domenica, agosto 13, 2006,17:34
Padre Marco Agostini: l’altra faccia della medaglia.
Pomezia: 40mila anime. Fondata dal duce una sessantina di anni fa, ancora oggi vive nell'anonimato adatto ad una città ottima per dormire dopo il turno in fabbrica o di ritorno dalla caotica capitale dopo una giornata d'ufficio. Per anni terzo polo industriale d'Italia dopo Milano e Torino, ha dato da mangiare a tanti essendo il confine settentrionale della cassa del mezzogiorno. Anche Pomezia, all'inizio degli anni '90, è stata sconquassata politicamente da tangentopoli. Vabbè, poi la cosa è andata avanti, e gli ultimi arresti risalgono a poco più di cinque anni fa. Oggi, a quanto riporta il Messaggero, la città si appresta a divenire l'avamposto della camorra nel Lazio. “Padre Marco Agostini, ex parroco, arrestato per pedofilia”: la notizia è del 5 Aprile. “Padre Marco Agostini, ex parroco, trovato impiccato a casa della madre, dove scontava gli arresti domiciliari”. Ma partiamo dall’inizio. L'indagine riguarda gli abusi compiuti dal '93, l'anno di arrivo a Pomezia. Centinaia nella sua "carriera", trapela. Alcuni, quelli risalenti addirittura all'epoca in cui era seminarista, prescritti. In parrocchia i ragazzi continuano a non crederci, e la spiegazione della loro convinzione è tutt'altro che assurda. Pedofilo? Le voci sono altre: flebili, ormai, barcollano nell'incertezza. Quelle voci che poi provengono da persone che i ragazzi conoscono bene e che anche per questo perdono di valenza e affidabilità. Padre Marco fonda i "Ragazzi Nuovi" a Torvajanica circa quindici anni fa. Una piccola "Comunione e Liberazione", meno politica certo: sicuramente non una setta satanica come qualche giornalista ha scritto a partire dallo scorso 5 aprile. Sono quelli gli anni in cui cercano d'ucciderlo con un colpo di pistola: ma la ferita non sarà grave. Trasferito a Pomezia, quei ragazzi di Torvajanica decidono di seguirlo. “Strano seguire il proprio carnefice”, pensa oggi qualcuno. A Pomezia (e dintorni) tra i ragazzi droga ne gira. Soprattutto coca, in questo periodo: anzi, d'erba se ne trova persino con difficoltà (detto chiaramente, senza stupirsi troppo solo quando Lapo Elkan collassa: la situazione è la stessa in tutta Italia e a 15 anni già si è nel giro). I politici del posto dicono che il problema sono i writers e gli skaters che affollano la piazza. A padre Marco sembrava doveroso impegnarsi per qualcosa di più preoccupante dei graffiti e delle rotelle. E l'hanno incastrato. Questo si dice: l'avrebbe mandato in galera, e ora condotto al suicidio, qualcuno a cui non conveniva che Agostini continuasse a stare in giro. Qualcuno a cui non conveniva che il prete prendesse ragazzi dal giro della droga e ne facesse "Ragazzi Nuovi". Accuse false, insomma, motivate da ipotesi e nient'altro per ora. "Padre Marco è innocente", lo si ripete in città dal 2002 quando, con accuse ancora non ufficiali di pedofilia, il prete viene mandato in esilio ad Assisi, a gestire un ostello della gioventù dal vescovo di allora, monsignor Vallini. Gli avvenimenti, strani, continuano a lasciare tutti col viso imbronciato di chi si risveglia dovendo rinunciare alle certezze crollate. E con in mano un mucchietto di dubbi, alimentato da voci consolidate dagli anni. Voci, sempre e solo voci. Una ventina di ragazzi, proprio quelli usciti –o almeno così credeva padre Marco- dal giro della droga, quelli che l'hanno seguito da Torvajanica a Pomezia, sarebbero gli accusatori. Loro che, ovviamente, hanno lasciato col tempo i "Ragazzi Nuovi". L'ultimo li ha lasciati pochi mesi fa: strano rimanere per 2 anni dopo la prima ondata di voci, se si ritiene che siano vere e che abbiano colpito i propri amici in prima persona.
Raffaella Mazzei e Andrea Pergola

Ma a questo punto? Padre Ennio, attuale parroco di San Benedetto, e Padre Germano, parrocchia di San Michele, vengono prelevati dalle loro abitazioni quasi in stile western. Gli accusatori con le telecamere in mano, nascondono davvero bene quel loro profondo turbamento. Tanta pubblicità per quella mattinata (Padre Ennio, tra l’altro, afferma: “Bastava una telefonata, ci sarei andato subito lo stesso”) ma nemmeno un trafiletto per far sapere che dopo una settimana sono entrambi già a casa. Non si è trovato nulla che confermasse il loro presunto favoreggiamento. Per Don Marco inizia invece il periodo degli arresti domiciliari, evidentemente la polizia sa qualcosa in più... O forse no. Si è andati a toccare un argomento davvero scottante che rende operative le forze pubbliche ben prima di avere in mano certezze. E a questo punto i giornali si sono davvero sbizzarriti: padre Marco è un pedofilo, i Ragazzi Nuovi sono una setta, i riti che si fanno sono satanici... Ecco qui sotto i punti salienti di un proficuo articolo de "La Repubblica", sempre dell’aprile 2006 ma oggi purtroppo ancora prepotentemente alla ribalta delle prime pagine. In esso delle ragazze raccontano gli abusi di vario genere che secondo loro avrebbero dovuto subire:
-ossessione per i rapporti prematrimoniali --> sesto comandamento: NON COMMETTERE ATTI IMPURI. Ora, ci si può credere o meno, si possono ritenere le proprie esigenze di coppia più importanti di un comandamento di 2000 anni fa, ma cosa c'è di satanico in un prete che cerca di trasmettere ai giovani della propria parrocchia un modo di vivere molto diverso da quello del "mondo"? Quei giovani che HANNO SCELTO di stare lì, di provare a capire alcuni valori diversi, non hanno forse il diritto/dovere di conoscere anche i valori più "scomodi"?
-fidanzamenti celebrati col rito del "mezzo cuore"→ che male c'è a far benedire i mezzi cuori? si benedicono le case a Natale, le uova a Pasqua, e diventa rito satanico rendere conto a Dio dell'amore di due ragazzi??
-rito della croce→ in ormai 8 anni di "Ragazzi Nuovi" davvero mai sentito parlare... Come mai avuto il sentore di tutti quegli obbrobri che i giornali o quelle presunte povere vittime continuano ad affibbiare alla realtà religiosa dei Ragazzi Nuovi.
-campi impossibili da raccontare ai genitori: corse al buio nel bosco senza torcia, confessioni collettive…→ posso dire che tutto ciò che qui viene affermato sia vero, ma forse ricontestualizzare il tutto può rendere chiaro qualcosa che invece si vuol far passare per marcio: confessioni collettive? Si, se si hanno pesi nel cuore che si vogliono condividere con chi già condivide quel cammino di fede, perchè non poterli raccontarli a chi si vuole e nella piena libertà di raccontare solo ciò che si vuole! Impossibile raccontare ai genitori ciò che accadeva ai campi? Si, si pretende almeno che ciò per il quale si sta male non diventi una chiacchiera da bar appena tornati dai campi alla vita di tutti i giorni. Se poi in prima persona la si vuole far diventare tale, mai nessuno avrà da ridire in merito. Ancora una volta nella piena libertà. Corse al buio nel bosco? Niente torcia? Mi viene solo da pensare ad un poveraccio che di notte abbia improvvisamente bisogno del bagno (si sa, l’acqua di montagna ha effetti repentini) e abbia finito le pile della propria torcia... Ironia fuori luogo? Di certo nulla che abbia un senso può essere accostato a frasi del genere, frasi che vogliono solo infangare cose che fino a ieri erano importanti per gli stessi infangatori.
-schiaffeggiamenti alle ragazze, con l’utilizzo di frasi irripetibili→ violenza: mai, a nessuno e per nessun motivo. Se poi si vuole considerare violenza uno "scappellotto" in testa inteso probabilmente come lieve e frivolo rimprovero allora dico "è possibile che sia successo". Personalmente, ho parametri diversi di violenza! Per quanto riguarda poi le presunte frasi "irripetibili", beh sono irrepetibili le frasi di molti ragazzi che conosco e non quelle di un parroco che sapeva come trattare quei giovai non di certo facili che vogliono far passare i propri comodi come verità doverose o esigenze irrinunciabili.
-massaggi ai ragazzi→ ribadisco che in 8 anni di Ragazzi Nuovi e nei rispettivi 8 campi non si è mai visto nulla del genere. Forse non sono il massimo dell’obiettività perchÈ troppo coinvolta, forse lo stato d’animo in cui mi trovo a scrivere non è il più adatto a riportare i fatti nudi e crudi, senza essere reinterpretati: però conosco quell'ambiente, sò che ogni cosa che si fa o si dice in qualche modo diventa di dominio pubblico. Capisco che padre Marco possa aver cercato una segretezza maggiore di ogni altra cosa, ma possibile che così tanti ragazzi e per così tanto tempo non si siano accorti di nulla, non abbiano deciso di abbandonare l'esperienza e si siano continuati a fidare di lui fino alla fine? Certo, nessuno può dire con certezza di possedere la verità sull'intera vicenda, ma quantomeno appare molto poco probabile. Anche perchÈ ai campi si sono sempre avvicendati degli adulti esterni ai gruppi, spesso presi tra i genitori dei ragazzi (anche di quelli che poi hanno gettato “le pietre”… Quei genitori erano lì e non si sono accorti dei presunti “efferati crimini” che si consumavano sulla carne dei loro figli prediletti??)
A parte queste assurde precisazioni che si sono aggiunte giorno dopo giorno al coro di accuse (a volte piuttosto stonate), due sono i concetti che più mi preme esprimere: uno, la mia completa credenza che qualsiasi cosa si celi dietro a tutta la vicenda, comunque sia da differenziarsi dal cammino dei Ragazzi Nuovi. Si può accusare padre Marco e io posso cercare di screditare quelle accuse per me infondate e ingigantite, ma senza aver certezza di quello che dico. Però quando si parla di riti esoterici, sette sataniche e via dicendo, allora ho la certezza di quello che dico: ne faccio parte, non di una setta bensì di un gruppo parrocchiale con un bacino d'utenza abbastanza grande da giustificare l'importanza che ha per me e per molti altri ragazzi. Eppure il numero dei ragazzi delle cresime e delle comunioni che ha partecipato ai campi estivi di quest’anno è stato davvero limitato. Molto più rosee le aspettative prima che tutto ciò accadesse, prima cioè che la ruota ormai in corsa fosse ostacolata da un bastone forse non alla nostra portata. I genitori non si fidano…
Se noi ragazzi avessimo solo il minimo dubbio che di setta si trattasse, non esiteremmo ad abbandonare tutto. Eppure siamo ancora qui, e siamo ancora in tanti. Su questo davvero non ho dubbi.
Due, uno sfogo. Con uno stile un po’ diverso da quello usato finora. Però credo mi sia concesso, alla luce di quanto avvenuto nelle ultime 48ore. Una doccia fredda. Tante certezze che crollano. Una vita che va via sotto il macigno della bugia più brutta e pesante. Non ci sono parole... Il mondo non sa proprio niente di quest'uomo, di quanto bene abbia fatto (alle persone sbagliate, questo è ormai chiaro) e con quante infamità sia stato ripagato! Ricoperto di accuse che personalmente sono sicura essere false, uscite per distruggere una realtà parrocchiale forse troppo positiva per i gusti di "qualcuno". Per quel "qualcuno" che gli ha rovinato la vita, a “don Marco” e a tutti quei ragazzi che gli hanno creduto. E che gli credono ancora. Ai quali non resta altro che rabbia, rabbia per non aver potuto nulla. Impotenti davanti alle infamità e alle accuse che però hanno fatto davvero male. Con quale coscienza queste persone potranno ancora guardarsi in faccia? Hanno portato alla morte una persona che davvero aveva la capacità di parlare di Dio in modo nuovo e vicino a noi, di coinvolgere i giovani (e meno giovani) e di cambiare il cuore delle persone. Ma ormai è inutile descrivere quello che era in grado di fare e che è riuscito a trasmetterci. Io continuo per la mia strada, e come me tanti altri. Continuiamo per quella strada che tu, Marco, ci hai mostrato.
Raffaella Mazzei

La scomparsa di Padre Marco rischia di mettere la parola fine alla vicenda. E a poco servono quei dubbi che anora oggi sussistono, sempre più flebili, ma sussistono. Voci troppo insistenti su cui certamente la polizia saprà indagare.
Di certo c’è l’ammissione di Padre Marco che qualcosa effettivamente accadeva. Non erano violenze sessuali, dice lui. Ma “avvenitmenti” profondamente legati alla sua grande e diversa spiritualità.
Ciò che rimane della sua innocenza è un bigliettino lasciato alla madre.
Ciò che rimane della sua vita, ad oggi, è l’ambiguità di chi ha saputo insegnare per anni a molti distruggendo contemporaneamente la vita a qualcuno.
Andrea Pergola
scritto da Andrea&Serena



6 Commenti:


  • Alle 14 agosto, 2006 21:52, Anonymous ericablog

    una " brutta 2 storia , che ho letto anch'io l'altro giorno su La Stampa ...
    quando si è educatori si rischia sempre di essere mal interpretati e di avere guai , ma qui era un sacerdote coinvolto e resta veramente il dubbio che ci fosse qualcosa di diverso , e di vero, che non era sicuramente piacevole xchè chi ha subito ...

  • Alle 01 settembre, 2006 16:25, Anonymous R

    Leggo il testo scritto da Raffaella e mi chiedo: Possibile essere così ciechi? Anche io ero nei gruppi dei ragazzi nuovi, ero innamorata di Padre Marco, la mia guida, lo chiamavo. E neanche io vedevo gli schiaffeggiamenti alle ragazze (eppure al campo valore dei RON ce n'è stato uno abbastanza eclatante), neanche io vedevo i riti (eppure per prendere la bibbia dovevi bruciare il tuo "idolo" e se non ne avevi uno lui sosteneva che era impossibile), neanche io vedevo i massaggi (eppure tutte le sere ai campi si portava un ragazzo in tenda e se gli chiedevi perchè a te non ti ci portava ti diceva che non voleva promisquità), neanche io sentivo le parole poco eleganti che rivolgeva alle ragazze se avevano rapporti con il proprio ragazzo, anzi no..ne ho sentite molte durante le riunioni; e poi lui che faceva? Forse non voleva che avessero rapporti per avere il campo libero?
    Cara Raffaella, se tu sei nei gruppi e c'eri all'epoca dei fatti, cerca di riassumere: chi sono i ragazzi che lo accusano?avevano tutti dei problemi, grandi o piccoli, ed erano deboli, si sono aggrappati a lui..e lui cos'ha fatto? Li ha rovinati! Tu non hai visto piangere un ragazzo che prendeva coscienza di ciò che gli era accaduto. E tu sai benissimo che non sono menzogne, perchè Padre Marco non è stato arrestato quando i ragazzi lo hanno denunciato, ma dopo un anno che la polizia lo pedinava e lo intercettava. Dopo che ci sono state avance anche a ragazzi infiltrati nell'ostello. Dopo che sono state intercettate delle telefonate anche con Padre Ennio, sai nulla? Padre Marco lo ha ammesso anche se nella sua testa confusa non era peccato. Perchè Padre Marco sosteneva anche che lo stesso tipo di rapporto che aveva lui con i ragazzi lo aveva Gesù con San Giovanni.
    Come fai allora a dire che non è vero quando è stato lui il primo ad ammetterlo?insieme ad aver ammesso il rito della croce?
    Chi ha sbagliato non sono i ragazzi che lo hanno denunciato (se hanno sbagliato è solo perchè non lo hanno fatto prima) ma la comunità che li ha esclusi totalmente invece di porsi dei dubbi legittimi. Minacce, Ritorsioni, Licenziamenti. Non hai visto neanche questo, cara Raffaella?
    Io ci credevo in Padre Marco, ed è stato doloroso per me prendere coscienza di quello che è stato.
    Dici anche che il gruppo non era una setta..sei sicura? hai mai letto libri sulle sette? Se non lo hai mai fatto ti consiglio di farlo, scoprirai che le sette non sono tanto diverse dal gruppo dei RN.
    un'ultima cosa:
    Cara Raffaella, leggi la bibbia originale, non quella tradotta in latino e poi in italiano. La bibbia dice NON COMMETTERE ADULTERIO, se poi ognuno vuole leggerla come vuole libero, ma non si può dire ad una ragazza che è una poco di buono se ha rapporti prematrimoniali.

  • Alle 01 settembre, 2006 20:32, Blogger Andrea&Serena

    cara R, ho pubblicato il tuo commento. Vieni pure a leggere a questo indirizzo.
    Grazie della partecipazione
    http://squareplaza.blogspot.com/2006/09/si-sono-aggrappati-lui-e-lui-li-ha.html
    Andrea Pergola

  • Alle 02 novembre, 2006 23:52, Anonymous raffaella

    Finalmente posso risponderti... Non l'ho fatto finora per la mia mancanza di continuità nelle cose e per problemi al pc, di certo non perchè non abbia nulla da dire in merito a quanto hai scritto! "Cara" R., non sò per quanto tempo tu abbia fatto parte dei Gruppi, o a quanti campi tu abbia partecipato... Però leggendo le tue parole credo che contemporaneamente con cuore e testa , tu non ci sia stata neanche un minuto. Parli di Bibbia (e il rito degli idoli è per ricevere il Tao, mi dispiace contraddirti), parli di sette, parli di idoli (è vero che è impossibile non averne: chi è senza peccato scagli la prima pietra, chi non ha qualcosa/qualcuno prima di Dio nella propria vita si rivolga al Papa per la beatificazione), parli di riti, parli della condanna dei rapporti prematrimoniali. Forse però dimentichi che stiamo parlando di un'esperienza religiosa, un cammino all'interno di un gruppo parrocchiale! Quindi non puoi chiudere il cuore, non capiresti il motivo di tante cose che si fanno. Ma non puoi chiudere neanche le tue idee in un cassetto, non capiresti cos'è che ti porta a certe scelte e ad un certo "stile di vita". In questi ultimi 8 anni di Gruppi ho vissuto alti e bassi, forse proprio perchè non condivido tanti precetti, o forse perché pondero con fin troppa razionalità ciò che mi viene in generale proposto. Quindi non dirmi "Possibile essere così ciechi?", io cieca non lo sono davvero. E ho visto P. Marco, ho visto l'uomo che era, ho visto il prete che era, ho visto i ragazzi che ha aiutato. Forse era meglio non aiutarli, o forse è stato giusto così... Non sarò io a giudicare le persone, né a dare certezze su come si siano svolti i fatti. Ma credimi, mi risulta davvero difficile immaginarmi le persone che lo hanno accusato nelle vesti dei poveri deboli rovinati da lui! Te lo giuro, non ci riesco proprio... Parli delle loro lacrime, ma io non ho mai visto dolore in loro. Poi magari posso sbagliarmi, posso essere cieca come tu dici (...), posso aver detto una serie interminabile di sciocchezze. Non posso infatti spacciarmi per detentrice di verità assolute! Ma neanche tu puoi farlo, quindi non capisco come tu possa essere così sicura di quello che scrivi. Poi per il resto potremmo parlare di colpevolezza o meno, di abusi e di quant'altro. Rimane però una chiesa piena di ragazzi a salutare per l'ultima volta P. Marco... E rimane questa testimonianza, non scritta da me ma che voglio sia letta da chi è interessato a tirare qualche conclusione per questa vicenda:
    "Due cose mi sono rimaste impresse durante l'omelia dei tuoi funerali e credo che rimarranno indelebili in me:
    1) che un prete non è un super uomo, ma è in primis un uomo... e che quindi a questo punto non importa "perché lo hai fatto e se lo hai fatto" ma che ancora una volta ti sei dimostrato un uomo come tanti con la sola differenza vocazionale... un uomo che vive Dio, nelle gioie, nei dolori, negli errori e nei peccati, nelle insicurezze e nei doni che ogni giorno scopriamo... che ami Dio sopra ogni cosa, che preferisci il suo giudizio a quello dell'uomo... che come un semplice uomo, con la propria esperienza, mi ha insegnato ad Amare Dio!
    2) ognuno ti ha conosciuto ed ognuno si è preso quello che tu hai saputo donargli."

    Una goccia nell'oceano delle infamità verso di lui, ovvio. Ma non è una goccia ad erodere le rocce?? (perdonatemi il romanticismo finale ;->)

  • Alle 19 maggio, 2011 14:16, Anonymous Anonimo

    Schifoso pedofilo plagiatore. Peccato tu ti sia suicidato, in carcere ti avrebbero dato la giusta cura.

  • Alle 21 aprile, 2014 00:17, Anonymous Anonimo

    Cura che serve a te che parli senza sapere

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