lunedì, settembre 18, 2006,13:01
L'Islam è incastrato da un testo che non può essere interpretato"
Dal sempre ottimo Jim Momo, sento il dovere di estrapolare questo brano. Chiaro, ben informato. Un occhio sul futuro. Nient'affatto roseo. Anche per il pessimismo che sta lentamente invadendo la chiesa.

Nella puntata del 5 gennaio scorso dello "Hugh Hewitt Show" era ospite Padre Joseph Fessio - studente e amico personale di Ratzinger e oggi Rettore dell'Ave Maria University - il quale ha spiegato al conduttore che l'Islam è «una religione i cui principi si fondano sulla parola di Dio, non degli uomini, ma la parola di Dio è stata consegnata direttamente a Maometto, e non può essere interpretata, cambiata, o adattata. E quella parola dice di conquistare il mondo, o rendere tutti soggetti all'unica vera religione, che è l'Islam. Voglio dire che non è una religione di stabilità o di pace... Il jihad può essere interpretato come una lotta spirituale. Ma il testo parla esplicitamente della diffusione dell'Islam a tutti i popoli e a questi è permesso o accettarlo, o respingerlo, ma divenendo cittadini di seconda classe».Obietterete: ma questa è solo l'opinione di Padre Fessio. Ebbene, Padre Fessio, in quella trasmissione, rivelò a Hugh Hewitt di aver partecipato a un seminario ristretto, svoltosi nella residenza estiva del Papa, a Castel Gandolfo, nel settembre del 2005, che ebbe come argomenti «il concetto islamico di Dio e le sue conseguenze per una società secolare».Uno degli studiosi presenti, raccontò Fessio, avanzò la tesi che «l'Islam potrebbe entrare nel mondo moderno se il Corano fosse reinterpretato, fatti salvi i principi, adattandolo ai nostri tempi, in particolare riguardo la dignità da ascrivere alle donne». Contrariamente alle sue abitudini, Ratzinger prese subito la parola e sostenne, secondo quanto riportato da Padre Fessio, che «nella tradizione islamica Dio ha dato la Sua parola a Maometto, ma essa è una parola eterna. Non è la parola di Maometto. E' per l'eternità. Non c'è possibilità di adattarla o interpretarla, laddove nella Cristianità, e nel Giudaismo, la dinamica è completamente diversa, Dio ha agito attraverso le Sue creature, istituendo una Chiesa nella quale ha attribuito ai suoi discepoli l'autorità di portarte avanti la tradizione e interpretarla... C'è una logica interna alla Bibbia cristiana, che le permette, e richiede, di essere adattata e applicata alle nuove situazioni...». Il Corano, invece, «è visto come qualcosa caduto dal cielo, che non può essere adattato o applicato».A questo punto, il conduttore della trasmissione ha subito chiesto se fosse corretto definire Benedetto XVI «pessimista rispetto alla prospettiva che la modernità possa davvero coinvolgere l'Islam nel modo in cui ha coinvolto il Cristianesimo». L'Islam «è incastrato. E' incastrato da un testo che non può essere adattato, né interpretato in modo appropriato», fu la risposta di padre Fessio.«Ma se agli occhi del Papa quella riforma interna all'Islam non è possibile, e i dati demografici non mutano, come pare sia difficile che mutino in Europa, cosa accadrà all'Europa?», chiese Hewitt, osservando che l'ultima volta furono i monasteri, assediati dai barbari e saccheggiati dai vichinghi, a far sopravvivere la nostra cultura.Com'è noto, la Chiesa è un'istituzione che sa guardare nella prospettiva di decenni, secoli addirittura. Il racconto di Padre Fessio apre uno squarcio interessante sulle convinzioni intime del nuovo Papa e sulle riflessioni interne alla Chiesa sul futuro del cristianesimo, dell'Europa e dell'Occidente. E non è un futuro roseo quello che si aspettano in Vaticano. Ciò spiegherebbe da una parte l'ansia per la rievangelizzazione dell'Europa, dall'altra la chiusura dottrinaria. Ci si prepara a un nuovo Medio Evo, in cui un nocciolo duro di cristiani dovrà resistere e tramandare, in modo più fedele e "puro" possibile, la sua fede assediata da un Islam che si diffonderà per tutto il continente europeo. Questa visione pessimistica spiegherebbe perché solo il «timore di Dio» può salvare le società secolarizzate dell'Occidente dal fatale destino di civiltà soccombente di fronte a quella islamica. Al contrario di noi, «i musulmani, forse la maggioranza di essi, prendono sul serio la loro fede. Sono devoti».Ed è ecco anche spiegata l'ansia per la demografia, per il "figliare". «Se le famiglie avranno figli, trasmetteranno loro la fede, la nostra cultura. E noi abbiamo un vantaggio - ha confessato Padre Fessio a Hewitt - perché gli omosessuali, gli abortisti, e i sostenitori degli anticoncezionali non avranno figli per definizione».
scritto da Andrea&Serena



1 Commenti:


  • Alle 11 ottobre, 2006 00:25, Anonymous Anonimo

    Cari amici,


    Sull'onda delle polemiche suscitate dalle dichiarazioni del Papa
    all'Università di Ratisbona, ho deciso di chiarirmi un po' le idee.


    Così sono andato a fare quattro chiacchiere con l'Imam ad interim
    della Grande Moschea di Roma, Sami Salim.


    Se volete scoprire se l'Imam sia riuscito ad "illuminarmi" o meno,
    potete dare un'occhiata al video che abbiamo girato nella moschea che
    dirige. Lascio a voi il giudizio sulle sue dichiarazioni.


    Nell'intervista si parla anche di infibulazione, terrorismo, sharia,
    jihad, carta dei valori, diritti umani


    Sarebbe bello avere il vostro aiuto per far circolare il video: passate
    parola ;-)


    Ecco il link al video:


    http://www.youtube.com/watch?v=ymVrEn-O-zE





    Grazie a tutti!


    Simone Damiani

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