sabato, febbraio 24, 2007,20:48
Cinque domande Cinque a..Mauro.
Prologo
5 pillole veloci. 5 pillole di Mauro, che tanto tenacemente porta avanti Italian Blogs for Darfur (che tra l'altro ha da poco pubblicato quest'intervista al direttore di Medici Senza Frontiere - Italia.

(qui la puntata -1, qui la 0, qui la 1, qui la 2, qui la 3, qui la 4, qui la 5, qui la 6).
Primo capitolo
Dove quando e perché nasci?
Nasco in un paese di provincia, all'ombra degli olivi e dei castagni. Il perchè della propria esistenza si può conoscere solo nel momento della propria morte. Quando ci si aggrappa alle illusioni pur di dormire sereni e la negazione della casualità assume il sapore dolce del miele.

Secondo capitolo
Un ricordo della tua infanzia a cui sei particolarmente legato.
Le lunghe passeggiate in montagna con mio nonno. A perdersi in silenzio nella vastità dei paesaggi da poco illuminati.

Terzo capitolo
L'evento o gli eventi che hanno indelebilmente cambiato la tua vita
Un viaggio all'estero, in un Paese povero, dove il distacco tra chi ha e chi non ha è talmente netto, da far male come un coltello.

Quarto capitolo
Dovessi morire oggi che messaggio vorresti lasciare al domani?
Imparate dalla storia. Ma sarebbero parole gettare al vento. Gli Imperi nascono e crollano per vita propria.

Quinto capitolo
Un suggerimento musicale, un libro, una poesia, una quadro, un film: scegli qualsiasi cosa
legata all'arte che vorresti condividere con gli altri.
Oceano Mare di Baricco. La complessità della vita in un angolo di mondo.

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venerdì, febbraio 16, 2007,20:35
Cinque domande Cinque a...Gianluca.
Prologo
Che anno era? Il 2002? Grazie Roby prosperava, col Mastro Lunardi si aprì un gruppo niente male, Morisi gironzolava per l'Italia a rilasciare interviste (la prima a me però!), Francesco si autointervistava. E spuntò Gianluca Perlongo. Ovviamente se pensate che io ricordi come e perché sbagliate di grosso. Di certo c'è che poi la Sicilia venne colpita da un terremoto mica male (e quel "Ti siamo tutti vicini Gianluca!" in prima pagina ne è un ricordo) e Gianluca limitò la sua presenza online. Poi io limitati la mia per non so bene quale motivo. E ci si perse di vista per quasi 5 anni.
Poi girovagando per google lo ritrovo un po' qua e un po' là. E, il 19 Luglio 2006, una sua email con oggetto "Amicizie Lontane..." ci rimette in contatto. E ci regala funambolici e fantasmagorici progetti che, ne sono sicuro, prima si concretizzeranno.

(qui la puntata -1, qui la 0, qui la 1, qui la 2, qui la 3, qui la 4, qui la 5).
Primo capitolo
Dove quando e perché nasci?
Nasco l'8 Marzo 1987 a Partinico, sperduta sub-provincia del palermitano occidentale, da una donna quarantenne e un uomo in cammino avanzato verso i cinquanta, alle 24.00 passate di un giorno mondialmente riconosciuto come festa dell'orgoglio e della lotta femminile. Difficile dare un perché! Riuscirebbe mai qualcuno a tracciare un vademecum dell'alchimia mentale della procreazione? Kessel diceva che ogni uomo nasce gemello, racchiude in se colui che è e colui che crede di essere, ad oggi penso di essere un'ottima via di mezzo!


Secondo capitolo
Qual è il primo ricordo della tua infanzia?
Scavando negli anfratti più remoti della memoria la prima cosa che ricordo è la nenia di mia madre che accompagnava il mio lento scivolare verso il sonno, quello a cui sono legato a doppio nodo è senza dubbio la nascita di un bimbo, nel 2005, a metà fra un nipotino, un cuginetto e un fratellino, una di quelle piccole creature che anche solo stringendoti la mano ti impongono di riflettere, spoglio di tuttoi, sulla stupidità umana che li rifiuta e rinnega e che vede il loro qualcosa di cui aver paura e non un bel pezzo di vita, intesa come amore.

Terzo capitolo
L'evento o gli eventi che hanno indelebilmente cambiato la tua vita
L’aver abbandonato la scuola a 16 anni, seguendo il falso mito dell’uomo che trova la propria libertà solo attraverso il rifiuto di ogni regola, responsabilità o limite, una voglia di vivere libertaria e libertina, trasfigurata col tempo in fucina di una coscienza di cui comincio ad avvertire sempre più il peso e l’importanza. C’è chi estranea il prossimo perché difforme dalla regoletta del “investo e capitalizzo”, io preferisco stare con chi professa il “dono e sorrido” che non è una versione moderna di quanto professava San Francesco, bensì una ribellione ad una forma mentis unisona.

Quarto capitolo
Dovessi morire oggi che messaggio vorresti lasciare al domani?
Dovessi morire oggi non mi curerei tanto di lasciare testamenti spirituali o profezie, lo afferma Galeano e lo riprende Terzani, la storia dell'uomo è incomprensibilmente ciclica, il domani muterà in convinzioni, pensiero e modi di fare del tutto inconcepibili per i naufraghi del passato, dovessi morire oggi direi che il tirannide è mediocrità, che legge è abuso, riecheggerei una massima di Krauss: Ben venga il caos, perché l'ordine non ha funzionato.


Quinto capitolo
Un suggerimento musicale, un libro, una poesia, una quadro, un film: scegli qualsiasi cosa
legata all'arte che vorresti condividere con gli altri.
Ho visto le migliori menti della mia generazione distrutte dalla pazzia, affamate, isteriche, nude trascinarsi per strade di negri all'alba in cerca di droga rabbiosa. Altro non è che l'input della più celebre poesia di Allen Ginsberg ed al contempo, a mio avviso, il miglior manifesto di una generazione, la Beat, che si ribellava al potere e alle restrizioni mentali attraverso l'arte, la letteratura e la musica.

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venerdì, febbraio 09, 2007,23:45
Cinque domande Cinque a...Silvia.

Prologo
Non saprei dire quando Silvia è arrivata sin qui. Erano i giorno concitati di Blogs For Nepal. Sarà stato Francesco, immagino. Fatto sta che da ormai qualche mese Silvia-rongpuk collabora con Square. Scrivendo. E non solo...
Colgo infatti l'occasione che mi dà questa bella intervista, per presentare a tutti un nuovo progetto, che Square seguirà con somma soddisfazione: RainMaya.
Rain come pioggia. Maya come amore.
Primo capitolo
Dove quando e perché nasci?
Milano il 24 maggio del ‘72 durante uno sciopero di 24 ore dei medici, sono nata per sbaglio e poi per la convinzione di mamma e papà di provare a costuire qualcosa…credo…erano gli anni 70…


Secondo capitolo
Qual è il primo ricordo della tua infanzia?
Un ricordo della mia infanzia?…la mia infanzia è stata bellissima come portei non ricordarla?…dai 3 ai 4 anni e mezzo a Vicenza nel villaggio della USARMY parlavo con gli americanini e non capivo perché non mi capivano…strano eh? Giocavo a fare la guerra allora…l’innocenza dei bambini…
Poi la campagna tra Vicenza e Padova, ho trascorso la mia infanzia con la mia meravigliosa Paola io e lei inseparabili (anche adesso all’alba dei 35) a giocare nei campi di grano, nei fienili, nei vitigni, a guardare le mucche e le caprette, ricordo i bagni nei fossi bici incluse e le sculacciate di mio padre, le gite col trattore di Silvana, il profumo del mosto…credo di essere stata una bambina molto fortunata, amata che ha avuto l’opportunità di stare davvero a contatto con la natura.


Terzo capitolo
L'evento o gli eventi che hanno indelebilmente cambiato la tua vita
Mi sento in balia dei venti e molti eventi hanno cambiato il corso della mia vita, e ogni volta accade in modo sempre più drastico e diverso…io vivo di viaggi e di fame di conoscenza, per me è una specie di malattia incurabile, arriva un momento in cui non ce la faccio più e devo partire per ritrovare i sensi smarriti dall’evoluzione. VIAGGIO E APRO GLI OCCHI. Ogni luogo mi assorbe totalmente e io assorbo tutto da lui, spesso cerco di catturare con uno scatto la magia di questi momenti. Vi racconto l’ultima mia svolta, sta volta dettata dall’amore: nel 2005…il Nepal…la terra di passaggio tra l’India e il Tibet…terra di contrasti, di colori, folklore, templi antichi, regno dell’induismo, ancora arcaico dai riti cruenti e per noi assurdi. Il paese dove tutto è sacro. Al campo base dell’Everest in una notte di visioni mi sono accorta di quello che è stato per me il primo sguardo profondo di Raj a Swayanbunath durante la mia prima puja buddista, …il resto è stata tutta una battaglia per l’amore…contro il governo indifferente, contro consoli e ambasciatori, contro la guerra civile, i black out, i coprifuochi, contro il re e contro Prachanda…solo per amore…una cosa al limite della follia ma altrettanto vera e unica…l’amore…per questo si dice si muovano anche le montagne…ora il 4 febbraio se il destino, Dio, Shiva o chi per essi vorranno saremo insieme qui nel mio rifugio, nel mio piccolo angolo di pace a Milano…dal paradiso sul tetto del mondo…la follia…


Quarto capitolo
Dovessi morire oggi che messaggio vorresti lasciare al domani?
Vivere sempre ogni sensazione nel bene e nel male, fugare i dubbi, di qualsiasi genere essi siano, lottare per ciò in cui si crede e se se ne ha davvero fede ne uscirà del bene per noi e di riflesso anche per gli altri. CREDETECI

Quinto capitolo
Un suggerimento musicale, un libro, una poesia, una quadro, un film: scegli qualsiasi cosa
legata all'arte che vorresti condividere con gli altri.
La musica: la follia di Roger Keith Barrett, un grande sperimentatore e un grande incompreso. Ummagumma e il Buena Vista Social Club. Di “canzoni preferite” ne ho una marea di ogni genere ognuna legata a un momento della mia vita.
La pace di Ravi Shankar o Sainkho e l’originalità di Stravinsky.
Film: Lars Von Trier, Cohen, Kim Ki Duk.
L’arte: indubbiamente Dalì, Klimt e Munch, poi le strutture di Gaudì e F.L. Wright
La letteratura: il mio mito è Marquez (100 anni di solitudine uno per tutti) poi Coloane e Sepulveda, Amado, Taibo, Mishima, la dolcissima Rigoberta Menchu piccola e fiera.
Poesia: Neruda.

Io sono un viandante
e uno scalatore di montagne,
diss’egli al suo cuore,
non amo le pianure
e sembra che non sappia
star fermo a lungo.
E qualunque cosa mi capiti ancora,
come destino o esperienza,
in essa ci sarà un peregrinare e un ascender monti:
si vive alla fine solo ciò che si ha in se.

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venerdì, febbraio 02, 2007,19:05
Cinque domande Cinque a...Serena.

Prologo
Cosa dire? Niente.
Con infinito Amore,
Andrea
(qui la puntata -1, qui la 0, qui la 1, qui la 2, qui la 3).
Primo capitolo
Dove quando e perché nasci?
"Per l'anima non vi é nascita né morte. La sua esistenza non ha avuto inizio nel passato, non ha
inizio nel presente e non avrà inizio nel futuro. Essa è non nata, eterna, sempre esistente e
primordiale. Non muore quando il corpo muore." (Bhagavad-gita 2:20)

Albano. 24 marzo 1988.
(Ri)nata perché scoperta, forse, troppo tardi..
Perché una donnina di appena diciassette anni, ad un certo punto della sua vita, si è resa conto
di possedere due cuori.. Il suo..
Il mio.
(Ri)nata in un contesto familiare difficile.. La piccola età della mamma, l’irresponsabilità di un
padre che mai, infondo, ho capito veramente.. Pur somigliandogli molto.

Secondo capitolo
Qual è il primo ricordo della tua infanzia?
Avevo circa sei anni.. Ricordo di una matita spuntata, di un muro bianco.. L’odore del Natale,
quello che arriva prima delle luci colorate, Prima dell’albero.. Correvo per le scale, verso casa della mia nonna materna.. Correvo, ho inciampato su uno scalino.Era il 25 Dicembre.
La matita che tenevo in mano perse la punta.. Chissà cosa ho pensato in quel momento.. Presi ciò che restava di quel pezzetto di legno, e con la forza che avevo, rialzatami, rigai il muro. Una riga soltanto, perché quel momento, quella sensazione, il profumo del natale, durasse per sempre, nei miei ricordi..
Il mio primo ricordo è un pensiero:
“Voglio ricordare questo per sempre”


Terzo capitolo
L'evento o gli eventi che hanno indelebilmente cambiato la tua vita
La vita è un grande magazzino colmo di scatole.
Scatole che si aprono, si chiudono.. Ogni momento, ogni istante è un cambiamento della vita.
Ogni pensiero un bivio.
C’è una scatola di cui vorrei parlare, e non perché più importante di altre, semplicemente una tra le tante, a modo suo, essenziale perché il mosaico termini.. Un giorno.
Essenziale perché fa da collante per tutte le altre.
Si chiama Amore.
Non Amore per una persona, ma per il mondo, per me, per tutto ciò che è vita, anche per il dolore.
Inspiegabilmente a volte, piangere ci fa bene.. Provare profondo dolore si rivela essenziale..
Così io, a dodici anni, in casa.. Sola.. Ho pianto per la prima volta senza motivo, o meglio, per una foglia.. Continuavo a fissare l’albero di fichi, fuori la finestra.. Stava piovendo. Pensai a come faceva.. Perché.. Domande non mie.. Non ci avevo mai pensato.. Come fa un albero a rimanere li tutto zuppo per ore, come fa a resistere sotto quella pioggia!? E’ natura, è normale.. Mi rispondevo.
Però piangere per questo mi permetteva di pensare.. Di vedere con occhi diversi le cose.. E di
badare a ciò che non avevo mai visto. Io non avevo mai veramente visto un albero.
E oggi, a sette anni da quel meraviglioso momento, io sento di non essere cambiata, in questo
senso. Nel bene, nel male, questa sono. Nella mia pazzia, ordinaria follia.. Io.
Mille domande, mille occhi.. Mille cuori..
Cuori in grado di soffrire, di Amare.

Questa vita.
Ora.


Quarto capitolo
Dovessi morire oggi che messaggio vorresti lasciare al domani?
Ogni persona è qualcuno pur non essendo nessuno.
Nella vita si tende a fare un grande errore, al quale, troppo spesso non vi è rimedio.
Imparate a vedere tutto con gli occhi dell‘anima, perché quei strani “aggeggi” che ci hanno piazzato sul viso, non bastano per vedere tutto il “mondo”.

Quinto capitolo
Un suggerimento musicale, un libro, una poesia, una quadro, un film: scegli qualsiasi cosa
legata all'arte che vorresti condividere con gli altri.
Un mio pensiero:
Sono come l’onda che con tutta la sua forza cavalca il mare.. Per poi perdersi nella serenità della riva..

Tu sai chi siamo?
Tu che hai il coraggio di dire che si deve essere razionali, che il mondo delle favole non esiste.
Che non ci si può permettere di sognare, il mondo corre, non ti aspetta, non puoi permetterti certe sciocchezze.
Spiegami dove siamo però, voglio scendere alla prossima fermata, io non continuerò a seguirti..
Cos’è “razionale”?
Cos’è “mondo”?
Non conosco queste parole, mi spiace, non sono di qui ..
Sapere chi sei è l’utopia più grande che possa esistere.
Una menzogna..
Cos’è questa sensazione che vivo?
Cos’è “vivo”?

Ma non ci pensiamo noi.. Troppo occupati con le cose di sempre.. Troppo stretti ormai nel tempo che ci siamo creati
per non pensare. Perché è facile non avere il tempo per accorgersi che non esiste..
Sono sola.
Io sono semplicemente sola.. Non persa, non per decisione..
Ero piccola, ma lo sapevo, che il tempo non esiste..
Che sognare è vivere.. E non so se qualcuno capirà mai le cose che sto scrivendo..
Mi faccio coraggio però, io, immersa in questa vita a metà, questo mondo in pausa, stagnante da tempo ormai.
Mondo dove artisti mediocri non sanno sognare, non vivono.
Mondo dove la gente mangia, dove la gente muore, dove 1000 guerre non lasciano tempo..
Tempo
Tempo..
Ancora tempo..
Abbiamo sete di tempo.
Abbiamo fame di nostri simili.
Abbiamo voglia soltanto di chiudere gli occhi..
.. infondo.

Un libro: Siddharta.

Qui momoemomo (n.d.r)

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venerdì, gennaio 26, 2007,19:05
Cinque domande Cinque a...Bruno.
Prologo
A sinistra il nostro uomo. A destra l'ineffabile Alfredo.
Non è male intervistare una persona vista la prima volta nel settembre 1996, all'alba della prima media. Tra un Enderle in calzoncini, una Boccanera in gonnellina e scarpette Primigi, un Silvestri dotato di "cocomerino", e un Bussu in pail verde-celestino. Il tutto ascoltando storie e cose mai sentite prima.
(qui la puntata -1, qui la 0, qui la 1 e qui la 2).

Primo Capitolo
Dove quando e perchè nasci?
Dove? Albano Laziale vicino Roma, quando? 11-giugno 1985, perchè? Non credo ci sia un perchè specifico, come succede in ogni famiglia due persone si amano (non sempre) e nasce un bimbo...è logico, no?

Secondo Capitolo Qual è il primo ricordo della tua infanzia?
Il mio primo ricordo non lo so, so soltanto di aver avuto un infanzia felice, dall'inizio alla fine, priva di momenti di sofferenza, grazie alla mia famiglia e alle persone che stanno accanto a me in questo viaggio, quindi posso soltanto dire che la mia infanzia è un lungo e bel ricordo.


Terzo Capitolo
L'evento o gli eventi che hanno indelebilmente cambiato la tua vita
Un evento in particolare...aspetta ci penso...mmm...mah un evento realmente accaduto non c'è, ma sicuramente quando ho imparato ad amare, sono cambiato in modo parziale poi più tardi ho capito che oltre al diritto di amare avevo anche quello di odiare allora li sono cambiato radicalmente visto che poi pian piano ho abbandonato completamente per strada la tolleranza e ho imparato ad amare ancor di più chi sta compiendo con me "il fottuto viaggio" (la vita) e a odiare ancor di più chi non tollero, se vivo ancora è perchè ho capito che è più la gente che odio che quella che amo...e ormai ogni giorno ho bisogno di amare quelle persone che mi danno tanto e di sentirmi l'odio che mi si arrotola allo stomaco...

Quarto Capitolo Dovessi morire oggi che messaggio vorresti lasciare al domani?
Fanculo, già è finito? Dopo un pò di silenzio potrei soltanto confessare un finto pentimento dicendo che ho vissuto bene, perchè ho pensato soltanto a me stesso e alle persone che amo, sbattendomene del resto del mondo...cosa dovrei dire, che sono un uomo di merda? Si è così per tanti...Ma Io non voglio lasciare questo mondo dove si passa una sola volta avendo dei rimpianti e investendo il mio tempo per il prossimo ritrovandomi poi al capolinea della vita soltanto affaticato, sapendo di non aver cambiato nulla ed aver gettato soltanto parole al vento...Fanculo! Non fa per me continuo a pensare a me stesso e ai miei cari...e quando me ne andrò non mi pentirò di nulla...va bene così, sto qui per vivere e morire senza dire non ho fatto questo o quest'altro, per amare chi ho scelto di amare odiare tutto l'intollerabile e perchè no, anche essere odiato...Sono consapevole che queste parole sono "anche" sintomo di cattiveria ma non per questo non ho dei valori...anzi sicuramente ne ho più io che tutti i falsi moralisti del cazzo, insomma questo prologo è soltanto per dire (se ne avessi la possibilità) a chi verra dopo di me, di rendersi vittima di tutti i vizi capitali omettendo l'avarizia...Vi ringrazio anticipatamente per le critiche e gli insulti o il silenzio totale che ci sarà nei commenti di questo post...AHAHAH!

Quinto Capitolo Un suggerimento musicale, un libro, una poesia, una quadro, un film: scegli qualsiasi cosa legata all'arte che vorresti condividere con gli altri.
Suggerimento musicale: The Beatles, Led zeppelin, The Kinks, The Who, Velvet Underground, Nico per andare sul classico. The Libertines, Oasis, The Strokes, Bloc party, Stereophonics, Dirty Pretty Things, The Hives and Radiohead e poi basta se no faccio una lista interminabile, insomma il mio consiglio è non ascoltate quella roba impropiamente chiamata musica che spesso passano in radio, un suggerimento musicale patriottico: Verdena. Un Libro? Clockwork Orange di Anthony Burgess una pillola di sano odio intriso d'amore. Una poesia? Le trovate nella buona musica, Un quadro? uno qualsiasi di Basquiat, Magritte, Dali o Hopper senza dimenticare Warhol, Un film: Clockwork Orange tratto dal libro stesso, diretto da quel genio di Kubrick; Quadrophenia, grande esempio del movimento culturale Mod, portatore sano di insani principi; Scarface per esempio per vedere un bel saggio di onnipotenza, ira e presunzione.

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venerdì, gennaio 19, 2007,20:53
Cinque domande Cinque a...Marco
Prologo
Da queste parti si raccontano storie che nessuno sarebbe mai andato a scovare. Che sarebbero andate perse. Brevi. A ben vedere è quello che fa la De Filippi.
Non riesco ad immaginare che futuro spetta al web. Ma non sarebbe spiacevole se un giorno un nipotino di Marco arrivasse qui. E leggesse.
(qui la puntata -1, qui la 0, qui la 1).

Primo capitolo
Dove quando e perchè nasci?
sono nato a milano il 2 aprile 1978, sul perché, beh, credo che ogni persona ci metta una vita intera a capirlo. Ci sto pensando, ma credo che il perché della vita di ogni uomo non sia un cosa, ma un come. Avessimo da fare un cosa, saremmo di una inefficacia disarmante. Il creatore o chi per lui avrebbe fatto meglio a mettere al posto nostro delle piante. A stimolo rispondono, quasi univocamente. Noi siamo di una totale inaffidabilità nel fare qualcosa. Siamo qui ciascuno per vivere a modo suo. Forse dobbiamo solo raccogliere esperienze e riportarle di là.

Secondo capitolo
Qual è il primo ricordo della tua infanzia?
Il mio primo ricordo è una visita allo zoo di milano con mio padre e mio fratello. Siamo saliti sulla fulvia bianca di mia mamma (e da questo dato posso desumere che fosse l'inverno del 1979) e siamo andati allo zoo, non ricordo molto degli animali, ma mi ricordo un palloncino a forma di coniglio, che arrivava a toccare il soffitto di casa di mia nonna, ed io non riuscivo più ad afferrarlo per la corda.

Terzo capitolo
L'evento o gli eventi che hanno indelebilmente cambiato la tua vita
l'essere uscito dalla non esistenza, per percorrere questo periodo di esistenza, provare questa contraddittoria esperienza che è la vita, ogni giorno diversa, ogni giorno una diversa opportunità di vivere o sopravvivere. Ogni giorno la possibilità di cambiare rotta. Il primo giorno in cui provi un'emozione.
Il giorno in cui ho sentito la presenza di Lei, una presenza che ho percepito per la sua possibilità e per la sua assenza. Una presenza di cui ancora non ho prova certa, ma che già per il fatto di essere un'intuizione mi ha cambiato la vita, intuizione che ha già sortito effetti sulla mia esistenza.

Quarto capitolo
Dovessi morire oggi che messaggio vorresti lasciare al domani?
su questa domanda mi sto arrovellando da un po' ormai, su tuo invito. E non è immediato rispondere una cosa intelligente.
Primo messaggio, una sorta di opinione finale: è stato divertente, lo rifarei subito.
Secondo: un messaggio ai posteri: in ogni caso, provateci.


Quinto capitolo
Un suggerimento musicale, un libro, una poesia, una quadro, un film: scegli qualsiasi cosa legata all'arte che vorresti condividere con gli altri.
Musica: tutto De André, Bjork, la Boheme,
Libri: Tokyo Blues (di Murakami Haruki), Dio è nato in esilio (di Vintila Horia)
Poesia: i lirici e i tragici greci (avevano già sentito tutto), Divina Commedia, Montale degli Ossi di seppia (in particolare Falsetto, e Corno Inglese), Saba di Trieste e una Donna
Pittura: Giotto, Mantegna,
Film: La sottile linea rossa (immancabile), Frankenstein Jr.
Fotografia: Salgado, Henri Cartier-Bresson (Srinagar, Kashmir 1948)

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venerdì, gennaio 12, 2007,19:00
Cinque domande Cinque a....Erica.
Prologo
Sono costantemente ferito dal tempo. Ogni secondo che passa il coltello mi trapassa quanto puo'. Come se dovessi salvare le cose più care dall'acqua che sale sempre di più, mi arrangio come posso. E così, dopo l'intervista a Paola, e dopo l'esperimento avvenuto grazie al buon Scanzi, passiamo ad intervistare con "Cinque domande Cinque" i frequentatori storici di questa piazza. Iniziamo da Erica.

Primo capitolo
Dove quando e perchè nasci?
Sono nata a Premosello, che allora si chiamava solo così xchè non avevano ancora aggiunto Chiovenda in onore di un loro concittadino illustre, in provincia di Novara (attualmente invece è Verbania), in Piemonte, in una clinica privata di ostetricia il 6 aprile 1955 , prima ed unica figlia di due genitori di 31 e 33 anni che mi hanno avuta dopo quattro anni di matrimonio e mi hanno attesa con amore e con la speranza di unire x sempre in me il loro amore profondo e duraturo.

Secondo capitolo
Ci racconti un ricordo della tua infanzia a cui sei particolarmente legata?
Un ricordo della mia infanzia che sempre porto con me è il viaggiare, piccolissima, sulle spalle di mio papà, ben stretta a lui, mentre scia nel prato, dietro a casa, completamente ricoperto di neve in inverno. Ero piccolissima ma come lui adoravo sentirmi scivolare veloce giù x la discesa, l'aria che sfiorava il viso e l'andare fino in fondo x poi ritornare su in cima e riprendere quel bel gioco che solo con lui potevo fare, e le riste e le urla quando andava più in fretta! Ho poi messo gli sci ai piedi anch'io a tre anni e pur non essendo come lui, che faceva anche le gare ed era bravissimo, ho sciato fino a 39 anni godendomi le montagne e l'ebbrezza della velocità su due lamine di sci. Dimenticavo di dire che in quelle prime passeggiate con gli sci, in spalla a mio papà, c'era sempre anche il mio primo cane, bianco buffo e peloso, il Luli, con cui sono cresciuta e che fin dalla nascita è stato il mio amico più caro, affettoso e bellissimo. Tutti dovrebbero nascere con un Luli in casa, che ti vuole bene e che impari ad amare profondamente, xchè anche gli animali sono essere umani da amare e da rispettare!

Terzo capitolo
L'evento o gli eventi che hanno indelebilmente cambiato la tua vita
Un evento che ha cambiato la mia vita è stato senz'altro il frequentare l'università di lingue a Torino, dove sono rimasta x 4 anni a studiare. Conoscevo già bene la città ma il viverci a lungo mi ha permesso di diventare indipendente e libera. E, anche se poi sono tornata a vivere x sempre in provincia, a Omegna, ho conservato l'abitudine di essere indipendente dagli altri e di decidere da sola nelle scelte importanti. La scelta delle lingue straniere è stato un altro punto fondamentale xchè mi ha aperto nuovi orizzonti e la mia passione di viaggiare si è accentuata con la conoscenza sempre più approfondita di altre lingue, che uso correntemente e che mi permettono, in giro x il mondo, di comunicare con i nativi. In questo modo posso conoscere meglio i paesi che visito e le culture e i modi di vivere, fondamentali x aprirsi al mondo e x aprire la mia mente ed il mio sapere a nuove conoscenze senza pregiudizi o stereotipi fasulli
Non tutti gli eventi sono purtroppo stati piacevoli ma sicuramente hanno fatto sì che diventassi una persona con un carattere forte e determinato. Ho dovuto affrontare anche la malattia ed essere passata in quel mondo di sofferenza e di dolore, improvviso ed imprevisto, ma traumatizzante, xchè stai male e ti devi x forza affidare ad altri, ai medici cioè, e sperare che riescano a ridarti la salute, e ti rendi conto che tutta la tua vita è legata a quello e al destino, a cui non avevi mai pensato prima xchè a 24 anni si pensa a tutt'altro, naturalmente, ha lasciato una traccia profonda in me. Al destino non penso mai ma un'altra volta ho dovuto affrontarlo a faccia a faccia, sempre improvviso ed imprevisto, ma determinante x la mia vita, che è di nuovo dovuta cambiare in modo drastico xchè sono caduta a 39 anni da una scala in giardino e mi sono lacerata la cartilagine di un ginocchio. Ho smesso completamente di sciare, ho dovuto riprendere con molta fatica a camminare e x anni ho tribolato x problemi vari. Ancora adesso quando sto ferma x ore, seduta dietro ad una cattedra, se poi scendo le scale zoppico. Questa battuta d'arresto ha condizionato notevolmente alcuni anni della mia vita, ma il dover di nuovo affrontare sofferenze non volute e non cercate mi ha fatto riflettere notevolmente e mi sono resa conto che noi possiamo programmare tutta quanta la nostra vita e viverla come vogliamo solo se il destino, sicuramente già tracciato, ce lo permette.
Possiamo vivere bene o male, frequentare persone positive e utili o negative e dannose, decidere liberamente cosa fare e quando farlo e con chi, ma non siamo assolutamente liberi di prevedere la malattia, la morte, nostra o delle persone che amiamo, e la sofferenza che accompagna sempre queste due realtà devastanti ma non impedibili. Ho dovuto accettare x forza, anche se talvolta con rabbia, l'handicap al ginocchio e ho provato personalmente cosa significa avere delle stampelle, non potersi muovere, affrontare tutte le barriere architettoniche di una città che non pensa a questi problemi e soprattutto la curiosità o l'idiozia delle persone che incontri e che ti rompono con tutte le loro inutili domande perditempo o le battute stupide che non servono a nulla e non ti aiutano se sei in difficoltà.

Il dover stare ferma x forza mi ha però portato un dono insperato: ho iniziato a cucire, a creare bambole, pupazzi ed altro ed ho scoperto di essere decisamente abile nel farlo. Questa certezza è stata confermata anche dal mio sito PupazziePensieri, che è sempre più visitato, da tutte le parti del mondo, e dall'essere sempre più conosciuta anche qui dove vivo. Un hobby nato x necessità sta diventando una gratificante passione da esperta che mai avrei immaginato di avere. Gli ultimi eventi che hanno cambiato radicalmente la mia vita sono stati la morte di una collega e di un mio alunno di 14 anni ammalati di tumore e la morte di mio papà, diabetico sempre curatosi, ma comunque vittima di una malattia tremenda x le conseguenze che lascia nell'organismo. Non so dove ho trovato la forza e la volontà di stare loro vicina ma sicuramente non so se ripeterei simili esperienze xchè è terribile sapere che non ce la faranno comunque ma, che in ogni caso, bisogna dar loro amicizia e amore con tanta pazienza e tanto coraggio, xchè continuino a sperare e a vivere i loro ultimi giorni, di gravi sofferenze, con il sorriso di chi è stato sempre lì con loro. Le lacrime bisogna tenerle ben nascoste, e solo x dopo, x quando se ne sono andati x sempre ...
Quarto capitolo
Dovessi morire oggi che messaggio vorresti lasciare al domani?
amate ed amatevi, senza più guerre odio torture e povertà assurde ed ignobili e abbiate come me la fortuna di aver avuto due genitori affettuosi e intelligenti che sempre mi hanno aiutata, e mia mamma ancora mi aiuta xchè è l'unica persona con cui parlo e di cui mi fido quando ho qualche problema serio da affrontare lei ascolta e consiglia, non dà mai ordini!

Quinto capitolo
Un suggerimento musicale, un libro, una poesia, una quadro, un film: scegli qualsiasi cosa legata all'arte che vorresti condividere con gli altri.
Amo tantissimo i quadri degli impressionisti , in particolare quei paesaggi campestri con i papaveri rossi e le erbe alte sfiorate dal vento, che mi ricordano la mia infanzia con mia nonna che tagliava il primo fieno, nelle calde giornate di maggio e giugno, o il mare così bello e misterioso che loro hanno dipinto tanto spesso ed in tanti modi diversi.
Ma mi piacciono tantissimo anche i quadri dei Preraffaelliti con quei visi di donna belllissimi che tanto ricordano i visi delle donne dipinti da quel grande uomo d'arte che fu Raffaello Sanzio, unico ed irripetibile.
E se volessi condividere un libro, tra le migliaia che ho letto e di cui non saprei assolutamente fare una scelta , io aprirei o una pagina delle lettere di VanGogh al fratello Teo o una pagina dei Vangeli di Gesù o i primi versi di quello splendido poema dell'Antico Testamento che è la più grande testimonianza dell'amore di un uomo e di una donna e comincerei a leggere...

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mercoledì, ottobre 11, 2006,19:13
5 domande 5 a...Andrea Scanzi.
Prologo
Ohi Andrea, sono sempre io: Andrea, e ti scrivo giusto per sganasciarti i maroni. Richiedo ufficialmente 5 risposte. Ciò significa che ti invierò (qualche riga più in là) 5 domande. Ti rubo grosso modo 5 minuti. Non è proprio un'intervista. Anzi non so proprio cos'è, visto che le domande non le so. Ma le ho in mente.

Primo capitolo
Quali sarebbero la prima, seconda e terza decisione che prenderesti se fossi direttore di un quotidiano-rivista etc?
Non dedicare pagine al calcio; dedicarne almeno tre al tennis; assumere subito Berselli, Gramellini, Grillo, Luporini, Luttazzi, Ricolfi, mio padre e qualcuno dei molti amici che sanno scrivere: Alessio Biancucci, Luca Di Giuseppe, Alice Misceo, Lazzaro Pappagallo (quest'ultimo a dire il vero fa effettivamente il giornalista, ma lavorando in Rai ha i suoi problemi).
Ovviamente chiuderei dopo un mese.

Secondo capitolo
Il tuo programma in Tv come sarebbe?
Non sarebbe.

Terzo capitolo
Dovessi morire tra 25 minuti, quale canzone ascolteresti?
Wow, bella domanda, grazie. Se sapessi di dover morire, Live In Koln Part I di Keith Jarrett. Se non lo sapessi, Baby I'm Gonna Leave You dei Led Zeppelin.

Quarto capitolo
Qual è stata l'idea più geniale della tua vita (comprese quelle che nessuno ha mai ascoltato per impossibilità o idiozia)?
L'aspetto ancora, l'aspetterò sempre.

Quinto capitolo
Se non esistesse tua moglie, a chi batteresti i pezzi?
Detto che mia moglie non mi ha mai chiesto di batterle un pezzo, mi sarebbe piaciuto battere il testo autografo di Quando è moda è moda.

Sesto capitolo
Cosa pensi di Caressa?
Difficile immaginare un telecronista peggiore. E comunque... chi è Caressa?

Epilogo
Bè, si, sono sei domande. Ma perchè l'ultima -solo dopo aver inviato le prime cinque me ne sono accorto- era la domanda che mi ha fatto venire in mente la possibilità di questa mini intervista. E l'avevo scordata. Quindi per non tagliare le altre...
La mia preferita è la quinta. Potrebbe essere una battuta o un divertentissimo fraintendimento: qui a Roma battere i pezzi significa fare il filo, corteggiare. Essedomi scordato che la lingua che tenta di unirci tutti è l'italiano e non il romano, ed essendomi scordato soprattutto che Mr. Scanzi è di Arezzo, è venuto fuori questo magnifico fraintendimento: batterebbe il testo autografo di Quando è moda è moda.

Sono diverso, sono polemico e violento
non ho nessun rispetto per la democrazia
e parlo molto male di prostitute e detenuti
da quanto mi fa schifo chi ne fa dei miti
di quelli che mi diranno che sono qualunquista, non me ne frega niente
non sono più compagno, né femministaiolo militante
mi fanno schifo le vostre animazioni, le ricerche popolari e le altre cazzate
e, finalmente, non sopporto le vostre donne liberate
con cui voi discutete democraticamente
sono diverso perché quando è merda è merda
non ha importanza la specificazione...

Però mi piace, e molto, il terzo capitolo, che altro non era che una trappola per fargli nominare Live at Koln, Part I (la mia "canzone" preferita): lui me l'ha fatta conoscere, anche se non lo sa, ed a lui anche solo per questo sarò eternamente grato.

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scritto da Andrea&Serena
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