lunedì, luglio 31, 2006,01:04
Vivisezione.
Abbiamo superato i 201 post, e io sono ancora al lavoro per terminare un articolo buono ed esauriente sulla vivisezione. Sto tentando di non fermarmi davanti al problema etico, e dunque raccolgo le testimonianze scientifiche che, fin ora, mi portano a bocciare gli esperimenti condotti sugli animali senza ombra di dubbio. Tento, insomma, di non bloccarmi di fronte a queste foto. E a questi video. Non è facile, ma il risultato è un articolo più credibile e, spero, inattaccabile. Poi, se vi interessa, di scritti come quelli che vorrei io ne trovate a bizzeffe in giro per la rete. Leggete, leggete.
Nei prossimi giorni vorrei postare le bozze dell'articolo, così da accogliere i vostri suggerimenti.
scritto da Andrea&Serena
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venerdì, luglio 28, 2006,12:18
Prachanda saluta...
Ohi, gran bei giorni, dopo le perplessita` iniziali. Sono andati Via questo pomeriggio. Non finivano di ringraziare, i terribiliguerriglieri.
Gia` Lunedi` avevo detto ad Amrit di fare del suo peggio in cucina...Mascherzavo e non m'ha dato retta.Domenica sera erano meno di 40, ieri sera 63.In mancanza di pani e pesci, la moltiplicazione dei Commensali...E deisorrisi a me e ai Ragazzi, mai trattati cosi` dalla clientela "Buona"nepali.
Di volta in volta hanno pagato in anticipo tutto quello che hanno mangiato ebevuto (acqua)...Di solito colazione superabbondante alle 6-7, pranzo a basedi 15-18 kili di riso alla volta con le lenticchie e verdure assortite, iravioli tibetani il primo pomeriggio per snack, gli altri giorni il teadelle 5 (Gli ho fatto notare che preparare 600 ravioloni era 'na robalunga)...la sera il nepali set, con montone e pollo alternativamente. Currye spezie in abbondanza. Yoghurt.
Abbiamo raggiunto una notte le 48 presenze, in undici stanze.
Ci hanno dato, non richieste, anche 6000 rupie per la luce e il gas. Sono rimasti in 6 fino a sera ad aiutarci a pulire.Tanti racconti, molti scambi...e il gran peccato di non sapere la linguanepali.Allego una foto col Comandante Supremo.Sempre in stanza, occupato a scrivere ad Annan. Oggi una chiaccheratinaallegra in stanza mia. Bella impressione. Sguardo diretto, 20 minuti insimpatia.Incredibili i Ragazzi per come hanno sgobbato.La bella portavoce e` stata colpita soprattutto dall'armonia, m'ha dettoE anche gli altri...Pensare che ce l'hanno su per statuto con gli straniericon business...Con me...Non lo so spiegare adesso...Mi hanno dato grandi gioie."Ricorderemo per sempre questo meeting a Planet con te e con voi"...Piano piano ricostruiro` questi giorni.13000 morti in 9 anni. Migliaia di dispersi. Case sequestrate.Molti dei presenti hanno ammazzato, altri hano subito torture inprigione...Uno con gli occhi da reduce del Vietnam s'e` avvicinato timido,m'ha dato la mano. L'Italia e` il Paese che amo di piu`, Complimenti per iMondiali...Abbiamo vissuto 5 giorni col Comandante Supremo, la sua famiglia, le sueguardie, lo stato maggiore...Piano piano mi rivivro` tutto, e tutto e` gia` un tatuaggio al cuore.
Namaste`Francesco
giovedì, luglio 27, 2006,00:29
Acqua s.p.a.
Tra tutte le risorse conosciute, l’acqua è la meno scarsa. D’acqua sono coperti oltre i due terzi della superficie del nostro pianeta. Eppure, ogni giorno molti soffrono per la mancanza d’acqua, e perfino le nazioni sviluppate e ricche spesso debbono affrontare crisi idriche. Per sopravvivere, gli esseri umani non hanno bisogno di acqua punto e basta: serve acqua potabile e serve averla nei luoghi giusti. Le popolazioni dell’Africa sub-sahariana non si curano molto del fatto che nell’Oceano Pacifico vi siano milioni di ettolitri d’acqua salata, gratis. Essi vogliono acqua potabile e la vogliono laddove spendono la loro esistenza. Anche per gli scopi agricoli occorre acqua ragionevolmente pulita. L’acqua dei mari uccide le piante, non le aiuta a crescere. Rispondere alla sfida dell’acqua implica capire, primo come si può rendere l’acqua utile a molti usi, tra cui dissetarsi, e secondo come la si può spostare da dov’è a dove è richiesta. Se non si affrontano queste due sfide, l’acqua non è una risorsa: è una cosa inutile. La soluzione a tali problemi è sbarrata da un fraintendimento cruciale. Molti considerano l’acqua come un «bene comune dell’umanità»: è il caso, ad esempio, della scrittrice indiana Vandana Shiva. Per lei, sebbene alcune risorse possano essere lasciate al mercato, l’acqua è troppo preziosa per essere comprata e venduta: «I presupposti del mercato non vedono i limiti ecologici imposti dal ciclo dell’acqua né quelli economici posti dalla povertà. L’ipersfruttamento dell’acqua e la distruzione del suo ciclo creano una scarsità assoluta cui i mercati non sono in grado di rimediare con altre merci. L’idea di sostituzione è in effetti il perno della logica della mercificazione... [ma] quando l’acqua scompare non ci sono alternative»(1). Shiva ha ragione solo in un senso: rendere l’acqua potabile e trasportarla nei posti giusti ha un costo; quindi la povertà pone un limite al suo consumo. Di conseguenza, il primo nodo da sciogliere è come sospingere i poveri sulla strada della crescita economica: cioè, sbarazzarsi della povertà. Quando gli africani, gli indiani e gli altri popoli del mondo saranno ricchi come gli europei e gli americani, potranno sostenere i costi di trasporto e potabilizzazione dell’acqua e l’acqua non sarà più un problema.

Per le note e, soprattutto, per il resto del testo (...) clicca qui.
scritto da Andrea&Serena
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,00:23
Ammazza che merda di legge. Pardon...
Pubblico questa lettera del ministro Antonio Di Pietro.

Caro Beppe,

a pochi mesi dalle elezioni ho deciso di scriverti una lettera che spero tu possa pubblicare sul blog. Domani Unione e Cdl voteranno a favore di una legge, quella sull’indulto, che non era prevista nel programma dell’Unione e che io ritengo del tutto estranea alla volontà degli elettori del centrosinistra. Questa legge, nata per liberare le carceri, è stata estesa ai reati di falso in bilancio, corruzione, reati fiscali e finanziari anche nei confronti della Pubblica amministrazione.

Neppure il governo Berlusconi era arrivato a tanto. E’ un colpo di spugna che viene effettuato nel pieno del periodo estivo. Un atto gravissimo del quale è riportata un’informazione parziale, e spesso strumentale, da parte di giornali e televisioni. Il tuo blog, forse, può darne una diffusione maggiore e soprattutto libera.

Sono profondamente contrario al fatto che l’accordo per l’approvazione dell’indulto si basi su uno scambio politico con Forza Italia, in quanto prevede l’inclusione di reati per i quali vi sono processi e condanne di esponenti, anche di primo piano, della Casa delle Libertà. Se l’indulto passasse così com’è, tutti i fatti di mala amministrazione e di mala attività imprenditoriale, rimarrebbero impuniti. Si tratta di persone colpevoli di reati come tangentopoli, calciopoli, bancopoli. Persone che hanno occupato le indagini delle magistrature e le prime pagine dei giornali in questi ultimi anni.

Io ho scritto ai leader dei partiti dell’Unione per un vertice in cui discutere dell’indulto. Non ho avuto risposta. Nel Consiglio dei ministri dello scorso venerdì ho sottolineato la gravità di questa legge, contraria agli interessi dei cittadini, ma utile alle consorterie dei partiti.

Ho minacciato le dimissioni da ministro nella più totale indifferenza dei colleghi. L’Idv è il quarto partito della coalizione con 25 rappresentanti tra Camera e Senato. La sua uscita dalla coalizione può far cadere il Governo, ma io non mi sento di ritornare alle urne e, forse, di riconsegnare il Paese a Berlusconi.

L’Unione ha posto il veto sui nostri emendamenti per l’esclusione dei reati finanziari, societari e di corruzione dall’indulto. Lunedì e martedì prossimo l’Italia dei Valori farà tutto quello che è in suo potere per rallentare l’approvazione della legge sull’indulto attraverso una serie di emendamenti. L’Italia merita altri politici, altri governi. Non deve essere costretta a scegliere tra il peggio e il meno peggio, come tu spesso dici.

L’Italia dei Valori, da sola non può cambiare, questo Paese. Gli italiani devono fare sentire e forte la loro voce, in tutti i modi legittimi possibili, per evitare un ennesimo passo indietro della democrazia”.

Antonio Di Pietro.

scritto da Andrea&Serena
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martedì, luglio 25, 2006,13:01
Prachanda, lìder maoista, a Planet Bhaktapur.
Da è partito Blogs for Nepal (tutte le risorse qui). Ora proprio lì, a PLANET BHAKTAPUR, riposano il comandante Prachanda, lìder dei maoisti, il suo vice Baburam e un'altra trentina di individui vari...chissà cosa ne uscirà.

Ecco la testimonianza di Francesco, lìder maximo dell'hotel.

"Le ultimissime dal Nepal.
Il comandante Prachanda, il suo Vice Baburam Battharai...le loro mogli coi figli...e un drappello di una trentina di sottocapi e militanti...alloggiano da domenica sera a Planet Bhaktapur.
Monsieur Prachanda dorme nella stanza accanto alla mia, Baburam una porta piu` in la`.
Cosi` approfitto delle guardie del corpo sul ballatoio interno, al di la` del muro qui dietro al PC.
Oggi gli ho fatto ascoltare "Contessa" di Paolo Pietrangeli...Compagni dai campi e dalle officine...Mica la sapevano. Ora si`.
I CHE Guevara locali sono in attesa della guarigione del Primo Ministro Koirala per proseguire le trattative col governo.
Solo acqua naturale, ma mangiano un casino.
E ci occupano tutte le stanze.
Pagano di volta in volta quello che compriamo per sfamarli.
E pagano solo perche` sono Resultato simpatico a Dakshin, la bellissima intelletuale guerrigliera loro portavoce. Da altre parti sono stati totalmente a sbafo, sembra.
Prima colazione con uova, hash brown potatoes, pane, latte, tea, burro, marmellata...
A mezzogiorno stuzzichini + un piattone di riso con le lenticchie e altre verdure, alle 16 i momo...i ravioli "Tibetani"...poi la sera il Nepali set...stasera a base di Montone...
Stasera hanno cenato in 40.
Il problema sta` nel SuperLavoro. Siamo un piccolo hotel sulla collina.
Dovrebbero andarsene oggi, colazione delle 7:30 gia` ingollata.
Se si intratterranno oltre domani, diro` ai Ragazzi di entrare in sciopero.
Per ora sto anch'io in cucina e altrove...Ieri ho lavato i piatti, rigorosamente a mano.
Il rischio e` che Koirala non guarisca o, peggio, le trattative finiscano in Vacca...qui sacra ma sempre vacca...
Nel malaugurato caso di stop talking potremmo...se questi retornano a essere condiderati nemici...subire un simpatico assedio dell'altro esercito.
E non abbiamo olio bastante per i pentoloni...
Senza contare che pecchiamo di difesa antiaerea...
Ma venderemo cara la pelle, almeno quella.
Sperem che il Primo Ministro Koirala stia presto ben o che il nostro eventuale sciopero interno ottenga il risultato auspicato...
Namaste`
Alla prossima...
Francesco."
scritto da Andrea&Serena
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domenica, luglio 23, 2006,14:28
Fuck.
Ci sono leggende metropolitane a cui solo gli sciocchi possono credere, tanto sono assurde.
Well, una di queste riguarda l'origine della parola Fuck. Fornication Under Control of the King. In tempi un pochino puritani, stando alla leggenda, si poteva fornicare esclusivamente sotto il controllo del Re. Per tanto, in quei momenti lì, era obbligo appendere un cartello fuori dalla porta...
Insomma, quale beota potrebbe credere ad una corbelleria simile? Io, Serena, Quadrophenico e Tottoi. Ok. Bye.

P.S. così sono andato su wikipedia, versione inglese. Ed ho trovato questo.

False etymologies

There are several urban-legend fake etymologies postulating an acronymic origin for the word. One legend holds that the word "fuck" came from Irish law. If a couple committing adultery were "Found Under Carnal Knowledge" they would be penalized, with "FUCK" written on the stocks above them to denote the crime. Alternative explanations for "fuck" as an acronym for adultery pin it as "Fornication Under Cardinal/Carnal Knowledge", or "Fornication Under [the] Control/Consent/Command of the King". Another story is that it was written in the log book as "FUCK" when people in the military or navy who had homosexual intercourse were being punished. Variants of this include "For Unlawful Carnal Knowledge", "For Using Carnal Knowledge", "Felonious Use of Carnal Knowledge", "Fornication Under the Christian King", "Full Unlawful Carnal Knowledge", "False Use of Carnal Knowledge" and "Forced Unlawful Carnal Knowledge", a label supposedly applied to the crime of rape. In some reports, there are tombstones around English cemeteries that had the word fuck engraved in uppercase letters. These referred to those who were put to death for crimes against the state and the church. In another story, a sign reading "Fornication Under Consent of the King" was supposedly placed on signs above houses in medieval Britain during times of population control and was special permission given to knights (droit de seigneur), by their king, when a knight wished to have sex with a woman.

None of these acronyms were ever heard before the 1960s, according to the authoritative lexicographical work, The F-Word, and so are backronyms. In any event, the word "fuck" has been in use for too long for some of these supposed origins to be possible. It should also be noted that acronyms themselves were rare prior to the 20th century.

Another urban legend suggests that the official name of Friends University in Wichita, Kansas is Friends University of Central Kansas. It is just Friends University or FU.

sabato, luglio 22, 2006,12:59
Darfur: niente acqua, niente pace.
Contributo di Save the Rabit
Fonte: ENN

Secondo un illustre economista internazionale, non ci saranno possibilità di giungere alla pace in Darfur finchè non ci sarà un'equa distribuzione delle risorse idriche tra i ribelli e il governo sudanese.
Lo ha affermato lunedì scorso Jeffrey Sachs, direttore dell' Earth Institute della Columbia University, durante una conferenza sui cambiamenti climatici.
La guerra scatenatasi tre anni fa nel Darfur sarebbe da attribuire non solo a motivi etnici e politici, ma anche e soprattutto alla disputa per il controllo delle risorse idriche, in seguito alla crescita della popolazione negli anni '80, che ha scatenato una continua lotta tra contadini stanziali e pastori nomadi della regione.
"In general, crises like these are viewed through the optic of geopolitics and the military. . But when you are dealing with very hungry people and desperately poor people, unless you also put forward a realistic and viable development option, you can't make peace" ha detto Sachs.
Il conflitto tra i ribelli e il governo sudanese dura da tre anni, e più accordi di pace sono stati firmati, ma gli scontri continuano: nei primi 10 giorni di luglio, ben 8.000 civili hanno dovuto abbandonare i loro villaggi a causa dell'esarcebarsi degli scontri tra le due fazioni dell'Esercito di Liberazione del Sudan, il principale gruppo di ribelli del Darfur. Le due fazioni si sono create in seguito alla firma dell'accordo di pace con il governo sudanese, in Maggio, allorquando una parte della SLA, così come l'altro gruppo di ribelli,il Movimento per l'uguaglianza e la giustizia (Jem), si rifiutò di sottoscrivere l'accordo, ritenendolo insoddisfacente (fonte: Reuters).

Approfondisci: Population, Land and Conflict
scritto da Andrea&Serena
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venerdì, luglio 21, 2006,14:03
Totti & i grandi attori degli anni 2000.

Secondo me c'è da riderne per i prossimi mille giorni. Anche se più comico dello spot che va in onda non c'è nulla...beccatevi il "dietro le quinte".
scritto da Andrea&Serena
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giovedì, luglio 20, 2006,20:44
Ahiaiai...
Articolo completo su Repubblica.it

COME un marchio si imprime sulla pelle delle tre più importanti aziende di Internet la condanna di Amnesty International: Google, Yahoo! e Microsoft sono accusate di violare la dichiarazione universale dei diritti umani perché collaborano con la censura cinese. Hanno piegato la testa ai diktat del governo di Pechino, contribuendo a limitare la libertà degli utenti internet. Amnesty non ci gira intorno, lancia un'accusa molto esplicita: "Le tre aziende hanno violato i propri valori dichiarati", scrive in un rapporto pubblicato questa settimana, e l'hanno fatto - spiega l'organizzazione - per inseguire la miniera d'oro dell'internet cinese, adesso al boom.

La "fedina penale" delle tre aziende, quanto a violazione dei diritti umani, secondo Amnesty è lunga. Tra l'altro, Google ha acconsentito a filtrare i risultati del proprio motore di ricerca in Cina, adeguandosi alle richieste della censura. Microsoft ha chiuso un blog di un utente cinese su richiesta del governo. Più serio è il peccato di Yahoo!: ha aiutato la polizia a rintracciare il giornalista dissidente Shi Tao, permettendone la condanna a dieci anni di reclusione, nel 2005. Shi Tao era reo di avere divulgato al mondo via e-mail le direttive segrete del governo, che aveva ordinato a tutte le testate nazionali di non commemorare il quindicesimo anniversario della rivolta di Piazza Tiananmen.

La situazione è quindi forse prossima alla rottura, alla svolta: la denuncia di Amnesty potrebbe essere la goccia che fa traboccare un vaso dove già da tempo si accumulavano proteste contro le tre aziende e in particolare contro Yahoo!, che a giugno si è beccata una doppia accusa. Reporters Sans Frontiers l'ha eletta "censore numero uno". Non solo per la brutta vicenda di Shi Tao: la denuncia è di avere aiutato il governo a condannare altri dissidenti politici, quest'anno, e di avere il motore di ricerca più censurato (anche più di Google Cina). Negli stessi giorni, la Nation Union of Journalists (il sindacato che raccoglie giornalisti britannici e irlandesi) ha invocato il boicottaggio del motore di ricerca di Yahoo!, per l'aiuto offerto nel catturare i dissidenti.
scritto da Andrea&Serena
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,17:54

Proprio al confine tra lazio e toscana, procedendo sull'Aurelia da Roma verso nord, si intravede sulla destra un agglomerato di costruzioni colorate. Da lontano sembra un parco divertimenti, un Fanta-qual-cosa, ma se si ha il coraggio di inerpicarsi su per un viale alberato che sembra inoltrarsi nella maremma toscana e poi proseguire per uina strada sterrata fino a raggiungere un parcheggio per poi arrampicarsi a piedi fino all'ingresso-biglietteria e poi salire ancora; allora, e solo allora, si raggiunge una delle più spettacolari istallazioni di scultura architettonica moderna.
Niki de Saint Phalle è l'autrice di quella che dagli abitanti locali viene considerata una stramberia. Un grande parco dove l'artista franco-americana ha realizzato enormi installazioni ricoperte di ceramiche e specchietti dai più svariati colori, della dimensioni di palazzi, ispirandosi alle carte dei tarocchi ed esasperando le architetture di Gaudì in Park Guell.
Ci si trova così in una casa fatta di specchi all'interno della Papessa compresa di ogni comfort: tavolo da pranzo, cucina, letto matrimoniale, doccia-serpente...
Una tale abbondanza di immagini, di colori e di simboli che l'occhio sembra non esserne mai sazio.
Un posto magnifico, e naturalmente assolutamente sconosciuto, se non disprezzato dai nostri connazionali. Tanto per fare un’esempio l'artista aveva donato una fontana alla città di Orvieto, e dopo le lamentele dei cittadini che non capivano quest'arte nuova e colorata, le è stata rispedita indietro. Da notare che un'altra sua opera è la Fontana Strawinskij nella piazza del Centre Pompidou al centro di Parigi!!!
martedì, luglio 18, 2006,23:29
Fausto Coppi, il doping, ieri.
"Per me, se trovassi, d'accordo con un medico di fiducia, qualcosa che mi facesse andare più forte senza che il mio fisico subisse danni, non esiterei a servirmene".
"Un dottore è sempre vicino quando si fanno cure del genere. E c'è chi le fa e non vince quasi mai. La stricnina (che Fausto assunse prima del record dell'ora ndr) non trasforma gli uomini da brocchi a campioni. Così come non cambia in puledro un cavallo da tiro un tubetto di simpamina. Io per primo dico: sono un professionista e faccio quello che voglio. Se, al contrario, mi considerate un dilettante, riducetemi le tasse. Se si vuole fare la guerra a certi prodotti perchè considerate nocivi, se ne vieti la produzione."
scritto da Andrea&Serena
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lunedì, luglio 17, 2006,14:18
Punti di vista sull'Amore.

Senza parole.
scritto da Andrea&Serena
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sabato, luglio 15, 2006,21:28
Il Nepal rischia una nuova guerra civile?
Segnalatoci da Save the Rabbit
di Il Legno Storto

di Prakash Dubey-Kathmandu (AsiaNews) – Il Nepal rischia di scivolare di nuovo in una violenta guerra civile. Ad avvertire della pericolosa possibilità è KV Rokaya, unico cristiano membro del Comitato per il controllo del cessate-il-fuoco (Cmc), costituito il mese scorso dal governo in accordo con i leader maoisti.Secondo Rokaya, che ha esposto le sue preoccupazioni ieri durante un convegno sulla pace a Kathmandu, si stanno “in modo vergognoso” violando i termini del cessate-il-fuoco, siglato i primi di maggio dopo che il re Gyanendra ha lasciato il potere all’Alleanza dei sette partiti (Spa).Il leader cristiano, anche vicepresidente del Forum di dialogo denominato “Consiglio interreligioso del Nepal”, è convinto che il problema sia “la crescente mancanza di fiducia reciproca tra la Spa e i maoisti”. “Le due parti - spiega - stanno gradualmente violando gli accordi. Gli otto punti sottoscritti il 16 giugno dal premier Girja Prasad Koirala e dal capo degli ex ribelli maoisti, Prachanda, potrebbero non essere mai applicati e rispettati”. L’accordo prevede tra l’altro che governo e guerriglia depongano le armi, ma – a quanto riferito dal cristiano – entrambi “lo stanno violando in modo palese”.Rokaya, si fa portavoce delle ansie di tutto il Cmc, “seriamente preoccupato per lo sviluppo politico del Nepal, che fa intravedere una spirale di violenze tra la gente, che invece chiede la pace”. “Se i colloqui falliscono - avverte - i maoisti darebbero il via alla guerriglia urbana, a scapito della popolazione cittadina, e ad una violenza mai vista fino ad ora”.Per il cristiano, al fine di ottenere una pace “duratura” è necessario “rendere giustizia a tutti gli oppressi, agli emarginati e ai vari gruppi etnici e religiosi”. A maggio il Nepal, “Regno indù”, è stato dichiarato Stato laico.Vijay Kant Karna, attivista indù, definisce “spaventoso” l’avvertimento di Rokaya sul rischio di guerra civile: “Egli, come membro di un organo istituzionale ha accesso a maggiori informazioni e riscontri sulla realtà della situazione”.
scritto da Andrea&Serena
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,02:27
Music Corner: Pezzi di Vetro.

Ecco: poi ci sono canzoni che significano qualcosa. Note musicali come collegamenti ipertestuali ad un mondo di emozioni. Magnifico.
Per il momento cito questa: Pezzi di Vetro, Francesco De Gregori, Rimmel (1975)



L'uomo che cammina sui pezzi di vetro
dicono ha due anime e un sesso di ramo duro in cuore
e una luna e dei fuochi alle spalle mentre balla e balla,
sotto l'angolo retto di una stella.
Niente a che vedere col circo,
nè acrobati nè mangiatori di fuoco,
piuttosto un santo a piedi nudi,
quando vedi che non si taglia, già lo sai.
Ti potresti innamorare di lui,
forse sei già innamorata di lui,
cosa importa se ha vent'anni

ecco. Voglio dire, tutto inizia qui, in fin dei conti. Era il 10 Settembre 2004. Ed io avevo un 19 anni. Vicino ai 20 diciamo. E questo passo è evidentemente stato recepito dal mio cervello non come un caso, anzi, un riferimento schietto e sincero alla mia età, e alla differenza d'età che mi lega alla donna che amo, allora bellamente sedicenne.

e nelle pieghe della mano,
una linea che gira e lui risponde serio
"è mia"; sottindente la vita.
E la fine del discorso la conosci già,
era acqua corrente un pò di tempo fà che ora si è fermata qua.
Non conosce paura l'uomo che salta
e vince sui vetri e spezza bottiglie e ride e sorride,
perchè ferirsi non è impossibile,
morire meno che mai e poi mai.

Insomma: in quelle condizioni di coma stabile, vigile ma non tanto, eterno che è l'Amore "ferirsi non è possibile, morire meno che mai, e poi mai" non puo' che essere un pensiero costante. Ma soprattutto l'esorcismo di una paura.

Insieme visitata è la notte che dicono ha due anime
e un letto e un tetto di capanna utile e dolce
come ombrello teso tra la terra e il cielo.
Lui ti offre la sua ultima carta,
il suo ultimo prezioso tentativo di stupire,
quando dice "È quattro giorni che ti amo,
ti prego, non andare via, non lasciarmi ferito".

E qui poi mi fermai, e in fine respirai. E col cuore colmo di lacrime di sorpresa non potei che pensare. E, pensando, dirmi: "E' quattro giorni che ti amo, ti prego, non andare via, non lasciarmi ferito". Oddio.
"Oddio", credo di aver ripetuto più volte.
O forse no. Perchè quando il destino allarga le braccia proprio nel bel mezzo della traiettoria della corsa della tua vita, forse non pensi niente. Sospiri, questo sì, con la calma di chi non puo' aver scoperto un tesoro, eppure l'ha fatto. "E' quattro giorni che ti amo, ti prego, non andare via, non lasciarmi ferito".
Era il 10 settembre.
Vidi il mio Amore per la prima volta il 6 Settembre. Uno sguardo ed un sorriso.
Per chi con i numeri non fosse proprio serratissimo....4 Giorni. Ok?

E non hai capito ancora come mai,
mi hai lasciato in un minuto tutto quel che hai.
Però stai bene dove stai. Però stai bene dove stai.

Ed ora vorrei non fossero solo vetri in frantumi...

Puntate precedente: Chaos and Creation in the Backyard; Kinks: Face to Face; The Ize of The World.
scritto da Andrea&Serena
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giovedì, luglio 13, 2006,16:04
Amomilano #3
Tratto da Sasaki Fujika


Milano. Otto meno qualche cosa. C’è una ragazza nel mio letto. C’è la mia ragazza nel mio letto. Mi sveglia, piano. Riusciamo a fare tardi. E siamo entrambi a poche centinaia di metri dai relativi uffici. Milano. C’è sciopero dei mezzi pubblici, oggi, a Milano. C’è la Seconda Guerra Punica, in giro per le strade. Arrivo ai Bastioni di Porta Volta, entro nel parcheggio. Lei mi fa “no, no” con il ditino. Parcheggio, la vedo, e penso: “lei mi sta facendo nonoconliditino?” Scendo dalla macchina. Parcheggiata. Lei si avvicina e fa “no no”, con il ditino. Ora ci sono poche cose che mi mettono le mani nel fegato e me lo estraggono ancora grondante bile, gialla, facendomelo vedere per quello che è. E cioè il mio fegato. Una di queste è chi mi fa “no, no” con il ditino. Dico, non lo fa a me. Ma lei mi guarda e lo fa a me. Allora mi interesso alla cosa. La osservo, fermo. Lei si avvicina. Ve lo dico? Ok, ve lo dico: continua a fare “no, no”, con il ditino. Le dico:


- Mi scusi, sta facendo “no, no” con il ditino?
- Eh?
- Sbaglio o mi sta facendo di no con il dito. Indice.
- Non sbaglia.
- Bene, si avvicini.

Si avvicina. La signora è bassa, rossa di capelli, brutta come il peccato (io sono un edonista, queste cose aumentano la rabbia), veste male; veste una divisa blu che la “confonde” con la Municipale, ma la signora non è un’addetta alla Municipale: lei non è un ghisa.

- Signora, come si chiama?
- Io, sono...
- Signora. Come. Si. Chiama. Poi passeremo al resto.
- Maria Rita.
- Poi?
- Poi?
- Ha un cognome, o firma con le X?
- Gambini.
- Signora, Maria Rita Gambini, che lavoro fa?
- Sono un’ausiliaria del traffico.
- Bene. Si guardi attorno, sa che cosa è oggi? Oggi è il festival dello stronzo. Oggi c’è Milano-dio-la-maledica in crisi mestruale. Oggi collassiamo siagnora Maria Rita Gambini, ausiliaria del traffico. Mi spieghi, qual è il suo ausilio, oltre a fare “no, no” con il ditino ad uno che se gli fai “no, no” con il ditino diventa caustico oltre ogni buon costume?
- Senta la tagli breve, lei qui non può parcheggiare. E se la lascia lì, le farò una contravvenzione.
- Allora non mi sono spiegato signora Maria Rita Gambini: lei cerchi di guardarsi attorno e di mettere in moto quelle venti sinapsi che le restano dopo essersi allacciata le scarpe.
- Le mie scarpe hanno la fibbia.
- Ecco, capisce?
- No.
- Ma io sì. Ora le spiego, signora Maria Rita Gambini. Le ipotesi sono due “aut aut” non “vel vel”: adesso lei mi dà una mano e portiamo la mia macchina al quarto piano di questo palazzo qui alla nostra destra, oppure io parcheggio qui e lei va a fare ausilio da un’altra parte. Magari in mezzo a questo troiaio che la circonda che, non l’avrebbe mai detto, vero?, beh si chiama traffico. Ausili quello. E le intimo, signora Maria Rita Gambini, tra qualche minuto io sono qui, che bevo il caffe e fumo la prima sigaretta del mattino con il mio amico e collega Marco. Se vedo la multa, signora Gambini, io, che non ho mai fatto male ad una mosca, io la cerco per tutta Milano e la meno. Ma la meno che non si alza più da terra poi, capito? Mi ha capito, molto ma molto, bene? La. Meno.
- Io...
- No. Lei no. Non è pubblico ufficiale. Quindi la meno. Buona giornata signora Gambini. E non mi faccia più, mai più, “no, no” con il ditino. Ché glielo stacco. Si occupi di cose serie. D’ora innanzi. Stia bene.

Firmo. Chiamo l'ascensore, uno è rotto - amomilano - aspetto l'altro. Nell'attesa continuo a non capire perché di tanti giallidimerda presenti in questo posto, nessuno abbia ancora pensato ad un algoritmo che codifichi il perché se ne aspetto uno arrivi poi l'altro, senza una logica - apparente. Mi annoio, salgo le scale. Sono una furia, mi vede, mi ferma, mi dice: caffe? Non rispondo, lui sa che poi, è caffé. Mi si posa di fronte, alza lo sguardo e vorrebbe abbracciarmi, l'empatia ha un suo limite, oggi corre via come l'acqua sul marmo. Rompe il silenzio, perché è dura capirmi se io taccio, e spesso, io, taccio.


- La Gambini?
- La Gambini.
- Ok, due minuti e caffè.
- Ci puoi giurare.
scritto da Andrea&Serena
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mercoledì, luglio 12, 2006,00:42
Il mondo.
Macchina fotografica in sosta sul pedalò con autoscatto inserito tra dieci secondi, nove, otto, sette, e vi risparmio il resto. Bacio, foto che scatta. Parole dolci come contorno. Parole dolci interrotte da questa frase: "si ma mi rubano la macchinetta". E se ne fugge, nel bel mezzo del desìo. Però commentando: "poco poetico ma verosimile". Ora: l'ha detto l'Amore mio, ma credo di averlo detto anche io. Quindi un po' me ne assumo la paternità, perchè è proprio una frase geniale:
Poco poetico, ma verosimile.
Ecco. Si. Questo mondo è:
poco poetico, ma verosimile. Anche se dalla foto (qui si vede meglio) non si direbbe...
scritto da Andrea&Serena
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martedì, luglio 11, 2006,22:49
Music Corner: The Ize of The World.
Un giorno un pazzo dovrebbe iniziare a sfogliare il dizionario per associare ad ogni parola una canzone. Io faccio il primo passo, spero qualcuno mi segua.
Vediamo un po'....a caso....S....Scoglionato. Perfetto. Ora ci penso.
...................
Fatto.
Artist: The Strokes.
Track: The Ize the World.

A cantare un Julian Casablancas appena ripreso: è evidente il fresco risveglio da un lungo sonno da narcotici. Qualcuno gli vuole male, una siringata sul collo (troppi film americani in giro...), e lui si accascia al suolo. Passano le ore, i muscoli sono indolenziti, la voce ridotta uno straccio. Inizia ad aprire gli occhi, ed inizia a cantare.

I think I know what you mean but watch what you say
'cause they'll be try to knock you down in some way
Sometimes it feels like the world is falling asleep
How do you wake someone up from inside a dream?

Ascoltate bene la canzone. E sembrerà chiaro anche a voi. E' appena sveglio da un sonno coatto. Forse qualcuno l'ha narcotizzato, o forse è appena uscito da un lunghissimo stato di coma. Di certo ne risulta un'insostenibile scoglionatezza. Le parole cadono come fossero goce lente di un robinetto rotto. E' una lunga rincorsa verso non si capisce bene cosa. Il cosa è chiaro solo al minuto 2:28. E' una scalata. Un cd (First Impressions of Earth) da comprare anche solo perchè come, il risvegliato Casablancas, interpreta questa strofa. Una scalata. La cima è il luogo della non voce, della stonatura, del rumore. Non c'è suono in cima, e lui ci arriva. Da sentire, a-s-s-o-l-u-t-a-m-e-n-t-e.

I am a prisoner to instincts
Or do my thoughts just live
As free and detachted
As boats to the dock?

Poi si calma, scende il crinale. Sosta all'ombra. E s'incazza, sul finale. Meglio non abbassare la guardia.
P.S. la foto è datata...ma credo sia quella del momento esatto del risveglio.
P.S.S. in realtà la foto l'ho persa...non ricordo più se è quella...


Puntate precedente: Chaos and Creation in the Backyard; Kinks: Face to Face;
scritto da Andrea&Serena
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lunedì, luglio 10, 2006,11:12
Au revoir, Zizou.

Raccogliere una carriera in 90 minuti. Si potrebbe dire: non sarebbe dovuta finire così. No, una storia non puo' finire così. Ma è tutto vita ciò che accade, e inesorabile il destino si consuma.
Sarebbe potuto essere un delirio, un autografo sulla storia del calcio. Una coppa del mondo vinta con una doppietta (France '98). Una coppa del mondo vinta con un rigore perfetto, una traiettoria fatata. Ma non è di favola che stiamo parlando. E' storia, è vita. E dunque sangue, ed imperfezione.
Una carriera dipinta in 90 minuti. Per 18 anni a danzare sul pallone, lui così poco calciatore. 18 anni per lasciare la memoria di una parola certo un po' desueta nel suo mondo: eleganza. Nessuno come lui viveva il campo, sapendo essere utile e bellissimo. Un incanto. Ecco: 18 anni di incanto, come se continuamente sussurrasse le sue prodezze correndo su un mare d'ovatta. Forse neanche l'unico altro grande del decennio, Roberto Baggio, aveva la sua eleganza. Delicatezza. Ecco questo sì. Roby era delicato.
Zizou no: un fisico da guerriero, con l'eleganza d'un lord.
E ci sono però storie che non sono favole, ma forse proprio per questo valgono di più.
Eleganza non fa propriamente rima con "testata". Forse una volta, puo' capitare. Ma due, e l'ultima proprio nello spettacolo finale della carriera. Oddio, da non dormirci per notti e mesi.
E ci sono storie storie che non sono favole, ma forse proprio per questo valgono di più.
E ci sono favole con un lieto fine, ma che poi sono belle banalità per cui è facile gioire. Vincere una coppa del mondo con una generazione di incompiuti. Con un c.t. il cui passato forse un giorno sarà chiaro. Con un numero dieci sputacchiatore e mai decisivo, quando non elusivo ed inutile. Uomini dal gomito alto in una partita (De Rossi), o in mille (Materazzi). Se non fosse azzurra e non si chiamasse Italia, questa nazionale ci starebbe profondamente e a tutti beatamente sui coglioni. E invece alcune storie sono favole solo perchè spunta il lieto fine.
Altre storie sono meravigliose, ma non sono favole, anzi finiscono pure male. La differenza la fanno i protagonisti.
E Zizou è stato il più grande -e il più bello- dei protagonisti.

domenica, luglio 09, 2006,22:57
FESTEGGIAMO?
2006 ITALIA
CAMPIONI
DEL

MONDO !!!!!
venerdì, luglio 07, 2006,21:55
Cyberspazio, Internet, Futuro.
Tre parole, un'unica strada da percorrere. Alternative?
La potenza apparente dei nuovi strumenti, le capacità tendenti all'ipertrofico di un uomo nuovo, sempre più integrato alla macchina, e attraverso la macchina penetrante del mondo.
Lo scenario è inquietante e affascinante. Da brividi di terrore, da singulti di speranza.
Che mondo sarà? Provate a immaginare un mondo senza corrente elettrica. Fatto? Ok, ora pensate: niente luce attorno a voi, buio più totale perchè, almeno ora che scrivo, sono le 00:27 (e ovviamente voi non potreste leggere queste righe...vabè). Un mondo assurdo, non vi pare?
Ora catapultatevi tra quarant'anni. I vostri figli, o i figli dei dei vostri figli, quel che è insomma. Ci sono le elezioni. Come avvengono? Così. Non ci sono viscidi qualunquisti al potere, lobbisti incalliti, ex comunisti, picconatori, cavalieri, ciabattini, delinquenti, camorristi, e clamorosi pezzi di merda. No. La politica parte dal basso. In una grande piazza tutti parlano e -pian piano i meccanismi si perfezionano- e in qualche modo tutti decidono. La politica fatta nel basso. E dal basso verso il vertice di un governo finalmente democratico. Poi immaginate di chiedere ai vostri eredi -tra quarant'anni- di immaginare un mondo, il suo mondo, con la nostra politica. Aberrante.
Cyberspazio, Internet, Futuro.
E una quarta parola: Democrazia. Vera per di più.

Qui sotto un documento interessante. Volendo è un documento da leggere.

"Governi del Mondo, stanchi giganti di carne e di acciaio, io vengo dal Cyberspazio, la nuova dimora della Mente. A nome del futuro, chiedo a voi, esseri del passato, di lasciarci soli. Non siete graditi fra di noi. Non avete alcuna sovranità sui luoghi dove ci incontriamo."

Continua.
scritto da Andrea&Serena
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,10:11
NEGRI AL VOLANTE

Da Freddy Nietzsche
L’anno scorso sono andato a Los Angeles alla fiera dei videogiochi. E siccome stavo in zona LAX, cioè vicino all’aeroporto, e la fiera era a downtown, cioè in zona Collateral, era un continuo prendere taxi. Perché negli Stati Uniti, ma soprattutto a Los Angeles, il trasporto pubblico non esiste, o meglio non esiste il trasporto collettivo, sia esso pubblico o privato. Fuori dalla partita di baseball (stadio gremito, parcheggio immenso pieno) c’era un taxi. E l’ho preso io. Tutti gli altri erano venuti per conto loro, ognuno con la sua. Comunque, non divaghiamo. In cinque giorni a Los Angeles non so quanti taxi ho preso, ma sappiate che nemmeno una volta il taxista era bianco e anglosassone. I tassisti di cui mi ricordo sono stati, in ordine sparso:
-un armeno gigante che guidava a scatti telefonando e che quando gli ho chiesto se era armeno perché il cognome finiva in ian mi ha risposto “of course every armenian name finish with ian, you nnow, my friend, the turkish killed one and a haf million armenians, the first holoccosst of the twentyth centurry, first the armenians, then the jews, stalin and hitler, the big satans my frriend”
-un etiope che ha saputo che ero italiano e subito mi ha detto allora sei cattolico come me, io ho detto sì di cultura ma non credo, lui come non credi hai il vaticano e non credi? non vedi che meraviglia il mondo? è chiaro che dio c’è chi credi che abbia fatto i fiori e il cielo blu? e poi scusa scusa non ti voglio disturbare amico
-un indiano sikh col turbante e lo schermo a cristalli liquidi che mandava singoli di pop punjabi, poi quando dovevo pagare non avevo gli spiccioli per il resto ha preso un euro per due dollari perché non fa niente mi sei simpatico e poi faccio la collezione (era un euro crucco con l’aquila)
-un russo che mi ha riempito di complimenti perché ero italiano e diceva l’europa la russia l’italia sono posti normali dove la gente parla beve un bel bicchiere io questi non li capisco sempre di fretta fuck fuck fuck, you fuck american, e mi ha raccontato che lui aveva un’azienda in URSS che lavorava con lo stato e poi con il crollo è rimasto ciulato, Michail Gorbaciov destroyed my life, la mafia gli ha confiscato tutto minacciandolo di morte, l’hanno messo su un aereo per los angeles con la moglie e due figli e lì si è ricostruto una vita con il taxi, e adesso ha una minicompagnia di sei taxi, e aveva la valigetta sul sedile davanti l’ha aperta e mi ha fatto vedere fiero this is the money they give me every friday, il figlio lavora nel ramo hi-tech e la figlia è ginecologa (il sogno americano esiste ancora, cazzo), non posso venire in italia è troppo lontano e costoso ma tra qualche mese vado al Rialto a Las Vegas così vedo un po’ di Italia
-un fratello nero con cui abbiamo parlato male di bush e dei fanatici cristiani per tutto il tragitto e c’era coda
-un greco che masticava semi e sentiva il sirtaki a chiodo per tutto il tragitto
-un fratello nero che sembrava Marcellus Wallace di Pulp Fiction e sentiva una radio liberal in AM e abbiamo parlato male di bush per tutto il tragitto.
Tutto questo per dire che nei posti normali succede esattamente quello che paventano i cartelli dei taxisti in rivolta: “Grazie a Bersani sui taxi ci vanno gli africani”, “Vuoi prendere il taxi? Chiedi a Mustafà” e altri di questo tenore. Nei posti normali il taxi è un lavoro con una accessibilità praticamente immediata, perfetto per inserirsi nel mercato e nella società per un periodo elastico da qualche settimana a tutta la vita, autogestito e agile. All’inizio tutti lavorano per una compagnia, quindi in sostanza noleggiano il taxi e si tengono tutto il resto; poi se vogliono si compano il taxi, entrano in una cooperativa, mettono in piedi una compagnia loro. Fanno quello che vogliono fare.
Quindi sì, mi va benissimo, rinuncio al vostro monopolio stizzito e furbastro, rinuncio ai vostri melodrammi, ai vostri trucchetti miseri col tassametro, mi prendo gli africani, salgo in macchina con Mustafà, Talvin, chiunque voglia portarmi in un posto chiedendomi una cifra onesta. Perché noi non abbiamo paura dei negri al volante. Voi forse sì. Ma voi non siete la clientela. E nei paesi liberi su queste cose è la clientela che decide.
scritto da Andrea&Serena
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giovedì, luglio 06, 2006,11:33
Music Corner: Chaos and Creation in the Backyard.
Inaugurazione Music Corner, ovvero rubrica di consigli per l'ascolto.

Mai avuta la presunzione di capirci di musica. Ma in questo caso mi sembra chiaro che sia il mondo a sbagliarsi.
Chaos and Creation in the Backyard, Paul McCartney. 13 perle. Una voce capace di incantare il tempo. Un lavoro curatissimo (il produttore è Nigel Godrich, già Radiohead, Beck e Travis), in cui c'è tutto il divertimento di immaginare come sarebbero stati i Beatles senza Lennon. Ok, non sarebbero stati i Beatles. Ma neanche i Bakcstreet Boys.
Echi nostalgici non ce ne sono. Canzoni vivissime e soluzioni geniali. Tra tutte spiccano English Tea, perfetta erede di For No one, con un flicorno (suonato dal Macca) a far da ponte tra due strofe. E Jenny Wren, Too Much Rain, Riding to Vanity Fair (che poi forse forse è consiglio no.1). Divertente, e in fin dei conti ben riuscita, la bossanoviana A Certain Softness.
Non è rivoluzione (Revolver) o pietra miliare (Sgt. Pepper). Semplicemente un bel cd, e scusate se è poco.

Per finire tornerei un secondo, giusto un secondo, su For No One. Tra le più riuscite canzoni di Paul, e de i Beatles tutti. Infinatamente meno famosa di Yesterday. Ma persino migliore. Girovagando, non ricordo più dove, ho trovato questo link. Da leggere subito, per quanto è bello (o da ascoltare, qui). E da lì rubo la citazione conclusiva di questo post. E' una frase di Alan Civil, il semidio che suonò quel corno divino nella divina For No One.

ci devi passare una vita intera con mezzo culo in bilico sul seggiolino, altrimenti col cazzo, che lo suoni. Il corno.

1. Fine Line
2. How Kind Of You
3. Jenny Wren
4. At The Mercy
5. Friends To Go
6. English Tea
7. Too Much Rain
8. A Certain Softness
9. Riding To Vanity Fair
10. Follow Me
11. Promise To You Girl
12. This Never Happened Before
13. Anyway/Silence/I've Only Got Two Hands
scritto da Andrea&Serena
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domenica, luglio 02, 2006,12:12
Golmud-Lhasa in 48 ore
Ecco qui quello di cui si parlava qui.
Ma anche qui.
scritto da Andrea&Serena
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,12:11
Al lavoro.
Lentamente ma con buona volontà il lavoro per arrivare al numero 3 di Square9 va avanti.
Buona lavoro all'impaginatrice.
Per chi volesse collaborare: qui.
scritto da Andrea&Serena
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sabato, luglio 01, 2006,15:03
FREE TIBET
NE PARLANO TUTTI...secondo me mai abbastanza...

1 LUGLIO 2006 la meraviglia delle meraviglie...tutti festeggiano il trenino sul tetto del mondo...
anche LHASA ha diritto ad avere una stazione, un po' di progresso, dei bei grattacieli e una splendida piazza di cemento davanti al POTALA che di notte deve essere illuminatissima...la piazza NON IL POTALA (innaugurata l'estate scorsa peccato che abbiano raso al suolo parte del centro storico...)
date un occhio a questi link:
http://www.tibet.com/

http://www.freetibet.org/

L'anno scorso, più o meno alla metà del mese di agosto tornata dal Tibet scrivevo: "sono molto scossa….per molti motivi… ho il Tibet nel cuore, con il suo dolore, la sua bellezza, l’orrore del regime cinese, la negazione dei diritti, della libertà anche solo di poter dire sono in TIBET e non sono in Cina. Lo sguardo sorridente dei tibetani, la compassione dei monaci, il rispetto profondo di tutto ciò che ha vita e che potrebbe per questo in passato essere stato un nostro caro estinto. L’estrema sporcizia imperante ovunque, i topi, l’odore acre del burro di yak che calpesti ovunque e che tutti hanno addosso. Il tea al gelsomino, fresco, profumato, caldo, ristoratore, le bistecche di yak cotte sulla piastra a fuoco con l’immancabile plain rice che non sa di niente…di riso….i biscottini al burro del supermercato di Lhasa serviti con il più bel sorriso che vorresti ricevere al mattino. Il sole sul Potala, grande, immenso, simbolo di un potere ormai perduto, simbolo del giogo del regime, le sale del Dalai Lama, spoglie ma ancora dense di phatos e di grandezza, le foto del Panchen Lama e i ritratti divelti del Dalai Lama, il suo nome che non può essere pronunciato, il suo volto che non può essere visto, le sue parole che non possono essere sentite. Che estrema sofferenza. La povertà, i cinesi ben vestiti, i tibetani con le croste, i bambini che chiedono soldi e pregano in ginocchio il Buddha, come se fosse un gioco, ma credendoci sul serio...le puje dei monaci che salmodiano mantra in continuazione…om mani padme um, lode a te gioiello del fiore di loto…un misticismo per noi ormai impensabile. Ma molti di loro non sono veri, ti chiedono molte cose, sono cinesi…quelli veri sono oppressi, non parlano inglese, non ti possono parlare liberamente…ti sorridono…nella piazza del Potala ci sono telecamere ovunque, c’è sempre qualcuno che ti osserva...i megafoni trasmettono marcette cinesi…i camioncini militari…i militari…"
...qualcuno mi ha raccontato che viene "scoraggiato" l'insegnamento nelle scuole della lingua tibetana, che viene altrettanto "scoraggiata" la coltivazione dell'alimento base tibetano la "tzampa" a favore della colza, che per un motivo imprecisato i tibetani non hanno più "facile accesso" alla lana con cui producevano i loro preziosi tappeti (adesso li fanno in Nepal..?) e il loro artigianato sta praticamente andando a farsi friggere in favore delle "fabbrichette cinesi", inoltre la Cina sta danno notevoli fondi alle famiglie cinesi di etnia han (si scriverà così) perchè si trasferiscano nei liberi territori tibetani, occupando i campetti tibetani e coltivandoli al meglio come MAO comandò...CHINESE DO IT BETTER? Mah...
i tibetani sono confinati ai margini delle loro stesse città, a volte addirittura tenuti in "riserve"o villaggi ricostruiti dove al posto delle bandiere di preghiera sui tetti troviamo le nostre amate BANDIERE ROSSE, sempre per "preservarne la cultura"...ovviamente...la storia si ripete...

Dalla acclamata RIVOLUZIONE CULTURALE DI MAO nel 1959:
più di 6000 monasteri distrutti
2.000.000 di morti
sostituzione etnica ancora in atto


guardia cinese al Potala sorveglia i lavoranti intenti a stuccare i buchi nelle pareti fatti dai fucili della rivoluzione culturale








E noi in Cina ci facciamo pure le Olimpiadi...e festeggiamo il trenino...sul tetto del mondo...

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