sabato, dicembre 09, 2006,00:15
La mia prigione infame.
Mi vergogno di vivere in questo posto. In quest'orribile dittatura che ti getta in un angolo rantolante ed inerme fino ad ottenere ciò che vuole: la tua resa. Una resa che significa continuare a vivere.
Non arrenderti Piero.

"Dalla mia prigione infame, da questo corpo che - per etica, s'intende - mi sequestrano, mi tornano alla memoria le lettere inviate alla "politica" da un suo illustre, altro, "prigioniero": Aldo Moro. Pagine nobili e tragiche contro gli uomini di un potere che aveva deciso di condannarlo (anche lui per etica, naturalmente) a morte certa, anche lui ad una forma di tortura di Stato, feroce ed ottusa. Quelle pagine non potrei farle mie. Anche perché furono perfette, e lo restano. Un pensiero, ancora, un interrogativo, un dubbio: dove sono mai finiti per tanti "credenti" Corpo mistico e Comunione dei Santi?".

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scritto da Andrea&Serena



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