martedì, ottobre 24, 2006,00:43
Remember.
Roba da ricordare. Varia. Perchè fa senso che un bue ti faccia notare le corna. Però se le corna ce l'hai un occhiata dagliela...
Quindi apro Macchianera, e vi faccio leggere qualcosa.

Memoria. Il quotidiano “La Sicilia” di Catania ha fiancheggiato apertamente la mafia in almeno tre occasioni. Nel 1986 si è rifiutato di pubblicare il necrologio di Beppe Montana, commissario di polizia ucciso dai killer, perché conteneva la parola “mafia”. Nel 1994 convoca un cronista che aveva scritto un pezzo contro il mafioso Ercolano e lo rimprovera davanti al mafioso stesso. Nel 1994 depista le indagini sull’omicidio di Giuseppe Fava, scatenando una campagna di stampa contro il pentito che indica il mandante nell’imprenditore Graci. In quest’ultima campagna si distingue il principale editorialista del giornale, Zermo. Fra l’86 e il 94 “La Sicilia” è l’unico quotidiano di Catania e il suo editore possiede direttamente o indirettamente tutte le televisioni e i giornali della Sicilia. Una situazione evidentemente anomala sui cui - si suppone - i partiti della sinistra e il sindacato dei giornalisti hanno sviluppato una dura opposizione.

Questa opposizione non c’è stata. Dodici anni dopo “La Sicilia” è ancora l’unico quotidiano di Catania e il suo editore ha ancora, direttamente o tramite alleati o prestanome, tutte le televisioni e i giornali della Sicilia. La situazione, anzi, si è aggravata: in tutta la città di Catania le edicole non espongono altri quotidiani che “La Sicilia”. Il principale quotidiano progressista, “Repubblica”, si rifiuta di far cronaca a Catania per non entrare in concorrenza con “La Sicilia”. L’editore-monopolista, Ciancio, licenzia tre quarti dei suoi redattori tv e li sostituisce con un’improbabile “agenzia” personale, senza peraltro incontrare alcuna significativa reazione nè da parte degli altri giornalisti nè da parte della sinistra. Catania, oggi come dodici anni fa, è una delle città italiane in cui si leggono meno giornali. La stampa vi è completamente asservita agli interessi materiali (ora, per esempio, sta facendo una campagna per difendere gli appalti del Ponte). L’economia cittadina scivola sempre di più, agli ultimi o ai penultimi posti nelle classifiche nazionali. E Zermo viene invitato alle feste dell’Unità, a discutere pensosamente sui problemi del paese insieme ai giornalisti e politici perbene, quelli che in altri tempi si impegnavano contro Ciancio e adesso preferiscono prendere atto della situazione.

Giustizia 1. Annullata per decorrenza termini - per una incredibile svista del tribunale di Messina - la custodia cautelare a carico del boss mafioso Gerlando Alberti junior, condannato all’ergastolo nel dicembre del 2004 per l’omicidio di Graziella Campagna. L’Associazione Rita Atria ha promosso una raccolta di firme per invitare il ministro della Giustizia a mandare qualcuno a vedere che diavolo sta succedendo in quello strano tribunale.
Bookmark: http://www.ritaatria.it/raccolta_firme.aspx
scritto da Andrea&Serena



1 Commenti:


  • Alle 24 ottobre, 2006 21:48, Anonymous ericablogger

    io firmo di sicuro
    ricordavo il nome Gerlando Alberti , mafioso di tanti anni fa, ma non sapevo che ci fosse pure un figlio

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