giovedì, maggio 31, 2007,08:17
Frammenti #3

Nonostante le montagne incombenti, la Svizzera era lontana, Nicole era lontana. Più tardi, passeggiando in giardino nell'oscurità ormai completa, penso a lei con distacco, amandola per ciò che aveva di meglio. Ricordò una volta, che l'erba era umida e Nicole venne da lui di corsa, con le pantofole intrise di rugiada. Gli era salita sulle scarpe stringendosi forte a lui e sollevò il viso, mostrandolo come un libro aperto a una pagina.
- Pensa in questo momento quanto mi ami;- mormorò. - Non ti chiedo di amarmi sempre così, ma ti chiedo di ricordare. Nascosta dentro di me ci sarà sempre la persona che sono stasera.
Tenera è la notte, Francis Scott Fitzgerald

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martedì, maggio 22, 2007,18:21
Frammenti #2
Dammi la tua mano
ti capirò
ti parlerò piano
Isabelle canticchiò sottovoce e rabbrividì quando sentì la mano di Amory chiudersi sulla sua.
"Isabelle" mormorò egli "lo sai che sono pazzo di te. T'importa qualcosa di me?"
"Sì"
"Quanto te ne importa?... C'è qualcuno che ti piace di più?"
"No." La udiva appena, nonostante fosse così vicino a lei da sentirsi sulla guancia il suo respiro.
"Isabelle, ritornerò all'università per sei lunghi mesi e perché non... se avessi qualcosa per cui ricordarti..."
"Chiudi la porta..." La voce era stata così impercettibile che Amory si chiese se ella avesse parlato davvero. Quando chiuse senza rumore la porta la musica parve tremare.
La luna è bella nel chiarore,
baciami e addio, mio dolce amore.

Di Qua Dal Paradiso, Francis Scott Fitzgerald

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sabato, maggio 19, 2007,14:28
Frammenti
"Oh, Alec, credo di essere stanco dell'università" disse melanconicamente mentre passeggiavano insieme nel tramonto.
"Credo di esserlo anch'io, in un certo senso."
"La sola cosa che vorrei è una casetta in campagna, in una campagna calda, e una moglie, e abbastanza denaro da non andare in malora."
"Anch'io."
"Ho voglia di piantar lì tutto."
"Che cosa ne dice la ragazza?"
"Oh!" rantolò Amory inorridito. "Lei non pensa al matrimonio... voglio dire, non adesso. Io parlo del futuro, capisci."
"Invece la mia ragazza ci pensa. Sono fidanzato."
"Davvero?"
"Si. Non dirlo a nessuno, per favore, ma è vero. Puo' darsi che l'anno prossimo non torni più."
"Ma hai soltanto vent'anni. Rinunci all'università?"
"Ma Amory, un attimo fa mi stavi dicendo..."
"Si" lo interruppe Amory "ma era soltanto un desiderio. Non ci penso neanche, a interrompere l'università. E' che mi sento così triste in queste notti meravigliose. Mi pari di sentire che non torneranno mai più e che non ne prendo tutto quello che potrei. Vorrei che la ragazza abitasse qui. Ma sposarsi... neanche per sogno. Tanto più con papà che dice che i soldi son più difficili da venire di una volta!"
"Come sono sprecate queste notti!" convenne Alec.
Ma Amory sospirò e adoperò le notti. Aveva una istantanea di Isabelle incastrataa in un vecchio orologio, e quasi tutte le sere alle otto spengeva tutte le luci tranne la lampada sul tavolo, e seduto accanto alla finestra aperta le scriveva lettere estasiate.

Di Qua Dal Paradiso, Francis Scott Fitzgerald

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