domenica, marzo 19, 2006,10:42
Per gli elettori #2

Come preventivato il post precedente non ha ricevuto nessun commento. Ci riproviamo con questo, riferito ai disordini francesi. Il titolo è chiaro: tanto a sinistra quanto a destra c'è bisogno di ridiscutere temi fondamentali, di mettere in discussione ogni pensiero, soprattutto l'idea ormai troppo solida del ruolo che lo stato ha nelle nostre vite. Siamo sicuri che il regime attuale è il più conveniente per tutti?

Quella che segue non è LA posizione. E' una posizione: da discutere, prendere con le molle, verificare. Tutte cose che in questa stanca Italia (ma almeno in questo non siamo soli al mondo...) son dimenticate.

Mathieu Lain: «la grande nurserie»

«Contro il CPE assistiamo ai sussulti di una Francia che la classe politica, di destra e di sinistra, per ragioni elettoralistiche ha trasformato in un elefantiaco Stato-provvidenza, in un grande asilo nido a cui si chiede tutto e che controlla grottescamente la vita privata nei dettagli minimi, un paese di gente deresponsabilizzata e fragile che ha paura di ogni innovazione »: mentre le piazze e le università si infiammano, Mathieu Lain, docente a «Sciences-Po», uno dei laboratori della trasformazione francese, ha mandato in libreria un libro, «La Grande Nurserie » (Lattès), in cui malmena, con taglio alla Tocqueville, l’immobilismo del riverito Modello.

Come funziona questo grande asilo di cui i ragazzi delle università, che rifiutano ogni flessibilità del mercato del lavoro, sono gli allievi più giovani e chiassosi?

«È l’attuale sistema francese. Perché nel nostro paese si crede un po’ troppo che lo Stato può tutto. Qualsiasi problema si affaccia all’orizzonte, ci si chiede: che cosa fa il governo? Ci sono esempi infiniti e grotteschi come la ondata di caldo, la influenza aviaria, il contratto di lavoro, le OPA straniere eccetera. Gli uomini politici cavalcano questa tendenza, aumentano la paura e promettono soluzioni. Il governo ha promesso un piano anti-caldo, una cosa ridicola, diceva che sarebbero stati distribuiti vaporizzatori agli anziani! ».

Ma dove deborda lo Stato assistenziale?

«Mentre la maggior parte degli stati europei hanno compreso che bisogna ridurre la sfera statale e concedere sempre più fiducia a ciascuno degli individui, quello francese al contrario è uno Stato che ingrossa in continuazione, entra nelle nostre vite, ci sorveglia, ci dice persino: non devi ingrassare, non devi bere, non devi fumare ... una specie di campagna di buoni sentimenti che ci protegge in permanenza contro noi stessi. E questo è grave perché a forza di deresponsabilizzare l’individuo lo si infantilizza, lo si prende per un bebè. È la grande Nurserie che si regge sull’idea che la libertà è colpevole».

Ma oggi lo stato «nounou», non ha soldi, dice spesso no...

«Certo, lo Stato provvidenza che spende sempre di più è rimasto senza fondi, i politici si sono accorti che il sistema non può reggere. Purtroppo questa cultura dell’iperprotezione, dell’iperstatalismo cresce e mantiene i cittadini in una cultura della abdicazione. Per esempio i genitori si dicono: non devo educare i miei figli, tanto provvede lo Stato, gli allevatori si rassicurano: non è grave quanto accade tanto arriveranno le sovvenzioni se ci sono guai. C’è una paura del progresso e questo è davvero l’eccezione francese. Io che non sono un declinologo ma un ottimista premo per una società della responsabilità».

Male sue posizioni sono isolate.

«È vero, c’è una cultura dell’interventismo statalista che attraversa tutta la classe politica, da destra a sinistra fino alle estreme. C’è un fondo che è la antica ambizione di costruire una società perfetta e cambiare l’uomo. I liberali invece non vogliono cambiare l’uomo, lo vogliono lasciar agire e progredire e dargli la responsabilità. Ma non ci sono liberali in Francia.

Da La Stampa, 12 marzo 2006
scritto da Tottoi



7 Commenti:


  • Alle 19 marzo, 2006 13:07, Blogger Beren

    Va bene, allora commento io per primo (ma perché non preventivavi commenti?). Per quanto riguarda le proteste degli studenti francesi, credo che le proteste siano giuste perché il provvedimento è rivolto ai minori di 26 anni, creando così una disparità. Se si vuole flessibilizzare il mercato del lavoro non ha senso farlo solo per una ristretta fascia di popolazione, così facendo si ghettizza chi rientra nella fascia.
    In generale però sono d'accordo sull'idea che lo stato non debba entrare in maniera eccessiva nella sfera privata, e non debba assumersi responsabilità che spettano ai singoli. In questo mi ricollego anche al precedente post. Non ne capisco molto di teoria politica, ma condivido abbastanza il pensiero di Friedman che hai esposto.

  • Alle 19 marzo, 2006 13:29, Blogger Tottoi

    la diversità di trattamento sta nelle differenti posizioni in cui si trovano i giovani rispetto agli adulti. se una persona di 45/50 anni perde il lavoro per flessibilità è una 'tragedia' se queto succede a un ragazzo di 20 anni il problema è di gran lunga minore

  • Alle 20 marzo, 2006 21:02, Anonymous ericablog

    Trovo buona parte delle leggi attuali sballate, o meglio sbagliate , e questo sia in Italia che in Francia....ma soprattutto in Italia In certi casi lo stato ha il sopravvento su tutto e su tutti , in altri lo stato è completamente assente ....quando dovrebbe creare leggi semplici ma funzionali, non burocratiche x esempio..., che permettano a tutti i cittadini di essere più liberi ma anche in grado di potersi gestire nel lavoro e nel privato in modo più autonomo, senza il peso di troppe tasse , che li affossano, di prezzi eccessivi imposti dal mercato , dai commercianti che si sono arricchiti troppo secondo me, dagli industriali che se ne sono andati all'estero a mettere fabbriche nei paesi dell'est o dove possono imporsi senza dover rendere conto a leggi sindacali che difendono operai impiegati ecc, e poi si lamentano xchè noi compriamo " cinese" o non compriamo più!!!
    non amo la politica attuale dei politicanti e dei litigiosi ad oltranza, che secondo me, se ne fregano ampiamente di noi, tutti quanti, ma pensano solo agli affari loro ed ai loro soldi ... ma non amo neppure certe leggi che ci hanno obbligato a fare sciopero più volte xchè x noi erano leggi fasulle e antidemocratiche ...
    io sono una statale e sono entrata in ruolo molti anni fa con un concorso non riservato, senza raccomandazioni, grazie alle mie capacità e alla mia intelligenza ...ho sempre cercato di lavorare con impegno e con onestà dando il massimo ...purtroppo nella scuola non tutti però danno il meglio e non tutti sono arrivati ad occupare un posto di ruolo con le proprie capacità, e lo si nota spesso , a discapito nostro e degli alunni ...
    bisognerebbe cominciare a cambiare il modo di assumere le persone , di togliere quella brutta abitudine che si chiama raccomandazione e clientelarismo di massa...anche a scuola poi i ragazzi dovrebbero riprendere a studiare , a competere tra loro , x dare il meglio, non il peggio, a seguire dei buoni e seri corsi di formazione che permettano loro di imparare un mestiere come si deve, a seguire tutti quanti degli stage che li aiutino ad inserirsi nel mondo del lavoro, a sviluppare una mentalità del singolo individuo che sa fare , e che può fare da solo ... non una massa di pecore che deve essere guidata , senza iniziative personali... lo stato però secondo me deve anche creare leggi giuste , che non facciano venire l'ansia o lo stress e soprattutto non obblighino persone ultra quarantenni a rimettersi in pista xchè la loro fabbrica ha chiuso all'improvviso e loro non riescono più a rientrare su un posto di lavoro xchè considerati troppo vecchi !!!
    lo stato deve equilibrare nel giusto modo le tasse da far pagare ai cittadini, chi è ricco deve pagare di più, chi ha un lavoro modesto molto meno ... si devono imporre i prezzi su determinati prodotti o merci , tutti uguali ovunque, x evitare speculazioni ed arricchimenti esagerati da parte di certe categorie ...
    non so se sia giusta la nuova legge francese sull'impiego e non so se sia giusto manifestare con la violenza di una parte dei giovani che spaccano tutto ...penso invece che lo stato che provvede spesso provvede solo x il superfluo o l'inutile, mentre non fa nulla x tutto ciò che dovrebbe veramente aiutare noi cittadini a vivere bene, in democrazia, libertà personale econ un buon uso appropiato e corretto delle nostre potenzialità e delle nostre forze ed intelligenze , in qualsiasi campo le vogliamo adoperare e in qualsiasi posto vorremmo vivere...
    non è semplice trovare una giusta soluzione , neppure se ci fosse la bacchetta magica di una fata, però attualmente viviamo un periodo storico economico politico religioso sociale confuso, difficile , in qualche caso disastroso e molti non se ne rendono neppure conto
    non vorrei essere troppo Cassandra ma io non vedo un futuro roseo e postivo x l'Europa così com'è attualmente , divisa da protezionismi individuali, da idee preconcette , da litigiosità di tutti i tipi...
    un saluto erica

  • Alle 20 marzo, 2006 21:09, Anonymous ericablog

    mi sono dimenticata un argomento estremamente grave, secondo me:le pensioni degli anziani, che sono spesso obbligati a vivere in povertà xchè ciò che prendono viene super tassato enon è equiparato all'inflazione reale ...
    chi ha lavorato spesso tutta una vita , magari in fabbriche dove si è rischiata anche la propria salute, meriterebbe una vecchiaia dignitosa e non la carità di uno stato che centellina come elemosina 5 euro di aumento e 10 di trattenute successive ...una vergogna notevole direi !!!

  • Alle 20 marzo, 2006 23:36, Blogger Andrea&Serena

    tante cose non vanno. Da tutte le parti.
    Pensiamo alla Francia. Da non-violento non ho neanche un dubbio piccolo piccolo: io non sto con quei giovani.
    Ma come si puo' stare con una politica così stupida? Villepin oggi, chiunque altro domani, non dimostrano altro che una pessima dimistichezza con la politica. Dopo decenni di stato sociale si vuole toccare un argomento così delicato senza la minima delicatezza ed intelligenza. Un tale cambiamento va a lungo spiegato e dibattuto: la fiducia nelle CAPACITA' INTELLETTIVA dei cittadini è essenziale.
    Ma infine: siamo sicuri che sia una mossa utile il CPE? Serve una riforma organica, discussa e non necessariamente condivisa. E' probabilmente il momento che in Europa lo stato sociale sia toccato (no, smantellato no): ma con la consapevolezza dei cittadini, e la reale scossa liberale dei governanti.
    P.S. a giorni nuove importanti notizie dal Nepal.

  • Alle 21 marzo, 2006 00:11, Blogger Beren

    @tottoi: è vero, ma ciò non toglie che in questo caso chiunque si impegnerebbe di più sul lavoro per conservare il posto, a maggior ragione a 50 anni, sapendo che difficilmente si avrebbero altre possibilità.
    A ogni modo questo scenario non mi sembra comunque positivo, penso che ci siano altri modi per dare flessibilità al lavoro, e in ogni caso non mi sembra anche solo corretto licenziare senza giusta causa, ammesso che la legge non sia stata riportata dai media in maniera troppo semplificata.

  • Alle 26 marzo, 2006 22:15, Blogger Tottoi

    partiamo da dei punti di vista che sono agli antipodi. sarebbe complesso e dispersivo parlarne approfonditamente. io privatizzerei l'acqua e nn potrei mai sognare di pensare a dei prezzi 'di Stato'. semplicemente perchè credo nella libertà sostanziale e nn quella alla quale tutti credono di rivolgersi coerentemente

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