sabato, dicembre 31, 2005,12:50
Fosforo Bianco su Fallujah #3














Per informazioni sul Fosforo bianco potete cliccare qui.
Ecco inoltre le informazioni che avevo colpevolmente omesso nel primo post sull'argomento. Sono blog e fanno parte di Ideazione.
Questi i link:
The Right Nation
Wellington

consiglio soprattutto il secondo, la dove trovate la traduzione di La verità sul WP di John Pike. Non ho ancora potuto leggere gran parte del materiale. Ma dopo aver rivisto il video non posso vietarmi di aggiungere due parole.

Stando all'intervista già citata, il fosforo bianco (al pari del Napalm) non può essere considerata arma chimica. Ne ricaviamo due considerazioni:
a- chi decide a quale categoria appartiene un'arma?
b- i cadaveri ostentati da rainews24 sono "solo" cadaveri. Non ci sono tracce sui loro corpi di fosforo bianco.
c- come può un'intera redazione commettere un simile errore, facendo girare per i network mondiali un servizio viziato da un errore decisamente grave?
d- come possiamo controllare che quanto dice tale John Pike corrisponda al vero?
Tutto è molto più complicato di quanto possa sembrare. E tutto è più complicato di quanto è sembrato alla Rai. Però è buffo, o sintomatico dei tempi che cambiano, che a snocciolare una notizia debbano essere i blogger di tutto il mondo. E grave, perchè i mezzi rimangono pur sempre limitati, e la verità non vicinissima.
Ci sono le immagini. E le bugie. Dapprima il governo Bush afferma: Fosforo Bianco solo per illuminare il campo di battaglia. Falso, come successivamente ammesso dal pentagono stesso: da cento anni il WP viene usato per colpire ed uccidere i nemici sul campo di battaglia, esattamente come è successo in Iraq.
L'orrendo spettacolo regalatoci da questa guerra è quello d'ogni guerra. Il video, che consiglio comunque di guardare ed osservare (scaricatelo direttamente, per una visione più fluida), sopratutto a chi vede queste e le altre guerre con favore, non è che l'ennesimo video-raccoglitore dell'atroce realtà che ci offre questo mondo. Possiamo leggere ogni cosa scritta per screditare il video di Ranucci. Possiamo accademicamente dibattere sul fatto che sia o non sia il fosforo bianco arma chimica, che abbia o non abbia il presidente Bush sulle spalle reati militari. Non possiamo invece neanche tentare d'aprir bocca sui dati oggettivi (?) che risultano dall'inchiesta:
- ci sono vittime innocenti, civili uccisi;
- nulla è accaduto per caso, le case erano case, non fortini di pericolosi resistenti: si è scelta la via più semplice: uccidere tutti per ucciderne uno, annientare una mosca con una granata;
- militari, incolpevoli perchè spesso giovani impreparati mandati allo sbaraglio, che attuano censurabili azioni volte ad umiliare il nemico e ad ucciderne la dignità;
- gli stessi militari sono costretti ad uccidere chiunque, è stato così annullato qualsivoglia crimine di guerra perchè ogni cosa è ammessa;
- il fosforo bianco non sarà arma chimica, perchè qualche dotto diplomatico o, permettetemelo, qualche viscido politico o meglio, qualche uomo d'affari prestato alla gestione della cosa pubblica ha deciso così. Ma ha effetti devastanti...come molte altre armi.
E' una guerra. Dove nulla è sporco perchè tutto è sporco. Nulla dovrebbe ormai stupirci. Ma tentiamo ancora di scandalizzarci, di come un uomo possa tornare ad essere così animale, e di come l'informazione non esista più.
Tutto ciò che i potenti vogliono sia nascosto è effettivamente nascosto.
Dov'è il giornalismo?
Dovessi trovare altre notizie le posterò. Aspetto segnalazioni, qui, e commenti, qui sotto.
P.S. rimangono da analizzare le parole di Jeff Englehart, marine della prima divisione, intervistato da rainews.
Buon Anno.
Foto di Damiano
scritto da Andrea&Serena
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giovedì, dicembre 29, 2005,12:25
Fosforo Bianco su Fallujah #2
Mea culpa. Per la fretta ho commesso un imperdonabile errore: non ho postato tutte le informazioni al riguardo. Correggerò prestissimo.
In più, per espiare la mia pena, pubblicherò con l'anno nuovo un post sul giornalismo e l'informazione. Prometto di pubblicarlo, stamparlo e leggerlo almeno una volta al giorno.

Leggi anche:
Fosforo Bianco su Fallujha
Fosforo Bianco su Fallujha #2
Fosforo Bianco su Fallujha #3
Fosforo Bianco su Fallujha #4
Fosforo Bianco su Fallujha #5
scritto da Andrea&Serena
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mercoledì, dicembre 28, 2005,20:29
Fosforo bianco su Fallujah
Il Video che chiunque dovrebbe vedere. Per il resto zero parole. Spero qualche commento. Magari qualcuno non l'aveva ancora visto, sarebbe un peccato.
Aggiungo: dovrebbe forse infastidirci soprattutto la menzogna. Dopo le due bombe atomiche gli USA affermarono che non si erano verificati casi di malattie da radiazioni. Ci vollero J. Hersey e W. Burchett.
Impareremo mai dalla Storia?
Menzogna e vergogna.
P.S. info sulle menzogne di hiroshima:
Foto di Damiano
Leggi anche:
scritto da Andrea&Serena
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martedì, dicembre 27, 2005,13:22
Io se fossi Dio...sennò non vedo chi




Potenza Artistica. Non saprei come spiegarla. Mi vengono solo in mente alcuni esempi: l'Urlo di Munch, il Siddharta di Herman Hesse , God di John Lennon, Strawberry Field Forever dei Beatles, The Koln Concert di Keith Jarrett. Ed Io se fossi Dio, del duo Gaber/Luporini.
Una critica feroce e lucidissima. Il coraggio di non sopprimere le idee, di urlare piccole verità (che paura utilizzare questa parola...).
Il testo è lungo. Ma raramente lettura è più essenziale. Un'esperienza rigerenatrice, uno schiaffo all'omertà dei politici-giornalisti-esseripensanti che affollano le nostre tristi piazze mediatiche. L'mp3 è qui scaricabile. 13 Mega indimenticabili. Al diavolo i diritti d'autore. Questo è un bene dell'umanità.

Io se fossi Dio...
e io potrei anche esserlo,
sennò non vedo chi!

Io se fossi Dio,
non mi farei fregare dai modi furbetti della gente,
non sarei mica un dilettante,
Sarei sempre presente!
Sarei davvero in ogni luogo a spiare
o meglio ancora a criticare
appunto cosa fa la gente.
Per esempio il piccolo borghese
com'è noioso,
non commette mai peccati grossi,
non è mai intensamente peccaminoso.
Del resto, poverino, è troppo misero e meschino
e pur sapendo che Dio è più esatto di una Sveda
lui pensa che l'errore piccolino non lo conti o non lo veda.

Per questo
io se fossi Dio,
preferirei il secolo passato,
se fossi Dio
rimpiangerei il furore antico,
dove si odiava, e poi si amava,
e si ammazzava il nemico!

Ma io non sono ancora
nel regno dei cieli,
sono troppo invischiato
nei vostri sfaceli...

Io se fossi Dio,
non sarei così coglione
a credere solo ai palpiti del cuore
o solo agli alambicchi della ragione.

Io se fossi Dio,
sarei sicuramente molto intero
e molto distaccato
come dovreste essere Voi!

Io se fossi Dio,
non sarei mica stato a risparmiare,
avrei fatto un uomo migliore.
Si vabbè lo ammetto
non mi è venuto tanto bene,
ed è per questo, per predicare il giusto,
che io ogni tanto mando giù qualcuno,
ma poi alla gente piace interpretare
e fa ancora più casino!

Io se fossi Dio,
non avrei fatto gli errori di mio figlio,
e sull'amore e sulla carità
mi sarei spiegato un po' meglio
.

Infatti non è mica normale
che un comune mortale
per le cazzate tipo compassione e fame in India,
c'ha tanto amore di riserva
che neanche se lo sogna,
che viene da dire:
"Ma dopo come fa a essere così carogna?"

Io se fossi Dio,
non sarei ridotto come Voi
e se lo fossi io certo morirei
per qualcosa di importante.

Purtroppo l'occasione
di morire simpaticamente
non capita sempre,
e anche l'avventuriero più spinto
muore dove gli può capitare
e neanche tanto convinto.

Io se fossi Dio,
farei quello che voglio,
non sarei certo permissivo,
bastonerei mio figlio,
sarei severo e giusto,
stramaledirei gli Inglesi
come mi fu chiesto,
e se potessi
anche gli africanisti e l'Asia
e poi gli Americani e i Russi;
bastonerei la militanza
come la misticanza
e prenderei a schiaffi
i volteriani, i ladri,
gli stupidi e i bigotti:
perché Dio è violento!
E gli schiaffi di Dio
appiccicano al muro tutti!

Ma io non sono ancora
nel regno dei cieli,
sono troppo invischiato
nei vostri sfaceli...

Finora abbiamo scherzato!
Ma va a finire che uno
prima o poi ci piglia gusto
e con la scusa di Dio tira fuori
tutto quello che gli sembra giusto.

E a te ragazza
che mi dici che non è vero
che il piccolo borghese
è solo un po' coglione,
che quel uomo è proprio un delinquente,
un mascalzone, un porco in tutti i sensi, una canaglia
e che ha tentato pure di violentare sua figlia!

Io come Dio inventato,
come Dio fittizio,
prendo coraggio
e sparo il mio giudizio e dico:
"Speriamo che a tuo padre
gli sparino nel culo cara figlia!".
Così per i giornali diventa
un bravo padre di famiglia.

Io se fossi Dio,
maledirei davvero i giornalisti
e specialmente tutti,
che certamente non son brave persone
e dove cogli, cogli sempre bene.
Compagni giornalisti avete troppa sete
e non sapete approfittare delle libertà che avete,
avete ancora la libertà di pensare
ma quello non lo fate
e in cambio pretendete la libertà di scrivere,
e di fotografare immagini geniali e interessanti,
di presidenti solidali e di mamme piangenti.
E in questa Italia piena di sgomento
come siete coraggiosi, voi che vi buttate
senza tremare un momento:
cannibali, necrofili, deamicisiani e astuti,
e si direbbe proprio compiaciuti.
Voi vi buttate sul disastro umano
col gusto della lacrima in primo piano.
Sì vabbè lo ammetto
la scomparsa dei fogli e della stampa
sarebbe forse una follia,
ma io se fossi Dio,
di fronte a tanta deficienza
non avrei certo la superstizione della democrazia!

Ma io non sono ancora
del regno dei cieli,
sono troppo invischiato
nei vostri sfaceli...

Io se fossi Dio,
naturalmente io chiuderei la bocca a tanta gente,
nel regno dei cieli non vorrei ministri
e gente di partito tra le "balle",
perché la politica è schifosa
e fa male alla pelle.
E tutti quelli che fanno questo gioco,
che poi è un gioco di forza, è ributtante e contagioso
come la lebbra e il tifo,
e tutti quelli che fanno questo gioco,
c'hanno certe facce
che a vederle fanno schifo,
che sian untuosi democristiani
o grigi compagni del P.C.

Son nati proprio brutti
o perlomeno tutti finiscono così.

Io se fossi Dio,
dall'alto del mio trono
vedrei che la politica è un mestiere come un altro
e vorrei dire, mi pare Platone,
che il politico è sempre meno filosofo
e sempre più coglione!:
è un uomo tutto tondo
che senza mai guardarci dentro scivola sul mondo,
che scivola sulle parole
anche quando non sembra o non lo vuole.

Compagno radicale,
la parola compagno non so chi te l'ha data,
ma in fondo ti sta bene,
tanto ormai è squalificata,
compagno radicale,
cavalcatore di ogni tigre, uomo furbino
ti muovi proprio bene in questo gran casino
e mentre da una parte si spara un po' a casaccio
e dall'altra si riempiono le galere
di gente che non centra un cazzo!
Compagno radicale,
tu occupati pure di diritti civili
e di idiozia che fa democrazia
e preparaci pure un altro referendum
questa volta per sapere
dov'è che i cani devono pisciare!

Compagni socialisti,
ma sì anche voi insinuanti, astuti e tondi,
compagni socialisti,
con le vostre spensierate alleanze
di destra, di sinistra, di centro,
coi vostri uomini aggiornati,
nuovi di fuori e vecchi di dentro,
compagni socialisti fatevi avanti
che questo è l'anno del garofano rosso e dei soli nascenti,
fatevi avanti col mito del progresso
e con la vostra schifosa ambiguità!
Ringraziate la dilagante imbecillità!

Ma io non sono ancora
nel regno dei cieli,
sono troppo invischiato
nei vostri sfaceli...

Io se fossi Dio,
non avrei proprio più pazienza,
inventerei di nuovo una morale
e farei suonare le trombe
per il Giudizio universale.

Voi mi direte perché è così parziale
il mio personalissimo Giudizio universale?
Perché non suonano le mie trombe
per gli attentati, i rapimenti,
i giovani drogati e per le bombe?
Perché non è comparsa ancora l'altra faccia della medaglia.
Io come Dio, non è che non ne ho voglia,
io come Dio, non dico certo che siano ingiudicabili
o addirittura, come dice chi ha paura, gli innominabili,
ma come uomo come sono e fui
ho parlato di noi, comuni mortali,
quegli altri non li capisco,
mi spavento, non mi sembrano uguali.
Di loro posso dire solamente
che dalle masse sono riusciti ad ottenere
lo stupido pietismo per il carabiniere,
di loro posso dire solamente
che mi hanno tolto il gusto
di essere incazzato personalmente.
Io come uomo posso dire solo ciò che sento,
cioè solo l'immagine del grande smarrimento. Però se fossi Dio
sarei anche invulnerabile e perfetto,
allora non avrei paura affatto,
così potrei gridare, e griderei senza ritegno che è una porcheria,
che i brigatisti militanti siano arrivati dritti alla pazzia!

Ecco la differenza che c'è tra noi e gli innominabili:
di noi posso parlare perché so chi siamo
e forse facciamo più schifo che spavento,
ma di fronte al terrorismo o a chi si uccide c'è solo lo sgomento.

Ma io se fossi Dio,
non mi farei fregare da questo sgomento
e nei confronti dei politicanti
sarei severo come all'inizio,
perché a Dio i martiri
non gli hanno fatto mai cambiar giudizio.

E se al mio Dio che ancora si accalora,
gli fa rabbia chi spara,
gli fa anche rabbia il fatto
che un politico qualunque
se gli ha sparato un brigatista,
diventa l'unico statista.

Io se fossi Dio,
quel Dio di cui ho bisogno come di un miraggio,
c'avrei ancora il coraggio di continuare a dire
che Aldo Moro insieme a tutta la Democrazia Cristiana
è il responsabile maggiore di vent'anni di cancrena italiana.


Io se fossi Dio,
un Dio incosciente enormemente saggio,
avrei anche il coraggio di andare dritto in galera,
ma vorrei dire che Aldo Moro resta ancora
quella faccia che era!

Ma in fondo tutto questo è stupido
perché logicamente
io se fossi Dio,
la Terra la vedrei piuttosto da lontano
e forse non ce la farei ad accalorarmi
in questo scontro quotidiano.

Io se fossi Dio,
non mi interesserei di odio o di vendetta
e neanche di perdono
perché la lontananza è l'unica vendetta
è l'unico perdono!

E allora
va a finire che se fossi Dio,
io mi ritirerei in campagna
come ho fatto io...
scritto da Andrea&Serena
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giovedì, dicembre 22, 2005,23:39
Un milanese in Nepal













Un amico caro e mai visto. Conosciuto benissimo. Leggete la sua storia. Merita almeno qualche istante della vostra vita. Qui un piccolo estratto. Ma non lasciate che la pigrizia vi privi d'una storia meravigliosa.
4 luglio 2005
Sono trascorsi 5 anni, e 4 mesi......Dal 4 Marzo del 2000...Il Piccolo Hotel si chiama Planet Bhaktapur, parodiando Planet Hollywood...per prendere un po’ tutto col sorriso.Tre anni e mezzo per costruirlo, apertura ufficiale il 18 novembre del 2003. Un socio in più dal 2002, si chiama Yam ed era cameriere nella Guest-House dove alloggiavo e scrivevo nel 2000. Sei sorelle e due fratelli...un altro socio senza rupie. Persona meravigliosa.Il 4 Marzo del 2005 Uttam se n’è andato. Alla svelta. Contro un palo con la moto. E ci ha lasciati soli, appena dopo il risveglio del nostro sogno...alla vista dei primi viaggiatori di passaggio da noi.Proprio quando Paola mi diceva che forse avremmo potuto lavorare insieme. Ora Uttam ci aiuta dal Cielo, Paola fa il suo da Terrestre.Il sogno è sempre lo stesso. Turisti “Buoni” da accudire come “Amici” nella speranza che qualcuno, qua e là, al ritorno in patria adotti una Famiglia nepalina a distanza...senza intermediari. Quello che serve a me a a tutti gli Amici dello Staff (provengono tutti dalla guest-house dove alloggiai nel 2000) è arrivare al pareggio alla fine di ogni mese. Cosa assai ardua, di ‘sti tempi, in Nepal.Noi ce la metteremo tutta, coi nostri limiti a darci energia.Io sarò presente, quasi sempre, a Planet Bhaktapur. A Milano ho dovuto affittare la mia magioncina per arrivare al pari in quel della Kathmandu valley...manco fossi Mister X Mancini...A disposizione di tutti quelli che ci verranno a trovare. Io sogno “Belle Persone”...e prometto, anche a me stesso, un Pianeta di sorrisi.Dentro una valle da scoprire e da vivere a passo lento. Meravigliosamente.
Benvenuti a Planet Bhaktapur, Benvenuti in Nepal. Chissà mai che riusciremo a vincere una Pace, almeno qui.
Dove c’è un tesoro nascosto per tutti. Trovare per credere.Namaste...o...con maximo rispetto...Namaskar !
scritto da Andrea&Serena
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domenica, dicembre 18, 2005,23:27
Paniere di Discussioni

Temi essenziali assolutamente da toccare? Saranno raccolti qui. Lasciate un commento con ciò pensate sarebbe utile discutere. Sarà il nostro programma. Visto che in politica una cosa simile non esiste, lo facciamo noi. Tutti attorno alla tavola rotonda. Incominciamo noi.


1- Attività dello stato nella vita dei cittadini;
2- Guerra&Pace
3- Pena di morte;
4- Ruolo dei Media e dell'informazione;
5- Riforma del sistema penitenziario;
6- Riforma della pubblica (o meno) istruzione;
7- Banca Etica;
8- La situazione dei paesi del terzo mondo;
9- Il volontariato.

Ora a voi la parola..

mercoledì, dicembre 07, 2005,18:38
Africa. la tesi e i numeri di chi sostiene che gli aiuti accrescono la povertà.

(Ho accorciato. Erano cinque pagine di Word. Ora una. Per chi vuole, ed ha tempo, ecco tutto l'articolo.)
(foto: Il Saccheggiator Cortese)
Il buonismo non insegna lo sviluppo, ma a mendicare
di Peter Bauer

Il circolo vizioso dei sussidi diretti ai governi si basa su presupposti economici fallaci, estende la corruzione nei paesi destinatari e assolve la coscienza di quelli donatori.
Ma non risolve i problemi di chi sta peggio, né genera crescita complessiva nel pianeta. Gli aiuti allo sviluppo non sono necessari, né sufficienti a favorire il progresso economico nel cosiddetto Terzo Mondo. Anzi, è probabile che lo ostacolino. Il motivo consiste nel fatto che gli afflussi di aiuti causano importanti effetti negativi sui fattori determinanti del progresso economico. Ciò si è verificato fin da quando sono stati istituite le prime forme di aiuti all'estero. Negli ultimi anni gli effetti negativi sono stati aggravati dalla pratica di collegare gli aiuti all'esecuzione di politiche miranti a favorire il controllo delle nascite, nell'erronea convinzione che la crescita della popolazione sia una delle principali cause della povertà nel Terzo Mondo. Fin dagli anni successivi alla seconda guerra mondiale, i sussidi sotto forma di sovvenzioni o prestiti a basso interesse concessi da parte dei governi i paesi relativamente ricchi a favore dei paesi più poveri sono diventati un elemento comune delle relazioni internazionali. Tale politica viene indicata negli Usa con l'espressione di aiuti all'estero, mentre nel resto del mondo viene detta aiuti allo sviluppo.
Gli effetti degli aiuti all'estero non possono essere desunti semplicemente sulla base delle spese di bilancio da parte dei donatori. Sono proprio gli aiuti all'estero che hanno fatto nascere il Terzo Mondo e che quindi sottendono il cosiddetto dialogo o scontro Nord-Sud. Gli aiuti rappresentano una delle cause del conflitto tra Nord e Sud, non la sua soluzione. Un'ulteriore penetrante conseguenza degli aiuti è stata favorire o esacerbare la politicizzazione della vita nei paesi destinatari. Tale conseguenza è stata negative sia per l'Occidente, sia per le popolazioni meno sviluppate. Nelle discussioni pubbliche di tale politica prevale un atteggiamento di cieca accettazione.
Una delle anomalie maggiori di questo tipo di sussidi si è rivelata particolarmente nociva per la popolazione dei paesi destinatari. I sussidi dell'Occidente hanno continuato a essere versati o sono addirittura aumentati anche quando i destinatari hanno adottato politiche estremamente dannose per i propri cittadini, compresi i più poveri. La lunga lista di tali politiche comprende la persecuzione dei gruppi più produttivi, specialmente di particolari etnie, giungendo talvolta alla loro espulsione dal paese; la soppressione del commercio e, talvolta, la vera e propria distruzione del sistema degli scambi; vincoli all'afflusso di capitali e imprese straniere; vaste confische di beni privati, fino alla collettivizzazione forzosa; acquisto volontario o forzato di imprese straniere, assorbendo lo scarso capitale disponibile e privando il paese di preziose capacità; politiche dei prezzi depressive della produzione agricola; costose forme di sostegno ad attività e progetti insostenibili, come i sussidi destinati alla produzione sostitutiva delle importazioni, e infine l'imposizione di specifici controlli economici che, tra gli altri effetti negativi, riducono i contatti con l'esterno e la mobilità interna.
Esiste un modello ben preciso che sottende il circolo vizioso della povertà: la crescita del reddito dipende dagli investimenti; gli investimenti dipendono dal risparmio; il risparmio dipende dal reddito. Tale modello è imperniato sull'idea che il basso livello dei redditi impedisca gli investimenti necessari a innalzarlo, producendo un tasso di crescita economica trascurabile o pari a zero. Tale modello è smentito dalla realtà. Se un'ipotesi si scontra con la realtà empirica, specialmente se ciò avviene in modo tanto clamoroso,
ciò significa che le variabili prescelte non sono importanti, oppure che esse non interagiscono nel modo postulato. Nel caso del circolo vizioso, entrambe queste considerazioni sono valide.
I poveri possono produrre o assicurarsi fondi sufficienti per imboccare la via del progresso se sono determinati a migliorare le proprie condizioni materiali e non vengono ostacolati dalle politiche statali o dall'assenza di sicurezza. Possono risparmiare somme modeste anche a partire da un reddito esiguo, in modo da rendere possibile un investimento diretto in agricoltura, nel commercio su piccola scala, nell'acquisto di attrezzi o strumenti e
per molti altri scopi. La disponibilità di capitale rappresenta il risultato, e non la condizione necessaria, di un buon rendimento economico. Quest'ultimo dipende da fattori personali, culturali e politici, dalle capacità, dalla mentalità, dalle motivazioni individuali e dalle istituzioni sociali e politiche. Quando tali condizioni sono favorevoli, il capitale può essere generato localmente o può pervenire dall'esterno. Le condizioni di povertà o di ricchezza, nonché la soddisfazione personale e sociale, dipendono dalle persone, dalla loro cultura e dalle strutture politiche entro le quali esse agiscono. Basta comprendere questa sequenza per capire la più importante causa di ricchezza o di indigenza.
da Il Riformista, 28 giugno 2005
scritto da Andrea&Serena
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lunedì, dicembre 05, 2005,14:00
Insegna a tuo figlio

"Insegna a tuo figlio che il Brasile è un paese lavoratore e creativo. Milioni di brasiliani si alzano presto ogni mattina, mangiano al di sotto dei loro fabbisogni e consumano la maggior parte della loro vita sul lavoro, in cambio di uno stipendio che non gli garantisce nemmeno l'accesso ad una casa propria. E tuttavia questa gente è incapace di rubare una matita dall'ufficio, un mattone dal cantiere, un attrezzo dalla fabbrica. Ed è orgogliosa di non cadere in basso, dove allo stesso livello si ritrovano i banditi dai colletti bianchi ed i piccoli malviventi. É gente fatta della stessa materia prima di quei netturbini di Vitória che consegnarono alla polizia dei sacchi pieni di denaro, che rapinatori di banca avevano nascosto in un secchio.
Insegna a tuo figlio ad evitare la corsia preferenziale di questa società neoliberista che cerca di inculcarci che essere consumatore è più importante che essere cittadino, che incensa chi dilapida fortune, che esalta più l'estetica che l'etica. Convincilo che la felicità non è il risultato della somma di piaceri, e che la via spirituale è un tesoro che si custodisce nel profondo del cuore - chi riesce ad aprirlo godrà di allegrie indescrivibili."

sabato, dicembre 03, 2005,11:45
Newsletter Quindicinale - Anno V - n. 99 - 02 dicembre 2005
IL FATTO
di P. Avanti

Mentre la proposta di Armando Cossutta di eliminare la falce e il martello dal simbolo dei Comunisti Italiani ha scatenato i consueti malumori della base e dell'ala massimalista della sinistra italiana, sono sempre più diffuse le prese di posizione liberali all'interno dell'Unione. In una gremitissima sala del Circolo della Stampa di Milano, rispondendo alle domande di Piero Ostellino e Giulio Giorello in una serata organizzata da Società Libera, Piero Fassino, segretario dell'ex partito comunista, tra le altre cose si è detto favorevole all'abolizione del valore legale del titolo di studio, non ha escluso l'esigenza di una massiccia mobilità dei dipendenti della pubblica amministrazione, ha invocato la liberalizzazione delle professioni. Una svolta epocale, alla quale si aggiungono le prese di posizione dei Salvati, Debenedetti, Nicola Rossi. Per i liberali è un vero trionfo. Resta però da vedere quanto queste aperture si tradurranno in programmi concreti o se il tutto si risolverà nel solito compromesso imposto dall'ala massimalista e da quella conservatrice, legata al sindacato e alle varie lobby che frenano lo sviluppo del Paese.

LIBERTA' E' ...

Sulla riduzione del 10% per gli emolumenti degli eletti

di V. Alberti

E' sotto gli occhi di tutti la strisciante crisi economica che colpisce oggi l'Italia.

Ebbene, nell'ottica del rilancio della seria funzione e della responsabilità della politica, proponiamo che a tutti gli eletti, dai parlamentari ai consiglieri circoscrizionali (circa 160 mila persone), vengano ridotti del 10% gli emolumenti.

Il risparmio ammonterebbe a 314 milioni di Euro e sarebbe una riforma in senso liberale.

LIBERTA' DI PAROLA

di G. Dicorato

Elementare, Watson

«Dinanzi a queste spinte epocali, che cosa sono un pugno di macchine bruciate? E poi hanno bruciato le auto perché la gente non è scesa in strada a difenderle» (Toni Negri, a proposito delle auto incendiate dai violenti nelle periferie francesi - 13/11/05)

Se provassero invece a fare dei giornali (veri)?

«Il settore [dell'editoria dei giornali] sta attraversando difficoltà ben note, a partire dagli investimenti pubblicitari che privilegiano la tv, fino alla stagnazione della diffusione. Occorrono strumenti di sostegno che ci permettano di riprendere fiato. Invece, la Finanziaria toglie anche quello che già c'era» (Boris Biancheri, presidente della Federazione italiana editori giornali, chiedendo in sostanza che lo Stato aiuti l'editoria - 16/11/05)

Sulla via di Damasco

«I sistemi che un tempo venivano chiamati socialisti, ma che io non ho mai considerato tali, quanto piuttosto degli esempi di capitalismo di Stato - e questo vale tanto per la Cina quanto per il Vietnam - praticano tutti delle politiche liberiste finanziate largamente dagli Stati Uniti» (Mario Capanna, commentando la notizia che gli Usa addestreranno ufficiali vietnamiti - 18/11/05)

Riformate i pensionati!

«Ci sono pensionati, usati dalla sinistra, che denigrano il governo parlando, ovviamente, di pensioni, in tram e in metropolitana» (Silvio Berlusconi a un raduno milanese dei riformisti di Forza Italia - 22/11/05)

Mi licenzia, però mi stima

«Non ho mai avuto una visione di Berlusconi come personaggio ridicolo. Credo che tutto sommato mi stimi alla stessa maniera. È proprio per questo che mi tiene fuori: perché mi stima e pensa che io possa fare una televisione di qualità» (Michele Santoro al Festival internazionale di cinema a Salerno - 24/11/05)

MILANO - Si è costituito il Comitato meno 10% che ha come obiettivo il sostegno all'approvazione della riduzione del 10% degli emolumenti, previsto dall'art. 13 della Finanziaria per i parlamentari, consiglieri regionali, provinciali, comunali e circoscrizionali.

Società Libera ritiene di appoggiare questa iniziativa. Per informazioni e contatti: meno10per100@mail.it

Il Comitato ha organizzato per Venerdì 2 dicembre alle ore 18,00 in piazza della Scala a Milano, un presidio silenzioso per sostenere la proposta.

La newsletter è stata redatta da: Vittorio Alberti (Roma), Paolo Avanti (Milano), Giuseppe Dicorato (Milano), Fabrizio Garavaglia (Milano), Maria Cristina Nardini (Roma)

scritto da Andrea&Serena
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