martedì, giugno 27, 2006,09:48
L'Islam e le donne.
I progressisti la lodano, ma i tradizionalisti? Lei preme per l'ingresso delle donne in politica e in Parlamento.
"Le resistenze ci sono, è vero, però hanno radici culturali, non c'entra l'Islam, che invece predica il rispetto e la parità dei diritti. Senza il contributo delle donne, la nave araba naviga con le vele a mezz'albero. Nel Corano il Profeta garantisce l'uguaglianza. Khadja, la sua prima moglie, era una astuta donna d'affari, la sua confidente e consigliera. Si tratta di cambiare la società dall'interno. I tempi sono maturi, il progresso nel mondo arabo c'è e si vede".

"La nostra storia non è nata solo pochi anni fa. La storia che ha fatto grande l'Islam ha una ricca eredità di cultura, di scienza; reca un messaggio di convivenza, di pace, giustizia, progresso, rispetto dei diritti umani. E nessuno può ignorarlo. Ora una esigua minoranza di fanatici vuole prendere l'Islam in ostaggio, trascurando le convinzioni di oltre un miliardo di musulmani. Noi non possiamo permettere che ciò accada: non ci rappresenta e dobbiamo dichiararlo con voce forte e sonora".

Lei sta dicendo che il mondo islamico questa opera è pronta a farla?
"Noi ci battiamo per riaffermare l'essenza della fede. Per questo nel Messaggio di Amman sua maestà ha chiamato a raccolta le otto scuole di pensiero dell'intera comunità musulmana, concordi che si debba rifocalizzare la dottrina dell'Islam, porre fine alle fatwa, gli editti religiosi, emesse senza autorità, e condannare l'uccisione di civili innocenti. Questo è il contrario di quel che gli estremisti vogliono mostrare al mondo. Però anche in Occidente a volte c'è un grado d'inconsapevolezza".

"Quando tramonta la speranza, quando la sofferenza si approfondisce, e i mariti non possono mantenere la famiglia, i padri guardano i figli senza riuscire a sfamarli, le donne incinte sono costrette a percorrere chilometri a piedi per partorire in ospedale, alla fine sarà il mondo intero a pagarne il prezzo. Non si può voltare lo sguardo di fronte al dolore e all'ingiustizia, sfilarsi dall'impegno. Senza dimenticare sull'altro versante il timore degli israeliani per i propri figli, per gli attentati suicidi. Su questo terreno germina la rabbia e tracima le frontiere: alimenta l'estremismo, diffonde veleni attraverso la regione. Come vede, ogni prospettiva di pace in Medio Oriente passa attraverso la soluzione di questo problema centrale.
(La Repubblica)
scritto da Andrea&Serena



6 Commenti:


  • Alle 27 giugno, 2006 12:03, Blogger Beren

    Apprezzo l'ottimismo della regina, ma purtroppo le cose non stanno così, il problema è proprio nell'Islam. Quando in paesi totalmente differenti come Nigeria e stati del sud-est asiatico accadono le stesse cose (condizione della donna, terrorismo, oppressione delle minoranze non musulmane per fare degli esempi), non si può parlare di fattori culturali, la matrice comune è evidentemente quella religiosa.
    Senza contare che questa storia di "convivenza, di pace, giustizia, progresso, rispetto dei diritti umani" davvero non ce l'ho presente...
    E tra l'altro le fatwa e gli editti religiosi non sono emesse senza autorità, anzi, sono proprio le autorità religiose a promulgarle, chi meglio di loro conosce il Corano?
    Bisogna mettersi in testa che l'Islam non è una religione di pace, la cosa è sotto i nostri occhi ogni giorno.

  • Alle 27 giugno, 2006 13:00, Blogger Andrea&Serena

    Non sono troppo d'accordo.
    Hai mai letto la Bibbia? Ci sono passaggi da perdere la testa...le lettere di S. Paolo, se non sbaglio -ovviamente tutt'oggi nel testo sacro- vogliono la donna coperta di veli, o al massimo con i capell i corti, sempre pronta a servire l'uomo.
    Questo, però, non ha impedito al Cristianesimo di evolversi, ed adattarsi al tessuto sociale. Oggi nessuna donna cristiana porta il velo.
    Mi sembra un punto decisivo, questo. Incontrovertibile. Oggi l'Europa è Europa grazie a persone come Rania.

  • Alle 27 giugno, 2006 22:57, Anonymous ericablog

    la religione islamica è una cosa, il fanatismo islamico è ben altro,
    se si studia la storia delle religioni o il passato di alcuni paesi arabi si scopre una cultura elevata e molto bella
    attualmente c'è molta confusione e si capisce sempre meno , ma io spero che queste nuove regine riescano a superare certe barriere e a riportare la pace
    quanto alla Bibbia, beh, a leggerla bene e con estrema attenzione , si scoprono dei passaggi di guerra, non certo di pace

    il porgi l'altra guancia di Gesù è, nell'antico testamento, il famoso occhio x occhio , dente x dente !!!
    1 saluto erica

  • Alle 28 giugno, 2006 13:34, Blogger Beren

    Se S.Paolo ha scritto certe cose nelle lettere, questo non significa che rappresentino la legge per i cristiani...
    Faccio comunque osservare, andando oltre un'interpretazione sbrigativa, che il senso della legge del taglione è nel concetto che ci debba essere proporzione tra l'offesa ricevuta e la risposta conseguente, e in ogni caso essa è superata nell'insegnamento di Gesù.

    Ad ogni modo, è innegabile che non sono mai esistiti kamikaze cristiani o buddhisti, nessun tibetano si è mai fatto esplodere tra civili cinesi, e sono famose le torce umane in Vietnam, persone (buddhiste) che per protesta bruciavano se stessi, non gli altri...

  • Alle 29 giugno, 2006 00:49, Blogger Andrea&Serena

    sin troppo facile però pensare alle crociate, Beren...interessi politici travestiti. Io ad un islam moderato ci credo. Perchè già esiste. E girando per la rete non raro trovarlo. Esattamente come cercando si trovano cristiani estremisti.

  • Alle 29 giugno, 2006 12:39, Blogger Beren

    Renditi conto del fatto che stai confrontando cose attuali riguardanti l'Islam con avvenimenti di otto secoli fa (cinque se mi parli di Inquisizione)!!! E' chiaro che il paragone non può reggere, a meno che non si riconosca che l'Islam da questo punto di vista sia secoli indietro rispetto al Cristianesimo...
    Sono d'accordo con te sull'Islam moderato, ma con una precisazione: io credo che esista non un Islam moderato, ma tanti musulmani di buon senso, che giustamente rifiutano e condannano le manifestazioni violente degli "estremisti". Il problema è che dal punto di vista del Corano sono loro dalla parte del torto, non gli imam che emettono le fatwa o i terroristi che si fanno esplodere.

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