la forza, così a violenza subentra violenza, ad ingiustizia altra ingiustizia e a una dittatura una nuova dittatura. Tutto cambia perché nulla cambi, e diverso è solo il nome e il titolo onorifico ,ma nulla più: da Re a comandante, da Gyanendra a Prachanda. . Del secondo si è detto. Del primo non tutto si può dire. Nel 2001 il principe Dipendra uccide tutti, padre, madre, se stesso,in un momento di follia . Il successore di Birendra è suo cugino, Gyanendra appunto, i cui nemici sussurrano essere coinvolto nella strage, visto il caso strano che a corte gli unici a salvarsi dal principesco raptus di follia sono stati lui, sua moglie e suo figlio.
Tutto precipita il 1 febbraio 2005, poco più di un anno fa. Il Re licenzia il parlamento, scioglie il governo e accentra su di sé il potere esecutivo, nominando ministri persone da lui direttamente scelte. La tregua unilaterale di tre mesi, voluta dai maoisti nel settembre dello scorso anno, è fallita senza alcun successo. C'è stato giusto il tempo di riarmare e riposare le truppe e tornare più combattivi che mai. Perché ora ci sono le elezioni amministrative. Le ha fortemente volute il Re. I maoisti, invece, non sono d'accordo e hanno minacciato di attentare alla vita di chi oserà candidarsi alle elezioni. Il risultato è che su 4146 seggi, mille risultano vacanti e seicento sono i candidati che si sono ritirati.
Nel duro gioco della realtà, a volte, si sente il bisogno d'essere morbidi: i sette partiti maggiori hanno deciso di allearsi con i ribelli e di boicottare il Re. I candidati di conseguenza sono tutti monarchici e finti politici. Inoltre, vista l'assenza di avversari, basta candidarsi per vincere.
In piazza la gente si muove, le scuole e le università sono in agitazione, la polizia è costretta a lavorare sodo e le carceri si sono riempite e svuotate come un'immensa cassa toracica, fatta di vita, di protesta, e della confusione, naturale, delle nostre menti ragionevoli di pragmatici uomini occidentali senza qualcuno con cui schierarsi.


Volendo analizzare e vagamente razionalizzare la situazione partiamo da due dati di fatto: - il Re ha comportamenti dittatoriali. Nel 2004 il nepal è stato il primo paese al mondo per numero di desaparecidos (116). Nel 2003 il primo per arresti di giornalisti. La libertà è seriamente compromessa, i giornalisti costretti al silenzio, i diritti più elementari violati. I conti dello stato sono in rosso, gli aiuti umanitari dirottati alla voce "spese militari".
- i maoisti si lavano la bocca con la parola democrazia ma, ahimè, non ne hanno capito bene il senso. In giro seminano terrore, uccidono, chiedono alla povera gente di contribuire economicamente alla rivoluzione. Insomma: vanno casa per casa e derubano. Con chi possono tentano di spillare 200000 rupie, consapevoli che male che vada ne portano a casa 20000 (circa 300 dollari). Alla fine lasciano una bella ricevuta, perchè in fondo sono gentili, e chi ha pagato una volta non paga più. Non fosse che la ricevuta è meglio ingoiarla o, a seconda delle preferenze alimentari, bruciarla perchè se la trova l'esercito, il corpo del malcapitato non se la passerebbe proprio benone. I nepalesi sono ormai l'incudine tra due martelli.



Epilogo

Il Nepal è una realtà complessa, ma forse meno di quanto sembri. Il Nepal è un mondo in cui gli occhi puri della gente sono ancora in grado di vedere Buddha, un bimbo che da sei mesi, in un albero, non mangia e non beve, e di vivere della magia d'uno sciamano. Lo sky-line del Nepal ha la forma irregolare e perfetta dell'Himalaya e dei templi, vicino eppure così lontano dai grattacieli cinesi e dai computer indiani. E' un luogo talmente diverso che l'occidente non vi ha trovato utilità alcuna, e l'ha lasciato intatto agli occhi.
E' sul cuore però che sta lavorando, corrompendo per armi e per soldi lo spirito magico d'una nazione.
E' una realtà tanto complessa da poter essere così schematizzata così : un buono, un cattivo, una vittima: il Re e i maoisti, e viceversa. Solo la vittima è sempre la stessa: un popolo dilaniato da ideologie e mezzi che nulla hanno a che fare con la loro diversità: con elicotteri americani e comunismo di Mao. Proprio loro che, qua e là, vivono condividendo tutto, senza bisogno di Mao e dei suoi nipotini a fare da insegnanti.
Ed è aberrante, tragico, vomitevole, o quanto meno buffo, che un occidente presunto paladino della democrazia, desista dal suo tentativo di democratizzazione quando non vede interessi da difendere, ma solo una realtà su cui agire delicatamente, con discrezione ed intelligenza. Con la mente volta ad un altro mondo. Un luogo per politici raffinati. E non lo dico con la spocchia di chi è sicuro. Ma col dubbio, amaro, di chi guarda la realtà e non riesce ad evitare di trarre conclusioni ovvie. Con l'ingenua speranza di essere in errore.
A quanto pare tra i valori relativi abbiamo deciso di aggiungerci l'informazione ed il buon giornalismo. Il Sudan, la Colombia, la Somalia, la costa d'Avorio, l'Uganda, il Nepal, sono realtà praticamente sconosciute. Lì la gente muore esattamente come in Iraq e in Palestina-Israele, ma con meno visibilità, colpita da bombe, proiettili e povertà. Il cuore si ferma per tutti allo stesso modo. A volte smette nell'istante preciso in cui gli occhi si spalancano stupefatti dalla sorpresa amara di un mondo assurdo.
Come si sceglie su cosa informare? Perché manipolano così sciaguratamente la nostra agenda informativa?

Blogs for Nepal

E così è nato il network, Blogs for Nepal, con la voglia di dare la voce a tutti, di fare informazione con pochi mezzi ma buoni: bloggers sparsi tra Parigi e Roma, Torino e Vicenza. Oggi il Nepal, domani chissà. Se sei dei nostri vai su:
http://nepalnetwork.blogspot.com/
Contattaci o lascia un commento. Blogger o non blogger puoi aiutarci, aggiungerci alla lista, e continuare in questo passaparola. Un fiocco di neve può divenire valanga.

Questo è pubblicato su:

Square - Erica Blog - Think Turns - La Valanga - LacyRoad - Beren e Luthien

,21:01
Ancora elezioni. "Indifferent People"
Mi segnalano questo articolo su United We Blog, che dopo l'attacco hacker ha ripreso piena attività.
La pulce di Voltaire, per ora l'ultimo blog ad avere aderito al network, ha pubblicato quest'interessante post sulle elezioni. Da leggere anche i commenti.
,15:50
Elezioni in Nepal. Quanto dice l'ANSA.
NEPAL: ELEZIONI, NOVE MORTI NEL GIORNO DEL VOTO
NEW DELHI - La violenza non si ferma in Nepal nel giorno delle elezioni. Nove persone hanno perso la vita mentre il popolo si sta recando alle urne. Secondo fonti di polizia cinque soldati e quattro maoisti sono rimasti uccisi in scontri tra esercito e ribelli nella zona orientale del Paese. I ribelli hanno inoltre fatto sapere di aver rapito 15 tra ufficiali di governo e personale di sicurezza proprio in concomitanza con l'apertura delle urne nella città di Dhankuta, nel Nepal orientale. Intanto, almeno finora, l'afflusso alle urne sembra essere piuttosto basso. Un dato derivante, secondo gli analisti politici, soprattutto dalla attività intimidatoria posta in essere nei confronti del popolo dai ribelli e dai sette partiti dell'opposizione, allo scopo proprio di boicottare le consultazioni elettorali. Più di 600 candidati si sono ritirati dalla competizione elettorale. Quelli che sono rimasti sono stati messi sotto protezione o trasferiti in luoghi sicuri. Secondo gli oppositori del governo, infatti, le elezioni indette da Re Gyanendra (le prime dal 1999) costituiscono per il sovrano un ulteriore mezzo per rafforzare il suo potere. Le urne si chiuderanno oggi alle 18.00 ora locale e già nel tardo pomeriggio inizierà la conta dei voti.
martedì, febbraio 07, 2006,13:38
Una voce.
" Ieri scontri tosti a Panauti...il mio posticino preferito...a meno di 20 km. da Bhaktapur.
Morticini di qua...morticini di là...Non sembra vero...Là c'è un fiume...i templi millenari...le finestrelle di legno intagliate...i bambini e le pulzelle che fanno rafting povero sui pneumatici dei camions...la guest-house di un mio Amico nepali 10 km. + su...il riso che si coltiva e si mangia...i sorrisi di tutti....la pace nel mondo...l'himalaya che osserva...i colori....l'odore d'incenso....la biblioteca naif....il ponticello sospeso...le lacime di gioia di Elisa e Antonio....e di altri turisti...quando li ho portati lì...
Gli scontri. La guerra. I cadaveri. Bambini. E Pulotti sciavi del re.
Andate tutti affanculo....Bombaroli di qua e di là del mare.Ciascuno col proprio potere a forma di fucilotto...Una bella Arena...e tutti dentro lì...Bush-Bin Laden-Il Re del nepal-Il capo Maoista-I Calderoli che ti fanno dubitare se sia giusta la democrazia che permette di eleggere stupidi bastardi con la sua faccia....o che permette di eleggere hitler....e i silvioli di ogni fazione...-Tutti a scannarVi fra Voi...
Ma lasciatemi stare i poveri...perchè a me...che purtroppo non ho armi e sono contrario al loro uso...Viene una gran Voglia di farvi fuori a uno a uno...e non posso.Maxnaggia."
Di Francesco

Sotto qualche link.

,13:30
Speranza.

Bella la foto dei tifosi fiorentini. Per saperne di più.
Qui parla Marco Banchelli. Un'intervista e un'avventura da seguire.
E da Firenze, a dimostrazione che di Nepal sotto sotto se ne parla, ci spostiamo in Molise. Telemolise, ancora un servizio su Marco Banchelli, che tra l'altro sarà protagonista di un viaggio in primavera, aperto a tutti. Per saperne di più, riporto quanto dice lo stesso Banchelli.
"Oramai il viaggio è iniziato! Questa NUOVA FRONTIERA di un turismo preparato, consapevole e magari anche solidale è aperta ed è la direzione che vi indico e vi consiglio per dare un ulteriore significato ad un'esperienza di viaggio, un vero e proprio valore aggiunto di grande attualità e coerenza con i tempi che viviamo. Anche un viaggio può contribuire alla causa di un popolo, al sostegno di un bisognoso, alla testimonianza di una ferma volontà di Pace."
lunedì, febbraio 06, 2006,23:18
Vita.

La cosa più ingiusta della vita è come finisce. Voglio dire: la vita è dura e impiega la maggior parte del nostro tempo...
Cosa ottieni alla fine? La morte. Che significa? Che cos'è la morte? Una specie di bonus per aver vissuto?
Credo che il ciclo vitale dovrebbe essere del tutto rovesciato. Bisognerebbe iniziare morendo, così ci si leva il pensiero. Poi, in un ospizio dal quale si viene buttati fuori perchè troppo giovani. Ti danno una gratifica e quindi cominci a lavorare per quarant'anni, fino a che sarai sufficientemente giovani per goderti la pensione. Seguono feste, alcool, erba e liceo.
Finalmente cominciano le elementari, diventi bambino, giochi e non hai responsabilitò, diventi un neonato, ritorni nel ventre di tua madre, passi i tuoi ultimi nove mesi galleggiando e...
finisce il tutto con un bell'orgasmo.
,08:24
Che schifo.
Tra i deliri di questo mondo una massa gelatinosa di viscidi politicanti battaglia per un posto in parlamento. Alcuni sono criminali (con tanto di sentenza del giudici: vedi banner sulla colonna a destra); altri sono incompetenti, altri ancora semplicemente brutti a vedersi. Che di solito non è una colpa, sennò starei in galera. Ma in questo caso possiamo fare un'eccezione.
Pubblico integralmente il post di Beppe Grillo Vergogne d'Italia. E' una lettera di Antonio Di Pietro. Nonostante questo è molto interessante.
“Caro Beppe,
il Presidente della Camera dei deputati, On. Casini, ha fatto sapere ieri, tramite i tg nazionali che “Antonio Di Pietro è una vergogna per la magistratura e per la politica” alludendo al fatto che io, da magistrato, ho svolto l’inchiesta Mani Pulite e da politico continuo a denunciare l’inopportunità e l’assurdità che vengano continuamente candidate e mandate in Parlamento persone condannate ed inquisite (anche del suo partito, UDC).
Se davvero io sono una vergogna per gli italiani, sono pronto a farmi da parte ed anche ad espatriare, se necessario, per evitare ulteriori imbarazzi.
E’ bene però che siano gli italiani stessi a dire cosa pensano al riguardo perché ho la netta sensazione che le affermazioni di Casini, seppur provenienti dalla terza carica dello Stato, non corrispondono al comune sentire della gente o dei cittadini.
Faccio subito una premessa: nell’UDC, di cui Casini è leader indiscusso, attualmente militano e ne sono dirigenti un esercito di condannati o rinviati a giudizio per reati gravi.
A puro titolo esemplificativo ricordo:il Presidente della regione Sicilia, Cuffaro (rinviato a giudizio per favoreggiamento alla mafia ed altro), il Consigliere Regionale siciliano Borzachelli (anch’egli per favoreggiamento mafioso), Vito Bonsignore (eurodeputato condannato definitivamente per tentata corruzione), il suo “padre politico” Arnaldo Forlani (condannato per illecito finanziamento proprio nell’inchiesta Mani Pulite), Calogero Sodano (senatore, condannato per abuso d’ufficio in cambio di favori elettorali) e così via.
Chiedo allora e vorrei sapere:
- sono una “vergogna” per il Paese i ladri, i corrotti, gli evasori fiscali, i mafiosi o chi – come me – li ha scoperti con l’inchiesta Mani Pulite?
- sono una “vergogna” i politici condannati che vogliono stare in Parlamento (e quei leader di partito che – come Casini – li candidano e ricandidano) o coloro che – come me – denunciano da sempre questa anomalia tutta e solo italiana?
Ecco, caro Beppe, vorrei sapere da te e dai tuoi amici del blog cosa ne pensate al riguardo in modo da potermi regolare per il futuro.
Sono raggiungibile sul mio blog www.antoniodipietro.com
Grazie di cuore!”
Antonio Di Pietro"

Foto di Damiano.
scritto da Andrea&Serena
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sabato, febbraio 04, 2006,22:03
Elezioni, post unico e censura in vista.
Il post unico che gli aderenti a "Blogs for Nepal" pubblicheranno per 48 ore contemporaneamente è arrivato nelle caselle dei bloggers. Chiunque volesse aderire è sempre in tempo, il network è sempre aperto. Preoccupante la situazione di United We Blog. Come potete vedere dalla foto assente due post più giù, è scomparso. Già. L'ho visitato ieri mattina: qualcuno si era impossessato di UWB e aveva cancellato tutto. La situazione era questa.
UWB! has been hacked by someone who has made impossible for us to keep on operating the site. WE WILL BE SOON BACK
Che bello. L'informazione fa paura. Ecco perchè in Italia stanno zitti.
scritto da Andrea&Serena
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venerdì, febbraio 03, 2006,15:14
Articolo sull'Espresso online
Sul sito dell'Espressonline c'è un articolo sulle proteste contro le elezioni-farsa indette dal re per l'8 febbraio.
mercoledì, febbraio 01, 2006,19:45
Felice&Desolato

http://nepalnetwork.blogspot.com/
L'obiettivo?
1- parlare del Nepal, ed informare i cittadini (visto che i professionisti non lo fanno);
2- pubblicare lo stesso post, contemporaneamente e per 48 ore, su tutti i blog del mini Network.
Il post è in lavorazione e chiunque può contribuire, inviando email o lasciando un commento. Fatevi un giro sui blog del network, troverete sicuramente qualcosa che non sapete del Nepal.
Il treno è partito, se vi fate due conti
Continuano ad arrivare sottoscrizioni: due blog si aggiungono grazie a Ornella (1 e 2). Uno, invece, è il nuovissimo blog del nostro Beren. Un sito che si unisce a noi, invece, è quello del professor Patrick Boylan, docente di inglese all'università di Roma 3. E questa è una bella notizia: il network continua a crescere. Desolato invece perchè tra le decine di professori invitati solo il prof. Boylan ha aderito. E parlo di professori del corso di comunicazione. Ripeto: di COMUNICAZIONE.
Si avvicinano le elezioni in Nepal: 8 febbraio. Ultime notizie su Virginie.
scritto da Andrea&Serena
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