martedì, maggio 23, 2006,19:45
Il Nepal è uno stato secolare...ma la nuova costituzione è ancora lontana.
di Gaia Vendettuoli

Fino a ieri era venerato come la reincarnazione del dio Vishnu. Oggi, il re-dio Gyanendra Bir Bikram Shah Dev è poco più di un normale cittadino. Ha perso ogni potere politico, il suo forte esercito e persino la facoltà di scegliere l'erede al trono. Con la risoluzione 2063, votata all'unanimità, il neo parlamento nepalese è diventato la suprema autorità del paese. E quello che prima era il “governo di sua Maestà del Nepal” ora è il “governo del Nepal”, che da nazione hindu è diventato stato laico. Una svolta decisiva, che non ha precedenti nella storia politica e culturale del piccolo regno himalayano.
Lo stesso sovrano che meno di un mese fa, quando il suo popolo manifestava in piazza per chiedere il ritorno delle libertà civili, ha ordinato all'esercito di sparare sulla folla, senza fare distinzione tra uomini, donne, anziani. In venti giorni di sciopero generale e proteste ci sono state 17 vittime e oltre seicento feriti. Lo stesso tiranno che, con la scusa di porre fine a dieci anni di guerriglia maoista, poco più di un anno fa ha trasformato la monarchia costituzionale in regime assoluto, sciogliendo il parlamento con un colpo di mano e facendo arrestare i principali avversari politici. Ma le corde troppo tese, si sa, prima o poi si spezzano. E il re che aveva il controllo di tutte le forze di sicurezza del paese (90.000 uomini armati di tutto punto) e la carica di supremo comandante in capo, ora si ritrova schiacciato in un angolo, “prigioniero” del suo palazzo e costretto a un ruolo puramente cerimoniale. Senza più il diritto di avere l'ultima parola sulle questioni importanti del paese e privato di privilegi secolari, come l'immunità, l'esenzione dalle tasse e la possibilità di accedere senza limiti alle casse statali. Sarà il parlamento, d'ora in avanti, a fare i conti in tasca a Gyanendra e a stabilire la rendita della famiglia reale.
Così ha deciso la Camera dei Rappresentanti, che si è espressa in meno di due ore dalla presentazione delle riforme illustrate dall'anziano primo ministro Girija Prasad Koirala, colto da malore alla fine della seduta. Ma la magna carta nepalese sottoscritta ieri a Kathmandu (e che tra pochi giorni diventerà legge) non è che il primo passo verso la conquista della democrazia. Quello successivo, richiesto a gran voce da molti, è l'elezione di un’assemblea costituente che riscriva completamente la costituzione e trasformi radicalmente le istituzioni nepalesi. Per questo, nei giorni scorsi, centinaia di persone sono scese di nuovo in strada per protestare contro la lentezza della coalizione al potere. Ricordando a Koirala e ai suoi che l'incertezza e l'instabilità politica del parlamento sono state il principale motivo di successo del golpe reale del 2005.
Anche i ribelli maoisti non sono rimasti troppo impressionati dalla risoluzione che limita i poteri del re. Pur apprezzando le decisioni del parlamento, infatti, gli uomini di Prachanda vogliono andare oltre: sbarazzarsi definitivamente del re e abrogare la monarchia. Oggi sono loro, e non il re, il problema più delicato del governo di Kathmandu. La capitolazione di Gyanendra è stata possibile proprio grazie all'alleanza tra i sette partiti dell'opposizione e i ribelli. Un paio di settimane fa il governo ha rimosso l'etichetta di terroristi che pendeva sulle teste dei guerriglieri ed ha revocato lo stato d'allerta nel paese dopo oltre dieci anni di lotte sanguinose e 13mila morti (tra maoisti, soldati e civili). Ed ora che sono state ampiamente avviate le trattative con le autorità per deporre le armi e intraprendere la strada del negoziato, i ribelli chiedono di avere voce in capitolo e un ruolo politico ufficiale, come era stato loro promesso. “Vogliamo lo scioglimento del parlamento e la costituzione di un governo ad interim che rappresenti tutte le classi e le comunità”, ha commentato a caldo il braccio destro di Prachanda. Ieri, però, il governo ha fatto orecchie da mercante e Koirala non ha battuto ciglio. La questione per ora è rimasta in sospeso, ma non potrà esserlo per molto.

(fonte Il Manifesto 19-5-2006)
scritto da Andrea&Serena



2 Commenti:


  • Alle 24 maggio, 2006 21:34, Anonymous ericablog

    in questo periodo ho pochissimo tempo a disposizione e solo adesso sono riuscita a leggere questo post molto interessante: non è così semplice, penso, creare una costituzione, ci vogliono sicuramente degli esperti che creino qualcosa di solido e di sicuro che duri nel tempo...l'altra sera invece in un articolo su Le Monde on line , in cui si parlava del problema dei bambini soldato , del loro recupero ecc ecc, si accennava anche al Nepal dove i guerriglieri maoisti hanno spesso rapito i giovanissimi x insegnar loro le tecniche della guerriglia e x farli combattere!

  • Alle 28 novembre, 2009 23:52, Anonymous Anonimo

    quello che stavo cercando, grazie

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