sabato, ottobre 14, 2006,19:39
"Noi difendiamo i burini!"

"Noi difendiamo i burini", Marco Taradash, Hotel Nazionale, 14 Ottobre 2006, incontro pubblico con i Riformisiti Liberali.

E' probabilmente tale dotta citazione (Voltaire lo diceva in un suo libro non troppo conosciuto*) l'emblema di questa mattinata all'Hotel Nazionaele di piazza montecitorio. E' Marco Taradash, in un applauditissimo intervento, a pronunciarla: perchè in Italia c'è persino bisogno di difendere i burini dalle mani untuose di un governo di sinistra che riesce nella difficile impresa di creare una nuova tassa, la tassa sui SUV, la tassa sul cattivo gusto. Perchè questo è.

Il punto di partenza è questo, un manifesto in cerca di firmatari per dare un'anima libertaria al centrodestra: a prescindere dalla fede politica, una nascita che sarebbe utile a tutti gli italiani, aggiungo io.

Perché.
Perchè c'è bisogno di qualcuno che difenda la libertà.
La destra è invasa da bifolchi e da cattolici. Senza contare che spesso è possibile imbattersi in bifolchi cattolici o in cattolici bifolchi. Una destra che in qualche settore si dice antistatalista, mentre in realtà è fortemente statalista tanto eticamente quanto politicamente ed economicamente. Bifolchi, cattolici ed ipocriti.
La sinistra -dio me ne scampi- è landa grigia di politici apparentemente incopetenti, ove la difesa delle libertà assomiglia tanto, troppo ad una pisciata di cane: spruzzata un po' qui ed un po' lì, che vien da chiederti: "ma come se la gode 'sta pisciata?". E infatti la libertà non se la godono affatto: belle sciacquate di bocca: pacs, cellule staminali..ma i 100 giorni son passati e provvedimenti non se ne vedono. Solo i decreti Bersani hanno fatto un po' sperare.
E chi difende le libertà degli omosessuali? Chi spinge per la ricerca scientifica sugli embrioni soprannumerari? E chi ci pensa alla regolamentazione dell'eutanasia, al testamento biologico, ad una politica alternativa sulla droga?
Nessuno. Per questo, fallito miseramente il tentativo della Rosa nel Pugno, serve aria nuova.

Aria nuova per il centrodestra, sperando poi che il centrosinistra segua a ruota. E' tutta la politica che deve rinnovarsi, svincolarsi dal sub-appalto etico concesso al Vaticano. Regalare ai cittadini le riforme che i cittadini vogliono. E dunque: lunga vita ai Riformatori Liberali.

Considerazioni finali, varie ed eventuali.

a- Ed io, da che parte sto? Ma possibile che sarò costretto tutta la vita a trattenere il mio voto al calduccio? O finirò per essere la patetica anima socialista dei riformatori liberali? Voglio dire: non potendo per nessun motivo al mondo fidarmi di sinistri individui che:
- insorgono sul conflitto di interessei e poi covano in seno un conflitto di interessi grosso come una casa;
- sfilano con me contro la guerra in Iraq, salvo rimangiarsi tutto e votare pochi giorni fa affermando "si, sono state tutte ottime guerre";
- aumentano le tasse senza alcun economico criterio (per lo meno slalomando attorno ai miei criteri. Che a ben vedere non è una colpa reale);
- e tanto altro;

E non potendo fidarmi di destrorsi individui che:
- sono per la maggior parte ex-fascisti capaci di allearsi per due voti con i neo-fascisti;
- sputano sulla trasparenza per arrivare al governo e non esigono dal Cavaliere risposte doverose alle 20 domande dell'Economist;
- e tanto altro ma, soprattutto, non sarebbero mai d'accordo con me sulle guerre.

Dicevo: fatte queste premesse, del mio voto che ne sarà? Non ci dormirete 'sta notte, vero?

b- oratori come Taradash credo ce ne siano pochi. O sbaglio? Il Berlusca è obiettivamente uomo dotato di carisma ed ottima presenza scenica. Attorno a lui il vuoto. Il voto alle capacità di Prodi non è pervenuta visto che si ostina a mandare uno stuntuman appena uscito da un sonno decennale. Fassino mette tristezza. Fini un po' gessato. Casini nella media. Ma Taradash...ah, però.

c- Mette solo a me un po' di tristezza il fatto che i Riformatori Liberali siano costretti a fare una riunione in un sottoscala (si, ok, con le firme di Cecchi Paone, la presenza di Luca Barbareschi e Giordano Bruno Guerri) mentre potrebbero benissimo gareggiare per la presidenza del consiglio se avessero i soldi di Silvio? So che qui esibisco tutta la mia anima socialista, ma andrebbero garantite a tutti le stesse possibilità. Così le capacità dell'individuo vengono umiliate: in questo sistema politico non ci sono stesse opportunità per tutti. E questo, invece, è poco libertario.

d- L'oscar del giorno va ad un tale, probabilmente dei riformatori liberali che attira l'attenzione di un collega situato all'altro capo della stanza, vicino al palco e, durante l'intervento di Gustavo Selva fa chiari gesti e chiaro labiale: Bla, bla, bla...
Si perchè durante la conferenza sono arrivati messaggi di solidarietà da parte di esponenti di AN. Ed è addirittura intervenuto l'onorevole Selva. Ed effettivamente: bla, bla, bla.

* Merita un post, credo. In vita mia tutti noi l'avremo citato mille volte. Ma poverino, lui non c'entra niente, almeno stando a quanto dice Wikipedia.

UPDATE
e- Una cosa che per niente mi è piaciuta è stato il passaggio dell'intervento di Ernesto Caccavale sulla superiorità della cultura occidentale. Credo ci sia differenza tra difendere la nostra cultura ed i nostri valori, ed affermare che una cultura è superiore ad un altra. Così si innesca una pericola guerra culturale, checchè ne dica lui.

Potete scaricare l'intera conferenza qui (audio o video).
scritto da Andrea&Serena



9 Commenti:


  • Alle 15 ottobre, 2006 13:49, Blogger skan

    ciao
    ho trovato il tuo blog attraverso google
    mi chiamo domenico e sto cercando persone che partecipino ad una sorta di racconto collettivo...
    il blog in questione si chiama
    http://ilmioveroviaggioverso.blogspot.com
    fatemi sapere cosa ne pensate
    scusate il disturbo

  • Alle 15 ottobre, 2006 21:50, Blogger Tottoi

    è seriosamente grave che in un paese si debba difenderla la libertà ma purtroppo e anche per fortuna siamo nati qui e allora difendiamola. una cosa indicativa da prendere in considerazione è, come sabato correttamente ricordato, che in inglese non esiste una parola per tradurre la nostra 'liberale' il dizionario dice 'liberal' ma è veramente tutt'altra cosa, nei paesi anglosassoni la libertà non ha necessità di essere difesa da dei partiti, la si dà per acquisita e incancellabile. andrea puntuale come sempre ha fotografato perfettamente la situazione però necessito delle solite precisazioni per il mio punto i vista.
    a- da che parte si stà, io ho paura di aver trovato un partito da votare senza dover per qualche motivo turarmi il naso. per quanto attiene al pacifismo basta riflettere su alcune questioni semplici, credo che nessuno possa dirsi intelligentemente a favore di qualsivoglia guerra, diverso è dire sono contro tutte le guerre, andrea, non credo che tu non avresti combattuto contro il fascismo, e quello che è successo dal '40 al '45 non si può non chiamare guerra, ma questo è un lunghissimo discorso che non c'entra pienamente.
    b- sinceramente non so se silvietto è un grande oratore in assoluto ma in effetti al confronto con gli altri nominati è il preferibile, rimane il fatto che cmq taradash è un buonissimo oratore
    c- la redistribuzione delle opportunità, questo non è socialista. lo è intervenire dopo che tutti hanno acquisito per meriti e demeriti la propria posizione. come la tassazione sui 'ricchi', è socialista e da repressi mentali cercare di ridurre il loro reddito disponibile per avvicinarlo a quello dei non ricchi.
    d- appoggerai l'ex equo con la presunta blogger bionda in ultima fila con un paio di notevoli capacità
    e- sapevo che non eri d'accordo, ma non mi ricordo perchè non ne abbiamo parlato, ah già, forse colpa delle 2 brocche notevolissime dopo la fine dell'incontro coi riformatori. scherzi a parte, il passaggio, però, parlava di valori superiori, è diverso dire cultura, costituita sì da valori ma anche da infiniti altri aspetti. le parole sono comunque forti, ma in maniera diversa, ho qualche remora nel dirlo però credo di pensarla come caccavale, nel mio mondo i valori della libertà di espressione di pensiero di religione, i diritti umani la dignità umana (non solo quella femminile!!) sono valori superiori rispetto ai loro opposti. purtroppo la guerra culturale già c'è e a mio parere l'hanno vinta loro

  • Alle 15 ottobre, 2006 22:57, Blogger Andrea&Serena

    a- il sovraffollamento di pensieri non mi fa ampliare il punto. Ma al momento è marginale. Di certo mi toccherà;
    b- nulla da aggiungere;
    c- specifico: io darei a tutti i partiti lo stesso budget, come al fantacalcio. Va bene tutto, ma che la politica sia decisa dal denaro non mi va giù. E' corretto parlare di plutocrazie?
    d- lo dicevo oggi che era il tuo tipo quella!
    e- io credo fortemente che non vorrei altra cultura dalla mia. Ma mai mi riterrei superiore a qualcuno. Ogni punto di vista ha la sua dignità. Ma questo è solo il mio punto di vista.
    Sonno.

  • Alle 16 ottobre, 2006 23:07, Anonymous ericablogger

    è senz'altro una buona idea il fatto che che tutti i partiti dovrebbero avere uno stesso badget
    allora sì che ci sarebbe democrazia !!!

  • Alle 17 ottobre, 2006 17:29, Blogger Tottoi

    non credo che sia completamente negativo che tutti i partiti abbiano uno stesso budget, ma nn so perchè nn mi convince, nn ci credo che le persone votino per chi ha più soldi, ovvero non credo chele persone votino in base a chi fa la più bella e/o ricca campagna elettorale, rimene però da riflettere sul motivo per cui si spende così tanto per cercare di farsi eleggere, si trasforma in una forma di investimento e se è una forma di investimento allora ci si aspetta dei ricavi molto maggiori, e perchè dei parlamentari dovrebbero avere motivo i spendere in campagna elettorale più di quanto prendono poi di stipendio in una legislatura? mah, forse perchè i parlamentari non gudagnano solo in termini di stipendi ma anche da ricavi per così dire paralleli...chissà...

  • Alle 17 ottobre, 2006 18:45, Anonymous Francesco

    Cecchi Paone, Barbareschi, Giordano Bruno Guerri e...dulcis in fundo...Gustavo Selva !!!!


    Uh...STUPENDO...Mi Viene il Vomito...
    E` piu` forte di me...

  • Alle 17 ottobre, 2006 20:27, Blogger Andrea&Serena

    Ah bè...pensa che ho scordato un nome. Il peggiore. Al suo confronto credo che Cecchi Paone si innalzi al livello di...non so, vai più in alto che puoi. E poi chissà che c'entra Barbareschi, io che credevo fosse fascista. Ho scordato un nome, sì: ho scordato il guru dell'antigiornalismo, l'idiota tra gli idioti, la mia sagoma preferita quando gioco al tiro al bersaglio! VITTORIO FELTRI. Sarà per questo che i "salmoni" non prenderanno mai il volo?

  • Alle 18 ottobre, 2006 13:25, Anonymous Francesco

    Mi sa che da reformare c'e` la metropolitana.
    La linea 2 di milano ogni tanto si allaga nella zona di S.Agostino per la pressione dell'acqua che attanaglia le gallerie e ogni tanto si infiltra...ma son quisquilie...se crolla sara` colpa del fato.
    E mi domandavo, visto che nei TG di Rai Internationale e online nessuno lo fa' relevare, come puo` un treno che va a tamponare a 20 all'ora (forse meno) un suo gemello...
    Fare la fine di una 2CV tamponata a 100 all'ora da un Tir...

    Quanto e` costato il trenino ? Chi lo produce ?

    Ecco, ste cose Feltri le sa far bene...Il problema e` che le fa per vendere...Spesso le costruisce.

    E se lo sponsor invisibile fosse il libero mercato ?


    A me fan piu` paura
    Cecchi Paone&GiordanoBruno&Luca Barbareschi...e anche Bruno Giordano non mi da` affidamento.

    E se lo sponsor invisibile fosse questo libero mercato ?

  • Alle 18 ottobre, 2006 15:20, Anonymous Andrea

    il trenino è costato fior di milioni. Magari dico una stupidata ma si parlava di 100.000.000 di euro a vettura. Da produttori spagnoli. Sponsorizzati per anni da Veltroni. Vedremo che ne esce fuori.
    Di Giordano Bruno non so che paura avere, sinceramente. Tutt'al più che crolla d'astinenza durante una conferenza troppo lunga. E' sempre visibilmente strafatto.
    Di cecchi Paone e Barbareschi...la fortuna è che non sono loro che decideranno il programma del movimento!
    E' vero, Feltri certe cose le fa bene. E' per tutto il resto che è un perfetto coglione: io questo articolo non lo scorderò mai (http://www.onemoreblog.org/archives/003153.html)
    Però libertà è anche questo. Tutti possono dire e fare tutto...certo se un monaco tibetano mi offrisse un lager per feltri...mmmm....

    Non è una domanda stupida, la tua, e lo sai. E rispondere è una bella imprudenza. Il libero mercato produce bei danni. Lo statalismo produce esseri mutanti come Prodi che non incontrano il Dalai Lama per non far scontenta la Cina. Manca la libertà. Non tanto il libero mercato. Non possediamo come valore in assoluto più alto di tutti la libertà. Il resto verrebbe da sè.
    E' libero mercato la nike che costruisce una fabbrichetta in Nepal, i soldi che la nike dà per vivere, la possibilità per i lavoratori di sentirsi sfruttati e ribellarsi, imporre condizioni, ed ottenere che i bambini non lavorino, e turni più producenti. E' un cerchio.
    Credo in due cose:
    a- quuesto mondo non liberare, liberista e libertario sta fallito. Ho assistito ad una bella lezione di Rifkin in cui blaterava qualcosa come "non tradite la vostra natura socialista ma snellite la burocrazie". Meglio detto, magari, ma andrebbe approfondito l'argomento. Una terza via è possibile, partendo da presupposti comuni;
    b- il concetto di guerra come mezzo per risolvere le controversie ha fallito, mentre la nonviolenza nelle poche occasioni in cui è stata usata ha prodotto qualcosa.
    Diamo una possibilità alla nonviolenza? Diamo una possibilità al liberismo?
    Sono inconciliabili le due cose? A me non sembra. Ma quanto dovrò aspettare? uh....

Cerca nel sito
Iniziative
  • Scopri come dare voce al Darfur

  • Scopri come dare voce al Nepal

  • green apple

  • drop outs cafè

  • Meltin'Pot

  • Anna

Commenti recenti
Home page Home Page Paniere di discussione Blogs For Nepal Popolo dei cieli grigi Photoway photoblog momoemomo photoway Contattaci Square Gallery Square 9
Creative Commons License
Questo/a opera è pubblicato sotto una Licenza Creative Commons.